Varicella: incubazione, sintomi, contagio, durata, decorso, terapia e rimedi per il prurito.

La varicella è un’infezione molto contagiosa particolarmente diffusa tra i bambini. Il sintomo tipico è la comparsa di un eritema caratterizzato da pustole pruriginose accompagnate da un generale senso di malessere, febbre, ecc... Analizziamo il decorso della malattia ed il periodo di incubazione del virus varicella zoster e quali sono le terapie ed i rimedi contro il prurito e il rischio di infezione delle pustole.

Varicella: incubazione, sintomi, contagio, durata, decorso, terapia e rimedi per il prurito

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Complicanze
  4. Diagnosi
  5. Terapia
  6. Prevenzione e vaccino
  7. Opinioni e commenti

Che cosa è la varicella e come si trasmette?

La varicella è un’ infezione virale causata del virus Varicella Zoster noto anche con l’acronimo VZV (Varicella Zoster Virus) che appartiene, unitamente ad altri sette elementi, alla specie degli Herpes Virus Umani.

In passato quasi tutti contraevano la malattia nei primi 15 anni di vita. Attualmente, con l’introduzione di un vaccino, il numero dei contagiati si è notevolmente ridotto.

La varicella, specialmente se contratta nell’infanzia, ha sintomi lievi ed una prognosi più che benevola, ma in qualche caso, fortunatamente raro, può indurre complicanze anche severe.

In che modo la malattia si sviluppa e progredisce?

Il virus VZV infetta per prime le cellule delle mucose che tappezzano la parete interna delle vie respiratorie. Da queste, poi, passa al sistema linfatico adiacente al distretto corporeo interessato e qui inizia a replicarsi. Successivamente dal sistema linfatico passa nel sangue.

Col torrente ematico raggiunge quindi fegato e milza per poi ripassare al sistema linfatico da dove, dopo una ulteriore replicazione, arriva a cute e mucose e dà origine all’esantema.

L’infezione virale stimola il corpo alla produzione di alcune classi di anticorpi e precisamente

  • Immunoglobulina G o IgG secreta dalle plasmacellule che, con vari meccanismi, lega e distrugge,o rende riconoscibile il virus alle cellule fagocitarie.

  • Immunoglobulina M o IgM secreta dai linfociti (categoria di globuli bianchi) il cui compito è di portare avanti la prima risposta priva di specificità al virus non ancora identificato.

  • Immunoglobulina A o IgA, sintetizzata dalle plasmacellule a livello del tessuto linfatico associato alle mucose, che protegge dal virus le superfici corporee rivestite da una mucosa (naso, occhi, polmoni, e tubo digerente).

Di queste categorie di anticorpi le IgG, anche dopo guariti, rimangono nel corpo per tutta la vita e conferiranno immunità verso la malattia.

Tuttavia il virus non scompare del tutto dal corpo e rimane dormiente nei gangli nervosi spinali, per cui, in condizione di sistema immunitario indebolito, o in presenza di patologie o per terapie a base di farmaci immunomodulani, come possono essere i cortisonici, esso può ridestarsi e scatenare patologie come l’Herpes zoster o fuoco di S. Antonio.

Tempi di incubazione e contagio dell’infezione virale.

La varicella è una malattia contagiosa che si trasmette molto rapidamente.

La trasmissione, e quindi l’infezione, avviene o per contatto con il liquido che fuoriesce dalle papule ulcerate dell’ammalato o per contatto con minuscole particelle di saliva, contenenti il virus, provenienti dalle ulcerazioni delle mucose respiratorie, immesse nell’aria dal contagiato con starnuti o colpi di tosse.

Un individuo infetto è contagioso per un lasso temporale che va da due giorni prima della comparsa delle ulcere cutanee fino al momento in cui tutte le ulcere non si saranno ricoperte di croste. Quando le croste cadono rimarranno (specialmente negli adulti) delle macchie della pelle che comunque non sono contagiose.

L’infezione della varicella ha una durata media di circa 10 giorni ma in qualche caso può anche essere molto più breve all’incirca 5 giorni. L’incubazione della malattia, ossia il lasso temporale che intercorre tra il momento dell’infezione e la comparsa dei sintomi, può variare tra la decina di giorni e poco meno di un mese. Mediamente è di due settimane.

