Vene varicose: sintomi, cause, rimedi, intervento e prevenzione delle varici.

Cosa sono le vene varicose? Quali sono le cause? Approfondiamo i rimedi per tenere sotto controllo le varici senza ricorrere all'intervento e come è possibile prevenirle.

Vene varicose: sintomi, cause, rimedi, intervento e prevenzione delle varici

    Indice Articolo:

  1. Cosa sono e come si formano
  2. Zone colpite
  3. Cause
  4. Sintomi
  5. Prevenzione
  6. Terapia
    1. Farmaci
    2. Scleroterapia
    3. Intervento

Un piccolo viaggio guidato nel torrente ematico ci permetterà di capire come funziona il nostro sistema sanguigno e cosa succede quando funziona male, come riconoscere le vene varicose quando perdono il loro tono naturale, si dilatano, diventano nodose e tortuose fino a modificare la loro struttura in modo permanente e non riuscire più ad assolvere alle loro funzioni.

Vene varicose: un guasto nel nostro sistema.

L’ingegnoso esempio di fisica, meccanica e termodinamica che è il nostro corpo può degenerare in disturbi e patologie tutte le volte che si presenta uno squilibrio di questi delicati meccanismi.

Le vene varicose sono un “guasto” del nostro sistema “termoidraulico”.

Per rendere l’idea, paragoniamo il nostro sistema sanguigno ad un efficiente e complesso impianto di “irrigazione e raccolta delle acque reflue”.

L’impianto parte dal cuore che pompa il sangue attraverso le ramificazioni delle arterie e rifornisce di ossigeno anche i più lontani distretti della periferia.

I tessuti, nutriti dal sangue arterioso, producono sostanze di scarto che vengono raccolte dal sangue venoso e convogliate verso gli organi di smaltimento.

I vasi sanguigni sono progettati in maniera perfetta per assolvere a questi compiti:

  • il loro rivestimento è elastico e si può contrarre o rilasciare all’ occorrenza (le vene hanno un’ elasticità minore rispetto alle arterie);
  • sono in grado di rispondere a diversi stimoli (temperatura, paura, stress, fasi ormonali...);
  • si ramificano fino a diventare capillari sottilissimi per raggiungere qualsiasi estremità;

  • si possono rigenerare e aumentare di numero (angiogenesi);

  • possiedono un sistema di valvole che aiutano il sangue a seguire il suo percorso;

Un apparato perfetto... ma allora perché compaiono le varici? Esistono diverse circostanze in cui la circolazione venosa necessita di uno sforzo maggiore rispetto a quello fisiologico per effettuare il suo percorso.

I problemi nascono quando si sfidano le leggi della fisica! Il sangue venoso deve tornare al cuore e nel farlo viaggia contro la forza di gravità. Qualunque parte del corpo può presentare delle difficoltà in questa fase di rientro, soprattutto gli arti inferiori, in cui il flusso ematico deve viaggiare dal basso verso l’alto.

Il sangue fa fatica a risalire, le valvole finiscono per non funzionare a dovere (insufficienza venosa), i vasi perdono elasticità, il flusso rallenta fino a ristagnare, le vene si gonfiano, modificano la loro forma e quella delle strutture circostanti e si entra in un circolo vizioso in cui la risalita diventa sempre più difficile.

Le zone più soggette alla comparsa delle varici.

Zone maggiormente a rischio di varici

Nessuna zona del corpo è immune al disturbo delle vene varicose, il meccanismo di patogenesi è sempre lo stesso ma l’entità del danno è proporzionale alla distanza dal cuore e il percorso di rientro del sangue rispetto alla forza di gravità (ad esempio le caviglie sono più a rischio di complicazioni rispetto alle braccia).

Il problema si può presentare in tutte quelle parti del corpo particolarmente delicate ed esposte a stress meccanici o fisiologici:

  • ano: è continuamente sottoposto a stress di tipo meccanico con la fuoriuscita delle feci soprattutto in presenza di stipsi o diarrea.

  • cosce: hanno la tendenza all’ accumulo di cellulite o adipe che può andare a premere sulle strutture venose e rallentare il normale flusso sanguigno alimentando ulteriori problemi al microcircolo.

  • seno: è una zona bombardata da ormoni che possono alterarne l’ equilibrio, inoltre in fase di allattamento subisce ulteriore stress di tipo meccanico dovuto alla suzione e può portare alla comparsa di ragadi.

  • inguine: è la sede degli scarichi linfatici è può facilmente essere soggetta a ritenzione idrica causando rallentamenti del flusso sanguigno.

  • testicoli: sono soggetti all’azione ormonale e devono provvedere agli stimoli sessuali per cui le vene testicolari possono andare incontro a dilatazione patologica.

  • fegato: quando il flusso del sangue è ostacolato a livello della vena porta si crea una vascolarizzazione accessoria per consentire al sangue di riversare direttamente nella vena cava inferiore, le varici si formano come fenomeno di dilatazione e allungamento di segmenti di vena.

