Varicocele: sintomi, cause, gradi, diagnosi, cura e operazione.

Il termine varicocele indica genericamente la dilatazione di una vena, ed è quindi una patologia sia maschile che femminile. Solitamente però quando si parla di varicocele si fa riferimento alla dilatazione delle vene testicolari. Scopriamo quali sono i sintomi che indicano questa vasodilatazione delle vene del testicolo,o a livello ovarico nelle donne, come evolve la patologia e come viene effettuata la diagnosi, approfondendo anche le cure ed i rimedi per evitare spiacevoli conseguenze.

Varicocele: sintomi, cause, gradi, diagnosi, cura e operazione

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche e stadiazione
  2. Cause
  3. Sintomi
  4. Diagnosi
  5. Conseguenze
  6. Cure ed operazione chirurgica
  7. Rimedi e norme comportamentali

Cos'è il varicocele?

Il termine varicocele indica in maniera generica una dilatazione di una vena o di un plesso venoso con un conseguente reflusso di sangue. Si utilizza solitamente per indicare una patologia del testicolo in cui si ha la dilatazione delle vene del plesso pampiniforme, cioè delle vene testicolari e spermatiche il cui compito è quello di drenare il sangue dal testicolo, che a causa della dilatazione venosa, refluisce nuovamente verso il testicolo causando un aumento della temperatura a livello scrotale. Ci sono diversi stadi della malattia vediamo quali sono.

Gli stadi della patologia: classificazione clinica e con ecodoppler della dilatazione venosa.

La forma di varicocele più conosciuto è una patologia tipicamente maschile che colpisce prevalentemente i ragazzi in età compresa tra i 15 e i 25 anni, più precisamente ha il suo massimo picco tra gli 11 e 16 anni, in età preadolescenziale, quando si sviluppano quindi i caratteri sessuali secondari, ma può manifestarsi anche nei bambini, ma comunque è raro al di sotto dei 7 anni. Attualmente esistono due diverse stadiazioni, una che si basa sulla clinica e l'altra che si basa sull'esame ecodoppler, entrambe prevedono l'esecuzione di una particolare manovra chiamata "manovra di Valsalva", che consiste nel far espirare aria al soggetto a glottide chiusa al fine di aumentare la pressione all'interno dell'addome e rendere evidenti le vene testicolari.

La stadiazione clinica prevede quattro stadi:

  • Stadio subclinico: è uno stadio non evidenziabile con l'osservazione ne con la palpazione ma si può rilevare solo mediante esami strumentali.

  • Stadio I: è rilevabile alla palpazione ma solo eseguendo la manovra di Valsalva.

  • Stadio II: il varicocele in questo stadio si rileva mediante palpazione del testicolo.

  • Stadio III: è lo stadio più avanzato e il varicocele è evidenziabile clinicamente cioè lo si può sia osservare guardando il testicolo che palpare.

La classificazione basata sull'ecocolordoppler, cioè su un esame ecografico volto a valutare lo stato dei plessi venosi, prevede cinque stadi:

  • Stadio I: l'esame rileva l'assenza del reflusso e il varicocele è assente. Un risultato all'ecodoppler di questo tipo è considerato normale.

  • Stadio II: viene evidenziato un lieve reflusso con la manovra di Valsalva e non sono presenti varicosità. Come il precedente anche questo caso è considerato normale.

  • Stadio III: l'esame non evidenzia alcun flusso basale ma mette in evidenza il reflusso con la manovra di Valsalva. Il varicocele è clinicamente manifesto ma la varicosità è allo stadio iniziale.

  • Stadio IV: il flusso basale è rilevato ed il reflusso è evidenziato con la manovra di Valsalva. In questo caso il varicocele è apprezzabile clinicamente, la varicosità è in stadio avanzato e il testicolo può essere ipotrofico.

  • Stadio V: è presente un flusso venoso basale ma è assente il reflusso venoso con la manovra di Valsalva. Il varicocele è clinicamente manifesto e la varicosità è evidente, come nel caso precedente e si osserva inoltre ipotrofia del testicolo.

Le cause negli uomini e nelle donne.

Sebbene il termine varicocele si utilizzi nella grande maggioranza dei casi per indicare la dilatazione delle vene testicolari, esso può indicare anche altre patologie, non necessariamente legate al sesso maschile. Per esempio esiste una tipologia di varicocele femminile che è comunemente indicata come insufficienza venosa pelvica. Questa patologia è causata dalla dilatazione delle vene dell'ovaio ed è una delle cause di dolore pelvico cronico nelle donne, si stima che soltanto in Italia ne soffrano almeno 250.000 donne.

