Verme solitario: sintomi e cure della Tenia intestinale nell'uomo.

 Verme solitario: sintomi e cure della Tenia intestinale nell'uomo

    Indice Articolo:

  1. Cosa è la tenia intestinale?
  2. Come avviene l'infezione?
  3. Sintomi
  4. Fattori di rischio
  5. Diagnosi
  6. Cure
  7. Opinioni e commenti

Scopriamo come si contrae il verme solitario, quali sono i sintomi di questo parassita e quali le cure per eliminare la tenia intestinale o la forma invasiva che può colpire vari organi e tessuti del corpo umano.

Cosa è la tenia solium o verme solitario. Come avviene il contagio?

Il verme solitario o con linguaggio scientifico Tenia solium è un parassita della famiglia dei Platelminti cestoidi. Questi  sono dei vermi  nastriformi che possono raggiungere lunghezze ragguardevoli (diversi metri) dotati di una testa munita di ventose ed uncini che gli consentono di ancorarsi alla parete  dell’intestino dell’organismo ospite. Il corpo è invece costituito da tanti segmenti (proglottidi)  della lunghezza di 1/1,5 centimetri che sono uniti insieme a formare una sorta di catena.  I proglottidi all’accrescersi del verme aumentano in numero e producono uova.  Essi possono staccarsi ed essere eliminati con le feci dell’ospite senza che tutto questo uccida il verme che riesce a sopravvivere anche con la sola testa ed una piccolissima porzione di collo.

La Tenia solium può infettare l’uomo.  Si parla in tali circostanze di teniasi o cisticercosi.

L’infezione di Tenia solium può avvenire secondo due distinte modalità:

  • Per ingestione di uova. Queste giungono nell’apparato digerente e intestino dell’ospite e da qui sono in grado di migrare in altri organi e tessuti. In questi  le uova si  schiudono e danno origine alle larve. Si avrà in tal maniera quella che viene denominata infezione invasiva. Questa tipologia di infezione può essere molto pericolosa in quanto provoca delle cisti negli organi  dove le larve che provengono dalla schiusura  delle uova  si sviluppano. Cisti che possono compromettere in maniera severa la funzionalità dell’organo stesso. Particolarmente gravi sono ad esempio le infezioni  che interessano il cervello che posso causare aumento della pressione intracranica, idrocefalo, convulsioni e crisi epilettiche. Serie sono anche le infezioni che interessano l’occhio. Queste, infatti, se non adeguatamente e rapidamente trattate, possono condurre  alla perdita della vista.
  • Per ingestione  di larve. Le larve si sviluppano nell’intestino e danno luogo al verme che inizierà ad accrescersi. Si avrà in questo caso l’infezione intestinale. Le infezioni intestinali sono, al contrario di quelle invasive, tendenzialmente lievi  e foriere di problemi contenuti.

Altre specie di tenia.
Appartengono alla medesima specie della tenia Solium e sono in grado di infettare l’uomo anche anche:

  • Tenia Saginata. E’ un verme parassita dell’uomo appartenente anch’esso ai Platelminti cestoidi  ed ha come ospite intermedio i bovini.
  • Tenia crassiceps. E’ un verme parassita del cane selvatico (coyote) appartenente anch’esso ai Platelminti cestoidi  ed ha come ospite intermedio i topi. L’uomo può essere infettato occasionalmente per ingestione di cibi crudi contaminati da uova liberate con  le eiezioni fecali del coyote.

I meccanismi che possono portare all’infezione di Tenia nell'uomo.

Come già si è detto nell’uomo  l’infezione di tenia si può sviluppare o si è  ingerito delle uova o delle larve di verme solitario. Cerchiamo ora  di capire come ciò possa  avvenire.