Cause: le difficoltà del sistema venoso nel viaggio di ritorno del sangue.

Tutte le situazioni in grado di modificare la fisiologia dei delicati equilibri possono peggiorare il quadro sopra descritto e comportare la formazione di vene varicose:
  • gravidanza, menopausa e terapie ormonali (cambiamenti ormonali)

  • eccessiva attività fisica e posture scorrette (stress meccanico)

  • calzature ed indumenti scomodi (stress meccanico)

  • età e componente ereditaria (predispongono all’ insorgenza del disturbo)

  • esposizione a fonti di calore (effetto vasodilatatore)

  • ceretta a caldo (effetto vasodilatatore del calore e stress meccanico della strappo)

  • alimentazione scorretta (accumulo di adipe e ritenzione idrica che comprimono le pareti dei vasi e rallentano il flusso sanguigno)

  • sedentarietà (alterano l’equilibrio fisiologico delle vene)

I sintomi: quando il disturbo alle vene diventa grave.

I sintomi possono essere fastidiosi ma non sono particolarmente preoccupanti, il più delle volte si limitano a gonfiori, bruciori, crampi, formicolii e lividi.

Le vene varicose di per se sono solo un disturbo, ma come abbiamo detto, qualunque squilibrio si traduce in un malfunzionamento che a sua volta ne genera degli altri più gravi e innesca una reazione a catena che porta alla patologia.

Le varici degli arti inferiori possono degenerare in gonfiori, edemi permanenti e flebiti (infiammazione delle vene), quelle dei testicoli in varicocele (dilatazione delle vene testicolari), quelle dell’ ano in emorroidi (dilatazione delle vene emorroidali) e così via.

Puoi approfondire sintomi, cause e terapie per la flebite.

Come prevenirne la formazione? Comportamenti corretti, rimedi naturali ed alimentazione per contrastare le vene varicose nei diversi stadi.

E’ consigliabile puntare sulla prevenzione quando si sospetta di essere predisposti al problema e non trascurare la comparsa delle prime vene varicose. Vediamo come:

  • Vale sempre la pena di indossare calze a compressione graduata. Queste calze esercitano sulle caviglie una pressione maggiore rispetto al resto della gamba ed in questo modo facilitano la risalita del sangue venoso.
  • Quando si riposa è bene tenere le gambe in posizione sollevata rispetto al tronco in modo che il rientro del sangue sia meno faticoso.
  • Eliminare le cattive abitudini. Fumo, alcol, alimentazione scorretta, stress, sedentarietà o attività fisica eccessiva influiscono negativamente sul problema
  • Docciature o spugnature: che sia il gettito della doccia o una spugna imbevuta, ci si bagna lentamente dalle caviglie fino alle cosce con acqua calda (vasodilatazione) e poi con acqua fredda (vasocostrizione) ripetendo varie volte l’operazione. E’ consigliabile terminare sempre con acqua fredda che ha un effetto tonificante.
  • Ghiaccio al rosmarino: occorre far bollire una manciata di rosmarino e con il liquido ottenuto fare cubetti di ghiaccio. Questo passato lentamente sulle gambe, dall’alto verso il basso aiuta la nostra circolazione. L’azione vasodilatatrice del rosmarino verrà alternata da quella vasocostrittice del freddo stimolando l’elasticità dei capillari.
  • Sciogliere un pacco di sale grosso in una vasca d’acqua non troppo calda e restare immersi per una decina di minuti aiuta a diminuire il gonfiore delle gambe. Nel frattempo si può utilizzare una parte del sale per un massaggio esfoliante in grado di eliminare le cellule morte e aiutare la pelle ad essere più recettiva al trattamento.
  • Il mare è un vero toccasana! L’ acqua salata riduce la ritenzione idrica e i gonfiori, la temperatura fresca tonifica e attiva i capillari ma soprattutto restando immersi in acqua la forza di gravità è agevolata dal principio di Archimede e il sangue non deve faticare per la risalita. Delle lunghe passeggiate in mare sistemano molte cose.
  • Se proprio non si vuole passeggiare, va bene anche la ginnastica passiva! Si può rimanere seduti sulla riva e farsi massaggiare dalle onde, il movimento dell’ acqua dalle caviglie verso l’alto ha un’ azione molto simile al linfodrenaggio. Esso è un massaggio dolce, adatto per chi ha capillari molto fragili o in situazioni delicate come la gravidanza. Questa tecnica utilizza delle leggere pressioni per convogliare la linfa (dal basso verso l’alto) fino agli scarichi linfatici.

  • Si possono anche intraprendere  utilizzare integratori, creme, spray che diminuiscono la permeabilità e aumentano il tono venoso.

Cosa mangiare per combattere le varici.

Anche per le vene varicose è importante una buona alimentazione: 

  • sono sconsigliati  alimenti che rallentano la digestione, l’alcol e le sostanze eccitanti perché influiscono negativamente sul microcircolo;
  • via libera invece a frutta e verdura ricche di antiossidanti, soprattutto quella di colore viola/blu (melanzane, uva, mirtilli, ribes, more, prugne...) che la fa da padrone per le sue capacità di curare la fragilità capillare e prevenire le malattie cardiovascolari.