Fattori di rischio che aumentano la probabilità di contrarre la malattia sono:

  • Non avere avuto la varicella

  • Lavorare in una scuola o comunque in una struttura dedicata ai bambini.

I sintomi della varicella.

Sintomi della varicella

Il quadro clinico con cui la varicella si presenta è abbastanza tipico e ciò la rende facilmente diagnosticabile. La sintomatologia è, infatti, costituita da eruzioni cutanee vescicolari molto pruriginose distribuite sull’intero corpo con maggior intensità su tronco e testa e più rade sugli arti inferiori.

La sintomatologia specifica della malattia si distingue in due fasi:

Fase pre esantematica (prima della comparsa del rash cutaneo).

La malattia è talvolta preceduta (con maggior frequenza se l’ammalato è un adulto) da un insieme di sintomi aspecifici prodromici (che precedono i sintomi veri della malattia) che possono così riassumersi:

  • Malessere generalizzato e non ben definito.

  • Mancanza di forze e facile affaticabilità anche dopo sforzi inconsistenti.

  • Inappetenza e nausea.

  • Cefalea, dolori muscolari e dolori alle giunture.

  • Rinorrea ossia naso gocciolante.

  • Febbre.

  • Esantema. Eruzione ulcerorosa localizzata: al cavo orale, alla faringe ed alle mucose in generale.

Fase esantematica. Dopo 1 o 2 giorni compare poi la sintomatologia specifica. Questa è essenzialmente costituita dall’esantema, che è una eruzione cutanea con papule rossastre sollevate. Queste si riempiono di liquido e si gonfiano. Dopo qualche giorno le papule ulcerano e lasciano fuoriuscire il loro contenuto liquido, dopo di che divengono purulente e successivamente seccandosi si ricoprono di croste che cadono con la guarigione. L’esantema inizia di norma dal volto e dal cuoio capelluto per diffondersi poi su: torace, braccia, gambe (dove di norma è meno fitto), area dei genitali, palmo delle mani e pianta dei piedi.

Le eruzioni sono fortemente pruriginose e l’ammalato grattandosi aggrava le ulcerazioni. Anche le mucose sono interessate dal rash. Negli adulti il rash cutaneo e delle mucose può risultare, con buona frequenza, particolarmente esteso e severo.

Complicanze della malattia.

Come già abbiamo accennato la varicella specialmente se contratta nell’infanzia è una malattia lieve e non dà alcun problema ne sortisce serie complicanze. Negli adulti, e segnatamente in coloro che hanno problemi di compromissione del sistema immunitario, la malattia non solo è più severa ma può sfociare anche in complicanze che possono anche essere anche gravissime e mettere a repentaglio anche la sopravvivenza del malato.

Va detto che in rari casi le complicazioni possono interessare anche i bambini. Le più comuni complicazioni che posso derivare da una infezione di varicella sono:

  • Infezioni batteriche (stafilococchi o streptococchi) delle ulcerazioni di cute, mucose. E’ la complicanza più frequente che si verifica nei bambini perchè questi si grattano continuamente.

  • Polmonite. Può essere causata direttamente dal virus della varicella o essere dovuta ad una sovrainfezione batterica. E’ più comune negli adulti o in bambini con sistema immunitario compromesso o per patologie o per particolari terapie. Un esempio tipico è dei bambini asmatici che per effetto della terapia cortisonica possono avere immunocompromissione.

  • Glomerulonefrite. Infiammazione dei reni ed in particolare della regione dei glomeruli causata dalla infezione del virus della varicella.

  • Encefaliti. Malattia infiammatoria dell’encefalo dovuta all’invasione del virus VZV.

  • Epatiti. Infiammazione del fegato provocata dall’infezione del VZV.

  • Miocardite. Infiammazione del miocardio (tessuto muscolare del cuore) conseguente alla infezione da parte del VZV.

  • Porpora di Schonlein-Henoch. E’ una vasculite, ossia una infiammazione dei vasi sanguigni, causata da un accumulo di IgA conseguente alla infezione da parte del VZV.

Approfondisci cosa sono e come si manifestano le vasculiti.

  • Sindrome di Reye. Una complicanza rara ma grave che comporta infiammazione ed edema cerebrale e che compare soprattutto nei bambini tra i 4 ed i 12 anni che assumono aspirina durante l’infezione di VZV.