Le cause del varicocele sono ad oggi non conosciute, ma si ipotizza che:

  • Varicocele maschile: per quanto riguarda il varicocele maschile si pensa che sia causato da una debolezza di natura congenita della parete delle vene testicolari oppure al fatto che la posizione eretta causa un aumento di pressione sanguigna nelle vene del testicolo tanto da provocarne, a lungo termine, la dilatazione, o ancora da un difetto delle valvole venose.

  • Varicocele femminile: per quanto riguarda il varicocele nelle donne questo sarebbe causato da anomale posizioni dell'utero, dalla presenza di anomalie a livello ovarico ed uterino (come per esempio cisti o fibromi) o ad infiammazioni a livello pelvico.

Esiste poi una tipologia di varicocele rettale più comunemente nota con il nome di emorroidi.

Riferendosi al varicocele al testicolo, è bene precisare che esistono delle caratteristiche della patologia che la differenziano da altre come per esempio dall'idrocele testicolare. Quest'ultimo, infatti, non è rappresentato dalla dilatazione delle vene che si trovano attorno al testicolo, come nel caso di varicocele, ma da un accumulo di liquido tra la tunica vaginale che riveste il testicolo ed il testicolo stesso.

Tale accumulo di liquido può avvenire:

  • Nei bambini: a causa della chiusura incompleta del processo vaginale che lascia in comunicazione la cavità addominale con quella testicolare.
  • Negli adulti: come conseguenza di un trauma al testicolo o di un'infezione.

Ma quali sono i sintomi, com’è possibile eseguire una diagnosi e quali sono le possibili conseguenze?

I sintomi maschili e femminili della vasodilatazione.

Il varicocele che si manifesta al testicolo è solitamente una patologia asintomatica, specialmente nei primi stadi, per cui il soggetto raramente si accorge di essere affetto da varicocele. Tuttavia negli stadi più avanzati e in alcune condizioni particolari, come per esempio dopo un intenso esercizio fisico oppure quando fa molto caldo, possono manifestarsi i seguenti sintomi:

  • Dolore di tipo non acuto ad uno o a tutti e due i testicoli. Talvolta il dolore può estendersi sino all'inguine e può essere accompagnato da bruciore.

  • Sensazione di pesantezza e di fastidio allo scroto, che talvolta si estende all'inguine o alla gamba e che è dovuta alla dilatazione venosa, che si accentua dopo uno sforzo fisico.

  • Visibilità delle vene varicose sullo scroto.

  • Ipotrofia del testicolo determinata dal minore afflusso di sangue causato dalla dilatazione venosa.

  • Infertilità temporanea dovuta all'aumento della temperatura scrotale causa diminuzione della produzione di spermatozoi.

Per quanto riguarda il varicocele femminile, la sintomatologia, causata dalla dilatazione delle vene ovariche, è presente nella maggior parte dei casi e si manifesta con:

  • Dolore di tipo acuto localizzato in zona pelvica.

  • Presenza di vene varicose a livello vaginale o vulvare.

  • Alterazioni del ciclo mestruale con presenza di sanguinamenti tra un ciclo e l'altro (condizione nota come meno - metrorragia).

  • Aumento del dolore durante il ciclo mestruale oppure dopo lunghi periodi in cui si sta in posizione eretta o ancora dopo un rapporto sessuale.

  • Possibile irradiazione del dolore nella zona dei glutei.

  • Presenza di un forte stimolo ad urinare e sensazione di costipazione a livello dell'intestino.

Come si esegue la diagnosi?

Diagnosi del varicocele.

La diagnosi di varicocele, sia pelvico che testicolare, è importantissima al fine di intervenire in maniera corretta e tempestiva sulla patologia. Per quanto riguarda il varicocele testicolare, di diagnosi difficile data la generica asintomaticità, le indagini diagnostiche che si utilizzano maggiormente sono rappresentate da:

  • Esame obiettivo: prevede l'osservazione del testicolo, la palpazione e l'eventuale manovra di Valsalva per individuare la presenza di varicocele e lo stadio cui si trova la patologia. Questo esame è quello che consente una prima classificazione del varicocele in base all'osservazione del medico.

  • Ecocolordoppler: è un esame di tipo ecografico che si esegue sul testicolo e consente di valutare lo stato delle vene e il flusso sanguigno in entrata e in uscita da esse. Non è un esame invasivo e si esegue come una normale ecografia. Con questo esame si esegue la classificazione del varicocele in base al flusso venoso.