Esistono poi altri principi attivi naturali con azione protettiva e capillarotropa che possono essere applicati come impacchi direttamente sulle zone interessate oppure contenuti in creme o compresse come ausilio alle cure farmacologiche (pungitopo, vite rossa, ippocastano, centella asiatica).

Terapie se il problema si fa serio.

Come abbiamo visto il problema delle varici può interessare varie parti del corpo ed assumere forme più o meno gravi. Una volta innescato il meccanismo di alterazione del sistema venoso si può arrivare alla dilatazione permanente dei vasi (i casi più frequenti interessano soprattutto le safene e le relative ramificazioni collaterali e accessorie ad esse) che comporta danni alla microcircolazione, alterazioni cutanee, flebiti, ulcere, trombosi.

Quando i trattamenti di tipo preventivo/conservativo non sono più sufficienti è bene rivolgersi a uno specialista in medicina vascolare o ad un chirurgo vascolare per analizzare meglio la situazione.

Le terapie a disposizione per contrastare le vene varicose sono numerose ed efficaci ma studi recenti hanno dimostrato che i risultati migliori si ottengono dalla giusta combinazione delle singole tecniche su misura del soggetto da trattare.

Per la diagnosi si può effettuare o il doppler ad ultrasuoni, mediante il quale il pc converte le onde sonore in un’immagine che rappresenta il flusso sanguigno di arterie e vene oppure l’angiogramma che fornisce informazioni più dettagliate iniettando un contrasto nelle vene e analizzando le immagini alla radiografia.

Farmaci.

I trattamenti attualmente disponibili sono:

  • farmaci flebotonici aumentano il tono delle pareti delle vene, ad esempio diosmina (Diosven) e oxerutina (Venoruton);
  • farmaci fibrinolitici contrastano gli accumuli di fibrina, ad esempio streptochinasi (Streptase);
  • farmaci anticoagulanti usati come rimedio topico per favorire la circolazione del sangue, ad esempio eparan solfato (Hemovasal);

Scleroterapia adatta a varici piccole e poco dilatate;

Attraverso sottilissimi aghi si inietta nella vena una soluzione irritante per la parete interna che va incontro a coagulazione o accollamento (si avvicinano i lembi del vaso) determinando la chiusura dei capillari. Così facendo il flusso sanguigno viene deviato nelle vene sane e migliora la circolazione. Dopo il trattamento viene applicata una compressione per riattivare la pompa muscolare. Gli effetti collaterali sono tutti temporanei (rossore, gonfiore, prurito...).

Intervento chirurgico o laser:quale scegliere per eliminare le vene varicose?

Quando le varici peggiorano fino a causare dolore, ulcerazioni, senso di stanchezza, inestetismi, tromboflebiti e altri disturbi più o meno gravi si può ricorrere all’asportazione delle stesse e migliorare il quadro clinico.

L’ intervento chirurgico è adatto per le vene eccessivamente ingrossate. Esso consiste nell’individuare e asportare le parti più danneggiate della vena safena e di tutti i suoi rami collaterali, nei casi più complessi può anche essere asportata per intero.

Si può procedere con la legatura o stripping che occlude completamente le vene che presentano problemi e poi vengono rimosse senza pregiudicare la circolazione sanguigna che comunque trasporta i volumi di sangue più significativi nelle vene profonde. Oppure si utilizza la chirurgia vascolare endoscopica individua le zone danneggiate grazie ad una telecamera e le rimuove con delle piccole incisioni locali.

L’intervento laser rappresenta un’alternativa all’asportazione chirurgica delle vene varicose. Un piccolo fascio di luce viene introdotto nella vena attraverso un sondino ed il calore prodotto dal laser chiude definitivamente il vaso senza determinare danni alle strutture circostanti (ablazione).

I vantaggi di questa tecnica sono notevoli, si evitano tutti gli aspetti negativi di un intervento e del post intervento (anestesia, cicatrici, dolore, lunghi tempi di recupero). Le varici vengono ablate senza bisogno di incisioni e si riassorbono progressivamente senza causare traumi, la ripresa è più rapida, ci sono meno recidive. Un singolo trattamento laser dura circa 20 minuti e possono essere necessarie da 2 a 5 sedute. Subito dopo l’intervento il paziente può già essere dimesso e non ha bisogno di assumere antinfiammatori o antidolorifici. La tecnica presenta innumerevoli vantaggi ma non è adatta per i vasi più grandi di 3 mm.

La prevenzione è la parola d’ordine per evitare questo fastidioso disturbo. E tu, ti prendi cura del tuo sistema circolatorio? Una buona manciata di frutta blu, uno stop deciso alle cattive abitudini e un’attenzione quotidiana alle nostre gambe, può farci stare veramente meglio!

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratori: Dott.ssa Carmela Giacobini - Dott.ssa Teresa Spadaro
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