Come spiegato nel  box di approfondimento l’ospite intermedio del tenia solium è il maiale. Questo, quando è infetto, espellerà  con le eiezioni fecali anche uova del verme. In condizioni di scarsa igiene, le feci infette possono contaminare il terreno  e quindi acqua ed alimenti. Ciò avviene in special modo quando si utilizza letame come concime per l’agricoltura. Consumando cibi contaminati si possono così ingerire le uova  e da qui l’infezione invasiva. Inoltre poiché i muscoli del maiale infetto contengono larve di tenia solium, il consumo  di carne di maiale cruda o poco cotta (tale da non uccidere le larve) può portare alla loro ingestione di e all’infezione intestinale.

Ciclo vitale della Tenia solium

ll ciclo vitale della Tenia solium
Partiamo  per la descrizione del ciclo di nostro interesse dal verme adulto di  circa 5 metri di lunghezza  installato stabilmente nell’intestino dell’uomo  che lo ospita. Nell’intestino  la Tenia, che è privo di apparato digerente, si nutre assumendo dall’ambiente che lo circonda alimenti per osmosi. (processo fisiologico che riduce la differenza di concentrazione di due liquidi  e ne rende possibile il passaggio attraverso una membrana di separazione)
Esso rilascia periodicamente dei proglottidi (3 o 4 ) che vengono espulsi con le feci che transitano nell’intestino. Ogni  proglottide può contenere circa 250.000 uova che andranno, in condizione di scarsa igiene, a contaminare l’ambiente circostante.  Il ciclo vitale del verme per essere condotto a termine presuppone la presenza di un ospite intermedio che è il maiale.  Questo si nutre di alimenti contaminati da uova di Tenia Solium e si infetta. Le uova  si schiudono e danno vita alle larve che attraverso il circolo ematico raggiungono organi e tessuti  muscolari.  

Il ciclo vitale si chiude quando l’uomo consumando carne cruda o non abbastanza cotta di maiale ingerisce le larve e si infetta. Più difficile e rara è l’infezione umana per ingestione di uova.

Sintomi dell’infezione.

Sintomi dell'infezione da Tenia intestinale

La sintomatologia che accompagna l’infezione da Tenia varia a seconda del tipo di infezione.

Infezione invasiva: le uova migrano in vari organi.

Come già detto  in questo caso le uova dall’apparato gastrointestinale migrano in tutto il corpo e si installano in vari organi. Quì si schiudono originando le larve. Queste a loro volta  inducono  formazioni  di  cisti . Il quadro clinico che ne scaturisce è il seguente: 

  • Cisti diffuse. Si originano negli organi o tessuti dove le uova migrate si schiudono  dando luce alla larva. Le cisti ovviamente possono compromettere la funzionalità dell’organo e scatenare una sintomatologia  correlata a detta compromissione.  Così ad esempio, se ad essere interessato è il cervello (neurocisticercosi ),  può, come già accennato, aversi  idrocefalo, ossia accumulo di liquido cerebro spinale nella cavità intracranica, conseguente  aumento della pressione, convulsioni, crisi epilettiche.
  • Possibili reazioni allergiche alle larve. Dette reazioni  possono avere  varia entità di gravità,  fino al caso limite dell’anafilassi.
  • Infezioni batteriche.  Gli organi o tessuti  compromessi  dallo sviluppo di cisti o grumi che sono  conseguenti allo sviluppo delle larve di tenia possono essere facili preda di sovrainfezioni batteriche che aggravano ulteriormente  la sintomatologia. Infezioni che richiederanno per guarire terapia antibiotica.
  • Febbre. Causata dalla reazione infiammatoria che  si origina per lo sviluppo della cisti.

Infezione intestinale: il verme attacca le pareti dell' intestino.

Il quadro clinico associato all’infezione intestinale da Tenia solium scaturisce  dalla compromissione che il verme induce nel fisiologico meccanismo di assorbimento  dei nutrienti  da parte della parete intestinale, dalla lieve infiammazione che esso provoca per  l’aggancio con gli uncini della testa  alla parete intestinale e, nei casi più seri, da ostruzioni  che lo sviluppo abnorme del verme può provocare.  Pertanto i sintomi e segni dell’infezione intestinale da Tenia Solium  sono i seguenti:

  • Nausea e disturbi digestivi.
  • Dolori all’addome.
  • Diarrea.
  • Debolezza  derivante dalla scarso assorbimento di nutrienti.
  • Calo ponderale conseguenza diretta  della riduzione di assorbimento dei nutrienti.
  • Anoressia indotta dal quadro debilitativo che si viene a determinare.
  • Eosinofilia. Ossia concentrazione ematica eosinofili superiore a 500 per ogni micro litro di sangue. Dove gli eosinofili  sono cellule del sistema immunitario che sovraintendono alla risposta che questo scatena nei confronti dei parassiti e quindi nel caso in questione del Tenia Solium.

