Vaccino antinfluenzale.

Vaccino antinfluenzale

Con l’avvicinarsi della stagione invernale si ripropone il solito dilemma se ricorrere o meno al vaccino antinfluenzale. Con il freddo ripartono le epidemie di influenza ed iniziano a circolare stime su virulenza e numero dei cittadini che saranno colpiti. L’articolo prova a fornire, in maniera semplice, alcuni chiarimenti che possano aiutare a valutare con consapevolezza quali possono essere i benefici derivanti dallo scegliere tale soluzione e quali le controindicazioni.

L’influenza è un’infezione dell’apparato respiratorio causata da diverse tipologie di virus della famiglia degli Orthomyxoviridae (influenzavirus A, influenzavirus B, influenzavirus C). Di norma, quando si incappa in una infezione e si guarisce, il sistema immunitario conserva memoria dell’agente patogeno e quindi in occasione di future infezioni ha gli strumenti per poterle contrastare. Tutto questo non accade però con l’influenza che continuamente ci aggredisce come se fosse una malattia nuova. La causa è una caratteristica dei virus ed in particolar modo di quelli influenzali: la capacità di poter “mutare” con grande facilità. Ossia la capacità di potersi presentare al sistema immunitario con aspetti sempre diversi e quindi aggirare con facilità le difese organizzate. Delle tre tipologie di virus influenzali quelle del ceppo A sono le più virulente e pertanto le sue mutazioni scatenano le epidemie più gravi.

Siamo erroneamente abituati a considerare l’influenza una malattia di lieve entità. Purtroppo questa convinzione non sempre è veritiera. A conferma di quanto detto basta un dato: la famigerata “Spagnola”, epidemia influenzale di tipo A, che colpì l’Europa subito dopo la prima guerra mondiale provocò in Italia tanti decessi quanto la guerra da poco conclusa. Ed anche oggi in epoca diversa e con fattori socio economici sicuramente migliori ogni anno muoiono migliaia di persone a causa dell’influenza (da dati ISTAT tra il 1990 ed il 1994 i decessi sono stati più di 3000). Pertanto la prevenzione della malattia è d’obbligo, prevenzione che al di là delle comuni norme di profilassi, che comunque hanno una efficacia ridotta, non ha altro strumento che la vaccinazione che per la facilità con cui mutano i virus va ripetuta ogni anno a partire, nel nostro emisfero, dal mese di ottobre. Il vaccino viene approntato dalle case farmaceutiche ogni anno tenendo conto dei ceppi virali attivi al momento sulla base delle evidenze raccolte in tutto il mondo dall’OMS.

Composizione del vaccino antinfluenzale.

Il vaccino influenzale può essere costituito da:

  • Virus interi influenzali attenuati (virus indeboliti in maniera che non possano riprodursi nell’organismo).
  • Virus interi influenzali inattivati (virus inattivati o anche uccisi con prodotti chimici). In questa maniera l’inoculazione non può provocare la malattia in alcun modo.
  • Particelle di virus influenzali. Questa tipologia di vaccini è nota come Vaccini split.
  • Glicoproteine che costituiscono il rivestimento della membrana cellulare del virus e che lo identificano. Questa tipologia di vaccini è nota come Vaccini a subunità. Una recentissima versione di questa tipologia di vaccini è nota come Vaccini virosomali. Sono costituiti da vescicole fosfolipidiche che al loro interno contengono le glicoproteine della membrana cellulare dei virus influenzali.

Spesso nei vaccini influenzali vengono aggiunte anche piccole dosi di altre sostanze che hanno un duplice scopo: prevenire possibili contaminazioni di batteri (antibiotici), stimolare la reazione del sistema immunitario si parla allora di Vaccini adiuvati.

Quando e come fare il vaccino antinfluenzale.

Nel nostro paese il periodo in cui va fatta la vaccinazione è quello compreso tra i primi di Ottobre e fine di Novembre in quanto il maggior rischio di contagio si ha tra Ottobre e Febbraio. Conviene non anticipare molto perché il vaccino ha una efficacia di 6-8 mesi e quindi si rischia di incappare nel periodo critico dell’epidemia nella fase calante della protezione.

Il vaccino viene iniettato negli adulti nel muscolo deltoide del braccio e nei bambini nella natica. La somministrazione per gli adulti è unica. Per i bambini al di sotto dei 12 anni si praticano due dosi a distanza di un mese.

Chi si deve vaccinare.

  • Coloro che hanno età superiore ai 64 anni.
  • Coloro che sono a contatto con anziani.
  • I familiari di malati a elevato rischio.
  • Il personale scolastico di asili e scuole dell’obbligo.
  • Coloro che soffrono di malattie croniche dell’apparato respiratorio.
  • Coloro che soffrono di insufficienza renale, di diabete o di malattie cardiocircolatorie
  • Coloro che hanno problemi di deficienza immunitaria.
  • Coloro che soffrono di malattia di malassorbimento.
  • Coloro che soffrono di patologie ematiche
  • Coloro che sono stati sottoposti a lunghe terapie con acido acetilsalicilico.

Chi non deve essere vaccinato: le controindicazioni.

  • Bambini con meno di 6 mesi.
  • Coloro che hanno avuto una grave reazione allergica ad una precedente vaccinazione antinfluenzale.
  • Coloro che sono allergici alle proteine contenute nelle uova.
  • Coloro che soffrono di malattie autoimmuni è bene che valutino l’opportunità di sottoporsi o meno alla vaccinazione col medico curante.

A chi la vaccinazione va posticipata.

  • Coloro che hanno in corso un attacco febbrile acuto.

Vaccino antinfluenzale gravidanza.

I dati disponibili escludono effetti tossici per il feto di vaccini antinfluenzali non adiuvati con virus inattivati. E se la vaccinazione è effettuata nell’ultimo trimestre di gravidanza proteggerà alla nascita il bambino. Senza rischi per il neonato è la vaccinazione in allattamento.

Effetti collaterali del vaccino antinfluenzale.

I recenti vaccini provocano pochissimi effetti collaterali in special modo i vaccini a subunità e virosomali. Possono comunque in rari casi se non si è mai venuti a contatto col virus comparire dei lievi sintomi influenzali.

Dove si può effettuare la vaccinazione antinfluenzale.

La vaccinazione antinfluenzale è a carico del Sistema Sanitario Nazionale per le categorie a rischio. Pertanto per costoro può essere effettuata gratuitamente nelle apposite strutture delle ASL. Coloro che non rientrano nelle categorie a rischio che intendono vaccinarsi possono acquistare il vaccino nelle farmacie dove generalmente è disponibile dai primi di ottobre.

Come conservare il vaccino antinfluenzale.

Il vaccino va conservato senza esporlo alla luce in frigo ad una temperatura compresa tra 2°C ed 8°C e non va assolutamente congelato se ciò accade il flacone va eliminato.

Esiste un vaccino antinfluenzale omeopatico?

Si, esiste è può essere usato anche in aggiunta a quello allopatico.

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