Allergia al nichel: sintomi, cura e dieta. Cosa mangiare e cibi da evitare

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Approfondiamo i sintomi dell’allergia al nichel, un metallo presente in molti oggetti e negli alimenti. Scopriamo la dieta da seguire, quali sono i cibi da evitare e quali quelli che si possono mangiare e le cure mediche per i casi acuti.

    Indice Articolo:
  1. Cos'è?
  2. Tipologie
  3. Sintomi
  4. Cause
  5. Diagnosi
  6. Cura
  7. Prevenzione

Che cosa è l’allergia al nichel?

L’allergia al nichel in quanto allergia è un disturbo che coinvolge il sistema immunitario e con maggior precisione dipende da un ipersensibilizzazione di quest’ultimo. Con parole più semplici il sistema immunitario, erroneamente, identifica come potenziale nemica una sostanza (nel caso specifico il nichel) che normalmente è ben tollerata. Per effetto di questa errata interpretazione esso scatena, a tutela del corpo, una reazione infiammatoria che determina la sintomatologia della malattia.

Approfondimento sul Nichel.

Il Nichel è largamente usato in una vastissima gamma di applicazioni che si intrecciano costantemente con le attività quotidiane della vita dell’uomo.

Elenchiamo di seguito solo una piccola parte dei suoi utilizzi più comuni:

  • Leghe metalliche con elevate caratteristiche di resistenza alla corrosione. La lega più utilizzata è l’acciaio inox. Acciaio inox che viene largamente usato nell’industria alimentare sia come contenitore sia nelle attrezzature della catena produttiva. Le leghe contenenti nichel sono anche il componente base di: bigiotteria; monili per piercing; accessori per l’abbigliamento (bottoni, clips, cerniere, fibbie per cinte), stoviglie e pentole; attrezzi, monete (i pezzi da 1€ e 2€ sono coniati con una lega contenente nichel, negli USA i centesimi tant’è che sono noti come nichelini); montature per occhiali; chiavi per serrature; etc.

  • Componente di vernici per colorare: vetro; ceramica; terracotta; porcellana.

  • Componente di cosmetici. E presente negli smalti per laccare le unghie, ombretti, mascara e fondotinta, shampoo.

  • Leghe a memoria di forma. Sono utilizzate in vari usi industriali ed anche in odontoiatria.

  • Componente delle batterie ricaricabili. Un esempio sono le pile asl nichel-cadmio.

  • Come rivestimento superficiale di oggetti di ferro e rame per deposizione elettrolitica.

  • Come catalizzatore delle reazioni di idrogenazione degli oli vegetali per produrre le margarine.

Il Nichel è contenuto in quantità modeste anche nel suolo e nell’ acqua. I suoi livelli nel suolo, come si può facilmente immaginare, variano molto da luogo a luogo. Comunque nonostante tali variazioni le concentrazioni medie nel terreno sono contenute in un ambito che va tra i 5 microgrammi di metallo per ogni grammo di terra ai 500 µgr/gr. Invece le concentrazioni medie nell’acqua sono comprese tra 5 microgrammi per litro e 100 µgr/l.

Gli organismi viventi, sia essi animali che vegetali, ricavando i loro nutrimento dal suolo e dall’acqua, presenteranno anche essi nei tessuti dei loro corpi una determinata concentrazione di nichel. Concentrazione che nei vegetali è circa 4 volte più elevata che negli organismi animali ed è compresa tra 0,5 µgr/gr e 5 µgr/gr.

L’uomo alimentandosi di carne e vegetali conterrà conseguentemente anch’esso del nichel nel suo corpo. Nichel i cui livelli dipenderanno fortemente dalla dieta. Studi sugli alimenti introdotti hanno evidenziato che l’uomo introduce ogni giorno, mediamente, una quantità di metallo che è di circa mezzo milligrammo. Nel corpo umano il nichel assolve ad una sua funzione biologica che non è ben nota e che comunque data la ubiquità del metallo è difficilmente identificabile. Del mezzo milligrammo di nichel che viene addotto con i cibi solo una piccola percentuale che va dall’1 al 10% viene assorbita dall’intestino ed il restante viene escreta con urine e feci. La percentuale di nichel assorbita dal corpo dipende fortemente dall’apporto di vitamina C e Ferro che ne contrastano l’assorbimento. Nel torrente ematico il nichel è veicolato dopo essere stato inglobato in proteine ed in particolare all’albumina.

I livelli fisiologici ematici sono contenuti tra 1,5 e 6 µgr/l.

Sintomi delle diverse forme cliniche nelle quali l'allergia al nichel può manifestarsi.