  • Spermiogramma: serve a valutare le condizioni dello sperma al fine di comprendere se vi è stata una riduzione della produzione di spermatozoi e quindi della fertilità. Al paziente è richiesta la masturbazione dopo quattro giorni di astinenza dai rapporti sessuali, lo sperma così prodotto verrà osservato a fresco al microscopio per valutare quantità e motilità degli spermatozoi.

Anche il varicocele pelvico femminile risulta difficile da diagnosticare poichè sebbene sia quasi sempre sintomatico i sintomi vengono confusi con quelli di altre patologie. La diagnosi viene eseguita mediante ecocolordoppler pelvico e transvaginale.

Esistono delle conseguenze se la patologia non viene curata. Vediamo quali sono?

Conseguenze: cosa succede se la vasodilatazione non viene curata?

Sebbene il varicocele al testicolo sia da considerarsi una patologia benigna può determinare alcune conseguenze spiacevoli come per esempio:

  • Infertilità: quando si pensa al varicocele al testicolo la prima conseguenza che salta alla mente, è quella di non poter avere figli. Questo è vero soltanto in parte, difatti sebbene il varicocele sia causa d’infertilità, questa risulta essere temporanea e si ripristina correttamente dopo la terapia. Tuttavia se non diagnosticato in tempo il varicocele può danneggiare le strutture testicolari deputate alla produzione degli spermatozoi e causare una riduzione permanente della fertilità. 

  • Impotenza: Un'altra possibile conseguenza del varicocele maschile è l'interferenza con l'erezione. Il varicocele  infatti può provocare dolore durante l'erezione a causa della dilatazione delle vene.

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In genere invece il varicocele femminile non presenta conseguenze di tipo fisiologico per la donna ma ne compromette pesantemente la qualità di vita a causa del dolore cronico.

Cure medico - chirurgiche: le operazioni.

La terapia del varicocele, sia del testicolo che pelvico, è genericamente di tipo chirurgico, specialmente quando la patologia si presenta in stadio avanzato. Le terapie mediche del varicocele possono essere utilizzate sia per il trattamento del varicocele al testicolo sia per il trattamento del varicocele pelvico. In caso di varicocele pelvico si procede alle terapie medico - chirurgiche quando il dolore è cronico e impedisce una qualità di vita soddisfacente per la donna, mentre nel caso di varicocele testicolare le indicazioni per uno o per l'altro trattamento sono:

  • Varicocele di tipo sintomatico con dolore persistente.

  • Ipotrofia testicolare monolaterale, cioè uno dei due testicoli è visibilmente ridotto rispetto all'altro.

  • Alterazione dei parametri seminali con conseguente infertilità.

I trattamenti da utilizzare sono indicati dal medico (i medici coinvolti solitamente sono l'andrologo, l'urologo, il ginecologo, il radiologo interventista ed un chirurgo) in base alla condizione delle vene e solitamente prevedono 2 tipi di intervento.

  • Embolizzazione: è un intervento di micro chirurgia eseguito da un radiologo interventista che si esegue in anestesia locale e che prevede l'utilizzo di un catetere che viene inserito a livello delle vene inguinali e da lì raggiunge le vene dilatate, sia delle ovaie che del testicolo. Una volta messo in posizione il catetere, avvalendosi dell'ausilio della radiologia per individuarne il corretto posizionamento, vengono iniettate delle spirali metalliche o delle sostanze embolizzanti il cui compito è quello di chiudere le vene dilatate in modo da ripristinare il corretto flusso sanguigno. Tale metodica viene spesso chiamata scleroembolizzazione poichè si accompagna a terapia sclerosante, una terapia che prevede, sempre mediante l'utilizzo dello stesso catetere, di una sostanza sclerosante che fa si che si abbia una riduzione ed infine l'arresto del flusso sanguigno nelle vene da trattare. I farmaci sclerosanti maggiormente utilizzati sono rappresentati da sodio tetradecilsolfato, etanolamina oleato e polidocanolo. La durata è di circa 20 minuti, non vengono utilizzati punti di sutura per cui non si avrà nessuna cicatrice evidente e viene eseguita in day hospital, il paziente difatti ha un tempo di recupero molto breve, nell'arco di alcune ore, e il giorno dopo può tornare alle sue normali attività quotidiane.