Puoi approfondire le caratteristiche della sindrome di Reye.

Varicella e gravidanza.

Contrarre la malattia durante la gravidanza può essere un serio rischio per il feto.

Il virus, infatti, può passare attraverso la placenta ed infettarlo.

Se l’infezione avviene nelle prime 28 settimane della gestazione si può verificare la sindrome della varicella fetale con una probabilità che è di circa il 2%.

Detta sindrome, oltre che parto prematuro, può indurre gravi malformazioni congenite al nascituro che possono riguardare svariati organi: cervello, occhi, apparato urinario, sfintere anale, etc.

Per tale motivo se si decide di intraprendere una gravidanza e non si è avuto la varicella sarebbe buona norma vaccinarsi. La diagnosi della sindrome della varicella fetale può effettuarsi con una ecografia che deve essere praticata 5 settimane dopo la comparsa dei sintomi materni.

Diagnosi di questa malattia esantematica.

La diagnosi della malattia è generalmente basata sulla clinica ossia sull’analisi dei sintomi lamentati dal paziente e dal riscontro obiettivi dei segni. L’esantema a tale proposito costituisce un segno inequivocabile. Comunque la diagnosi può essere confermata o con analisi del sangue che ricercherà gli anticorpi specifici della malattia IgM nella fase acuta ed IgG nella fase successiva o con una analisi del liquido prelevato dalle vescicole dell’eruzione cutanea. Liquido che sottoposto a coltura consente di individuare il virus.

Terapia e rimedi contro l’infezione del virus Varicella Zoster.

Quasi tutti guariscono dalla varicella senza problemi.

Nel caso di forme benevole della malattia la terapia consiste in riposo e cura dei sintomi con antipiretici come il paracetamolo. Spesso si somministrano anche antiistaminici per lenire il prurito.

L’aspirina è assolutamente controindicata perchè in tale situazione può causare una grave malattia di fegato e cervello che è la sindrome di Reye.

Non si conosce ancora bene la causa ma è stato ipotizzato che l’acido acetisalicilico, assunto dai bambini in concomitanza di infezioni virali, provochi un’alterazione dei mitocondri, organelli addetti alla respirazione cellulare, presenti nelle cellule del fegato.

Negli adulti e nei bambini che hanno problemi di immunocompromissione vengono somministrati farmaci antivirali come anticiclovir. Questi, se praticati 24 o 48 dallo scoppio della sintomatologia, riducono considerevolmente febbre ed esantema. Vengono in ogni caso utilizzati in presenza di complicanze come encefalite e polmonite virale.

Nel caso di sovrainfezioni batteriche si rende necessaria la terapia antibiotica.

Nel caso di contatto con persone infette prima della comparsa dei sintomi possono essere somministrati vaccino o immuno globulina.

Tali terapie possono o impedire l’insorgere della malattia o nel caso che questa si presenta modularne in maniera considerevole l’aggressività.

Rimedi naturali contro il prurito.

Oltre alla terapia è possibile ricorrere ad alcuni semplici rimedi che riducono la fastidiosa sintomatologia della varicella.

  • Lavare la cute con acqua e sapone per contrastare il rischio di infezioni batteriche

  • Garze umide imbevute di calendula o amido di riso applicate sulla cute possono calmare il prurito e prevenire le cicatrici che possono rimanere a seguito del grattamento.

Prevenzione della varicella.

La migliore prevenzione contro la malattia è il vaccino. In Italia non è obbligatorio, ma sarebbe consigliabile farlo ai bambini ed agli operatori scolastici che non hanno contratto la malattia.

I soggetti ad alto rischio di complicanze e le donne in gravidanza possono assumere anticorpi contro il virus, immunoglobuline anti varicella zoster.

La profilassi degli ammalati consiste nel tenere in isolamento gli individui colpiti dalla malattia. Detto isolamento deve ha nelle forme più aggressive una durata di max 2 settimane ridotte ad una per le forme lievi.

Importante, infine è l’ igiene degli ambienti dove hanno soggiornato ammalati di varicella. Il virus è fortemente sensibile ai composti clorati e quindi alla varrecchina (ipoclorito di sodio).

Supervisione: Vincenzo Angerano
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