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Fattori di rischio: le condizioni che aumentano le probabilità di contrarre la tenia. 

Esistono  alcune situazioni che possono ampliare anche in maniera considerevole il rischio di contrarre l’infezione  di Tenia. Le più comuni sono:

  • Consumare pasti  senza una precedente  accurata igiene delle mani.  Portare alla bocca alimenti con mani che non sono state accuratamente lavate aumenta la probabilità di ingerire larve di Tenia solium.
  • Consumare frutta e verdura non accuratamente lavate. Questi alimenti, che possono essere contaminati dalla Tenia, se   vengono consumati senza cottura vanno accuratamente lavati con abbondante acqua onde ridurre il rischio di ingerire le  larve del verme.
  • Consumare carne di maiale cruda o poco cotta. Il maiale che è l’ospite intermedio della Tenia Solium può avere i muscoli infestati dalle larve del verme. Se la carne viene consumata cruda o non abbastanza cotta  (tutte le parti della carne devono essere esposte per un tempo ragionevolmente  lungo  ad una temperatura di circa 60°C) può costituire il tramite con cui si introducono larve nell’intestino. Il verme muore anche se la carne è congelata ad una temperatura di  -10°C per almeno una decina di giorni.
  • Vivere in aree rurali  in cui non vi è un corretto smaltimento  delle eiezioni  del bestiame. Le feci non correttamente smaltite possono contaminare terreni  e acque con uova e larve del verme. In conseguenza di ciò possono contaminarsi gli alimenti e da quì l’infezione.
  • Vivere o viaggiare  in aree geografiche in cui è endemica la presenza del  Tenia  Solium.  Naturalmente se il verme è presente su un territorio in maniera stabile la probabilità di contrarre l’infezione sale in maniera considerevole. I luoghi in cui tutto ciò si verifica sono: il Sud Est dell’Asia, la Cina e l’America Latina.
  • Utilizzare il letame di maiale come concime per l’agricoltura. Se qualche maiale è infetto nelle eiezioni  saranno  presenti uova di tenia che contamineranno gli ortaggi.

La prevenzione.
La prevenzione ovviamente si pratica tentando di annullare i summenzionati fattori di rischio e quindi:

  • Lavando accuratamente le mani prima di ogni pasto.
  • Lavando accuratamente con acqua potabile frutta e verdura che verrà consumata cruda.
  • Bevendo acqua imbottigliata nelle aree geografiche in cui la Tenia solium è endemica.
  • Cuocendo frutta e verdura prima di consumarle nelle aree in cui il verme solitario è endemico.
  • Effettuando una efficace profilassi sugli allevamenti di suini ed eliminando gli animali infetti.
  • Facendo la carne di maiale prima di consumarla (va portata ad una temperatura tale e per tanto tempo in maniera da farle raggiungere i 60 °C in ogni suo punto).

Diagnosi del gastroenterologo: esami e test da eseguire per individuare il verme solitario.

Se si soffre di infezione da verme solitario lo specialista a cui bisogna rivolgersi  è il gastroenterologo. Di norma  però si fa riferimento in prima istanza  al medico di base che se lo ritiene necessario  prescriverà  poi la visita specialistica. Per  una precisa diagnosi saranno  comunque necessari una serie di  test in quanto l’analisi del  quadro clinico non fornisce la certezza della infezione del parassita ma al più un sospetto.  I test che comunemente  vengono utilizzati sono:

  • Analisi delle feci.  Le feci vengono analizzate al microscopio per individuare uova o proglottidi della Tenia Solium. Ovviamente perché la loro emissione non è continua  potrà essere necessario ripetere il test più di una volta prima di poterle individuare.  La presenza di questi elementi nelle feci diagnosticano in maniera certa   l’infezione intestinale da Tenia Solium.
  • Analisi  del sangue. Servono a diagnosticare infezioni di Tenia invasive e mirano alla ricerca di anticorpi  prodotti dal sistema immunitario per contrastare l’infezione. Ovviamente la positività a detti anticorpi  è indicativa della infezione.