  • Intervento chirurgico: viene eseguito in anestesia generale e viene solitamente utilizzato per il varicocele testicolare, in quanto il varicocele pelvico (tranne che per rimuovere la causa scatenante come per esempio una malformazione all'utero o un fibroma) non rappresenta quasi mai un'indicazione alla chirurgia, anche se in passato si ricorreva alla legatura delle vene ovariche. Per il varicocele testicolare l'intervento chirurgico prevede la legatura retroperitoneale, inguinale o sub inguinale delle vene dilatate. Il tipo di legatura viene decisa dal medico in base ai casi ma quella più utilizzata è quella retroperitoneale che prevede di eseguire un taglio di pochi cm (circa 4 - 5) a livello della fossa iliaca, sotto l'ombelico, per accedere alle vene testicolari, le quali verranno poi chirurgicamente legate e chiuse. Questo tipo d’intervento presenta alcune complicanze come il rischio di recidiva o lo sviluppo d’idrocele e può essere eseguito anche in laparoscopia, tecnica che si può utilizzare in caso di varicocele bilaterale e che prevede di accedere alle vene testicolari mediante perforazione addominale con strumenti per laparoscopia. Il ricovero dura solitamente 1 - 2 giorni e nel post operatorio è possibile notare un gonfiore al testicolo, mentre i punti vengono rimossi dopo circa una settimana ed è possibile che rimanga una cicatrice. I medici consigliano almeno 2 - 3 giorni di riposo dopo l'intervento per accelerare il processo di guarigione.

Altri rimedi per contrastare il varicocele quando lo stadio non è avanzato.

La terapia chirurgica è solitamente indicata per il trattamento del varicocele pelvico o per il varicocele testicolare in stadio avanzato. Nel caso in cui il varicocele al testicolo sia sub clinico, asintomatico, o nei primi stadi, è possibile intervenire con norme comportamentali o con rimedi naturali, senza ricorrere alle terapie chirurgiche. Tra questi rimedi abbiamo:

  • Omeopatia: i rimedi omeopatici sono utilizzati principalmente per rafforzare le vene e quindi per cercare di ridurre la dilatazione nel varicocele. Tra quelli utilizzabili abbiamo Aesculus hyppocastanus e Sorbus domestica, da utilizzare nella diluizione 1D con una posologia di 40 - 50 gocce al giorno per ogni rimedio, Zincum metallicum diluizione 7CH, da utilizzarsi sotto forma di granuli (si consigliano 3 granuli due volte al giorno), Pulsatilla diluizione 5CH, in granuli, si consigliano 3 granuli due volte al giorno, e Ruta, diluzione 200 CH, ne va presa una dose (indicata sulla confezione) al giorno per un lungo periodo, almeno tre - quattro mesi.

  • Alimentazione: una dieta povera di fibre può provocare costipazione intestinale e stipsi, che determinano uno sforzo durante l'evacuazione. Tale sforzo può incidere sulla salute dei plessi venosi che sono posti sotto pressione e possono dilatarsi. Per tale motivo si consiglia una dieta ricca di fibre, provenienti da frutta, verdura e cereali integrali, e di alimenti ricchi di flavonoidi, come il the verde o i frutti di bosco, sostanze che aiutano a rafforzare la parete delle vene.

  • Fitoterapia: anche le erbe possono aiutare a ridurre il varicocele, specialmente quelle che contengono principi attivi utili ad aumentare l'elasticità della parete venosa. Tra questi abbiamo l'estratto d’ippocastano, che contiene escina e flavonoidi e che si assume in una dose di 50 mg una volta al giorno, il rusco, contenente tannini e saponine, da assumere 100 mg tre volte al giorno, e il mirtillo nero, contenente antocianosidi e flavonoidi, da assumere in dose da 150 mg, tre volte al giorno.

I rimedi sopra elencati, possono essere utilizzati anche in caso di varicocele pelvico se ritenuto opportuno dal proprio medico.

Norme comportamentali.

Le norme comportamentali in caso di varicocele testicolare si riferiscono invece a:

  • Vestiario: è importante utilizzare delle mutande che sostengano i testicoli al fine di evitare la dilatazione venosa. Si consiglia quindi di utilizzare gli slip, o dei boxer elasticizzati, che risultano essere più contenitivi, al posto dei boxer classici.

  • Sport: sebbene molti medici ritengano che chi soffra di varicocele può tranquillamente praticare sport e andare in palestra bisogna comunque prestare alcuni accorgimenti. Vanno per esempio limitati gli sport in cui si possono avere traumi da contatto con gli avversari come per esempio le arti marziali, la pallavolo, il basket e il calcio, poichè un trauma al testicolo potrebbe aggravare il varicocele e rallentarne la guarigione. Vanno inoltre evitati sport che richiedono eccessivi sforzi fisici, come il body building in cui si sollevano pesanti carichi, e gli sport che causano compressione e sollecitazioni della zona testicolare, come la bicicletta.

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Dott.ssa Margherita Mazzola (Biologa) - Dott.ssa Alessia Paolini
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