L’allergia al nichel si manifesta in svariati modi, con una sintomatologia che può essere sia cutanea che extra cutanea ed ancora sia localizzata (per lo più nel punto in cui avviene il contatto col metallo) sia sistemica (che coinvolge più strutture di uno stesso sistema). Sono perciò distinguibili le forme cliniche che seguono:

Dermatite allergica da contatto al nichel o DAC. E’ la tipologia più comune delle dermatiti allergiche da contatto. Dove le dermatiti allergiche da contatto sono reazioni della pelle per contatto diretto con un allergene che in questo caso è il nichel. La conseguenza è una infiammazione della pelle nelle regioni che sono a stretto contatto con gli oggetti o le sostanze che contengono il suddetto. La sintomatologia che ne scaturisce è una lesione eritematosa con i bordi in rilievo e pruriginosa. Gli oggetti che possono provocare la DAC data la ubiquità del metallo sono infiniti: bottoni, cerniere, fermagli, monete che vengono a contatto attraverso il tessuto dei vestiti, orecchini, piercing, etc.

Puoi approfondire sintomi e cause delle dermatiti da contatto.

Sindrome dell’allergia sistemica al nichel o SNAS. In alcuni individui con manifesta sensibilizzazione al nichel si può presentare un insieme di sintomi e segni chiaramente differente da quello della dermatite allergica al nichel. Questa particolare condizione di allergia al nichel, negli anni 70, fu riconosciuta come condizione clinica a se stante e denominata sindrome dell’allergia sistemica al nichel.

La SNAS si differenzia in due diverse entità cliniche:

Nella SNAS l’esposizione al nichel può avvenire: attraverso la pelle, con l’assunzione di alimenti contenenti nichel, per via parietale, per inalazione attraverso le vie respiratorie, per via endovenosa.Il quadro clinico della SNAS si manifesta con:

Sintomi cutanei ed extracutanei.

Nel seguito riportiamo i sintomi e segni dell’allergia suddividendoli nelle varie forme cliniche con cui la malattia si presenta.

Quadro clinico della DAC:

Quadro clinico della SNAS:

La presenza di orticaria cronica ed angioedema non è unanimamente condivisa da tutta la letteratura scientifica sulla DCS. Ma gli studi condotti nel nostro paese concordemente assegnano una percentuale prossima al 40% alla presenza di tali sintomi nei pazienti affetti da allergia al nichel.

Quadro clinico della SNAS con sintomatologia extra cutanea:

Sintomatologia dell’apparato gastroenterico.

Sintomatologia dell’apparato respiratorio.

Sintomatologia dell’apparato neurologico

Sintomatologia sistemica.

Cause della reazione allergica e fattori di rischio.

Come già detto l’allergia al nichel è un errore del sistema immunitario che considera il nichel come un nemico e perciò ogni volta che il corpo ne viene a contatto scatena una reazione che è tesa ad annullarlo. Questa sensibilità all’esposizione, che può avvenire o al primo contatto o in seguito a continua e prolungata esposizione, durerà con intensità variabile per tutta la vita.

La causa che induce il sistema immunitario a tale errore e quindi la causa della malattia non è attualmente nota. Si sa solo che detta sensibilità può essere parzialmente scritta nei geni. Ossia che alcuni individui hanno una maggior predisposizione a sviluppare l’allergia.

Pur senza conoscere la precisa eziologia della malattia sono noti alcuni fattori che aumentano la probabilità di contrarla.

Essi sono:

Quanto è frequente e chi colpisce l’allergia al nichel?

Non esistono dati certi sulla prevalenza dell’allergia al nichel. Sicuramente negli ultimi anni essa presenta un trend in crescita. I dati dell’ istituto di vigilanza europea sulle allergie danno per l’ intero territorio della UE una prevalenza del 20%. Tale dato è però scarsamente significativo: perché raccolto nel 2004 e perché le differenze tra paese e paese sono considerevoli.

L’Italia è infatti, con il 32%, il paese con più elevata prevalenza fra tutti gli stati comunitari.

Le donne sono più colpite degli uomini in ragione di un rapporto che è stimato esser compreso tra 3:1 e 14:1. La ragione di ciò è forse una più elevata esposizione al metallo per i buchi alle orecchie e per i monili di bigiotteria. Gli uomini in maggioranza contraggono l’allergia per esposizione al metallo per motivi professionali. La categoria di lavoratori più colpita è quella dei parrucchieri.

L’allergia può colpire ad ogni età. Anche i neonati non ne sono indenni. Il motivo di ciò va ricercato nell’esposizione al nichel dei bijoux materni.

Diagnosi: varia a seconda di come l'allergia al nichel si è manifestata.

Mentre la diagnosi della DAC è estremamente semplice per il dermatologo quella della SNAS riesce particolarmente complessa e controversa. Tentiamo di comprenderne il motivo affrontando singolarmente le diverse tipologie dell’allergia.

Per formulare una ipotesi di diagnosi di DAC basta: l’esame obiettivo delle lesioni del paziente, la raccolta dei dati anamnestici ed in particolare quelli relativi a quando e come possa essere avvenuto l’esposizione al metallo che ha provocato i sintomi e l’analisi dei sintomatologia stessa.

L’ipotesi di diagnosi sarà successivamente confermata dal patch test. Questo consiste nell’applicare un cerotto che riproduce, rilasciandolo lentamente, l’esposizione al metallo. Il cerotto viene posizionato sul braccio o meglio sul dorso del paziente e dopo 48 ore rimosso. Il segno della infiammazione della cute al disotto del cerotto è anche il segno di ipersensibilità al metallo.