Nel caso in cui venga diagnosticata una infezione invasiva di Tenia, spesso, si  rendono necessarie indagini  cliniche per testare se organi e tessuti  sono interessati da formazioni di cisti. Dette indagini sono essenzialmente tecniche di diagnostica per immagini. Dove la diagnostica per immagini sono tutti quelle metodiche che consentono di  visualizzare organi ed aree tissutali che non sono a vista e quindi : ecografia, TAC, Risonanza Magnetica Nucleare. Naturalmente, viceversa, la scoperta di una cisti può far sospettare ad  una possibile infezione invasiva di Tenia.

Cure: i farmaci ed i rimedi naturali.

L’infezione intestinale di Tenia solium non sempre necessita di trattamento in quanto in diversi casi infatti  il verme viene espulso naturalmente. In altri casi l’infezione dura anche diversi anni e l’ammalato non se ne accorge nemmeno perché la sintomatologia è talmente lieve da passare del tutto inosservata.

Il trattamento è di norma farmacologico e prevede somministrazione di principi attivi che non vengono assorbiti dall’intestino e che sono letali per il verme.

Il farmaco che è  più comunemente  utilizzato nel mondo per combattere l’infezione intestinale di  Tenia  è il Praziquantel, ma in Italia non è commercializzato.  Si può assumere il alternativa  del  Nicosolammide. Questo tuttavia agisce solo sul verme adulto e non sulle larve.

Per favorire l’evacuazione completa del parassita si consiglia di utilizzare un lassativo da somministrarsi qualche ora dopo l’assunzione del  Nicosolammide. E’ essenziale un monitoraggio per  i mesi successivi  al trattamento perché potrebbe verificarsi che il verme non sia stato completamente eradicato o che ci sia stata una reinfezione ad opera delle uova che non vengono uccise dai farmaci.  Nel periodo immediatamente successivo alla terapia è essenziale osservare la massima igiene per evitare le possibili reinfezioni.

L’infezione invasiva viene trattata in maniera specifica che dipende essenzialmente da dove sono localizzate le cisti provocate dalla Tenia. Comunque generalmente il trattamento è:

  • Farmaci per l’eliminazione dei vermi (antielmintici).
  • Antiinfiammatori  corticosteroidei.  Servono a ridurre l’infiammazione e l’edema che le cisti da tenia provocano nel tessuto o organo colpito.
  • Intervento chirurgico. In taluni casi può rendersi necessario un intervento operatorio per rimuovere la cisti per evitare una grave sintomatologia e la compromissione dell’organo.  Si interviene di solito per cisti al fegato ai polmoni ed agli occhi.

Rimedi naturali.

nze popolari sono indicati molti rimedi naturali per la cura dell’infezione intestinale di tenia. I più comuni sono: l’aglio,i semi di zucca, la camomilla. Come sempre alla base di tali credenze vi è una blanda azione terapeutica di detti rimedi  che comunque non sono in grado di eradicare in maniera efficace ogni tipo di infezione.

Conseguenze e possibili complicanze dell’infezione non curata.

La tenia intestinale se non curata può raggiungere dimensioni ragguardevoli ( anche decine di metri)  e provocare:

  • Infiammazione ed infezione  dell’appendice.
  • Blocco dei  dotti epatici, biliari e pancreatici.
  • Gravi problemi digestivi.
  • Blocco intestinale.

L’Infezione invasiva può comportare gravi compromissioni e perdita di funzionalità degli organi in cui si sviluppano le cisti.

Supervisione: Vincenzo Angerano
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