Per diagnosticare la SNAS, come già accennato, la procedura non solo non è altrettanto semplice ma anche molto meno rigorosa. Nella SNAS l’esposizione al metallo può avvenire per inalazione e nel qual caso si avranno sintomi respiratori o per via alimentare.

Nei casi di sintomi respiratori e quindi di asma e rinite, che però sono molto rari, la procedura diagnostica risulta ancora relativamente semplice. Si effettua, infatti, una stimolazione nasale con particelle di metallo e poi si raccolgono misure della pervietà nasale per valutare l’infiammazione e l’edema delle mucose.

Ben diverso è, purtroppo, il discorso per diagnosticare la SNAS quando l’esposizione avviene per via alimentare. La strada da seguire è sempre quella di provocare ad arte la sintomatologia per contatto col metallo (per via alimentare) dopo aver sottoposto il paziente ad una dieta di eliminazione diagnostica per un tempo ragionevolmente lungo. Dieta che dovrebbe provocare una remissione del quadro clinico. Purtroppo però nel caso del nichel effettuare una dieta di eliminazione è praticamente impossibile perché, non esistono cibi completamente privi del metallo. Inoltre anche se ciò fosse possibile, dato che il metallo svolge nell’organismo una funzione biologica non ben nota, la sua presunta eliminazione potrebbe comportare dei disturbi. Detto ciò, la via perseguibile è quella di una dieta povera di nichel ma ovviamente tale metodo non offre alcuna garanzia essendo non nota la soglia minima di tolleranza per l’esposizione al metallo. Naturalmente anche per la SNAS il pacth test va comunque eseguito per accertare l’ipersensibilità al metallo. Altro punto debole della procedura esplicitata e che la verifica della remissione della maggioranza dei sintomi della SARS non è obiettiva ma passa attraverso le sensazioni del paziente che spesso sono fallaci.

Esiste una cura per questa forma allergica?

In realtà, non esiste alcun trattamento che curi l’allergia al nichel. Una volta che si è sviluppata la sensibilità al metallo rimarrà con fasi alterne per tutta la vita. E’ possibile però controllarne i sintomi.

Vediamo come ciò può realizzarsi esaminando separatamente le diverse forme cliniche della malattia.

Farmaci per la DAC.

La terapia è topica con creme e pomate da applicare alle lesioni i farmaci più comunemente utilizzati sono:

Dieta per la SNAS.

L’unica terapia possibile è una dieta a basso contenuto di nichel. L’efficacia di tale terapia è comunque controversa perchè in letteratura scientifica come si è già accennato non vi è accordo unanime per i livelli di nichel contenuti negli alimenti o meglio tale accordo esiste solo un numero ristretto di essi considerati ad elevato tenore di nichel e precisamente: cacao e derivati; alimenti in scatola; legumi e segnatamente: piselli e fagioli; frutti secchi (arachidi, nocciole e noci); frutti di mare ossia: molluschi senza conchiglia (seppie, calamari,etc.) e molluschi con conchiglia (cozze, vongole, etc.). Pertanto mancando l’accordo sul contenuto di nichel di un gran numero di alimenti, una dieta povera di nichel per un autore non lo sarà per un altro e quindi la terapia dovrà per forza di cose risultare approssimativa.

Cosa mangiare: livelli di nichel negli alimenti.

Cibi da evitare ad alto contenuto di nichel:

  • Cacao e derivati.

  • Cibi in scatola.

  • Legumi ed in particolare fagioli, piselli, lenticchie e soia e suoi deruivati.

  • Arachidi, noci e nocciole.

  • Farine di cereali integrali ed in particolare di avena e grano integrale.

  • Molluschi e crostacei.

Alimenti a buon contenuto di nichel:

  • Aringhe, sgombri e tonni.

  • Latte di mucca e formaggi.

  • Olio di oliva e vegetali in genere.

  • Cereali non integrali a chicco intero.

  • Fegato.

  • Carote, asparagi, broccoli, cipolle.

  • Banane, ciliege e meloni.

Alimenti con un basso contenuto di nichel:

  • Carni di manzo, vitello, maiale ed agnello.

  • Merluzzo e suoi derivati.

  • Uova.

  • Latticini.

  • Riso brillato e farine raffinate

  • Patate.

  • Cavolo e lattuga.

  • Pere ed albicocche.

Prevenzione: come evitare reazioni allergiche al nichel.

L’unica via possibile per prevenire l’allergia al nichel è di ridurre al minimo, quando ciò è possibile, i tempi di esposizione al metallo. Ovviamente, data l’ubiquità di quest’ultimo, la cosa riesce particolarmente difficile. Alcune semplici strategie per raggiungere detto scopo sono:

Informazioni Sugli Autori: Questo articolo è stato realizzato dalla Redazione (Informazioni sui Consulenti Scientifici)

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