Risonanza magnetica: come si fa? A cosa serve? Tipi e costi.

La risonanza magnetica è una tecnica di imaging che serve ad indagare diversi organi e tessuti molli. Sfrutta l'azione di un campo magnetico che fa allineare e disallineare gli atomi presenti nel nostro organismo producendo delle immagini. Può essere di diversi tipi ed è un esame non invasivo.

Risonanza magnetica: come si fa? A cosa serve? Tipi e costi

    Indice Articolo:

  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. A cosa serve?
  4. Effetti collaterali
  5. Controindicazioni

Risonanza magnetica: caratteristiche.

La risonanza magnetica nucleare (indicata dalla sigla RMN) è una tecnica di imaging diagnostica che, a differenza della tac e della radiografia, non comporta l’utilizzo di radiazioni. La risonanza magnetica, infatti, si basa sull’applicazione all’organismo da esaminare di un campo magnetico molto potente che induce gli atomi del nostro corpo a disporsi secondo un preciso ordine dettato dal campo magnetico stesso. Il campo magnetico viene attivato e disattivato ed in questo modo, in base all’allineamento e al disallineamento degli atomi, è possibile acquisire delle immagini che danno l’esatta posizione e composizione delle strutture interne del nostro organismo e consentono quindi di discriminare organi sani da organi malati. La risonanza magnetica è particolarmente utile per indagare patologie e problematiche a carico dei tessuti molli (quali ad esempio gli organi interni).

I diversi tipi di risonanza.

La risonanza magnetica non è un esame invasivo, ed esiste in diverse modalità in base alle caratteristiche della macchina ed al modo di esecuzione.

La macchina per la risonanza magnetica può essere:

  • Chiusa, ovvero la macchina è rappresentata da un tunnel in cui il paziente viene inserito gradualmente a partire dalla testa. Il tunnel ha un diametro medio di circa 60 cm.
  • Aperta, ovvero il paziente viene fatto passare all’interno di una struttura ad anello che man mano che passa scansiona l’organismo. È utile per quei soggetti che soffrono di claustrofobia. Tuttavia questo macchinario produce immagini di qualità inferiore rispetto a quello chiuso e pertanto non può essere utilizzato per tutte le tipologie di esami.

In base alle modalità di esecuzione la risonanza magnetica può essere:

  • Con mezzo di contrasto, una sostanza che viene iniettata nella vena del paziente e che serve a dare maggiore risalto agli organi. Il mezzo di contrasto utilizzato è solitamente gadolinio.
  • Senza mezzo di contrasto, ovvero eseguita in condizioni basali, senza iniettare nulla al paziente.

L’utilizzo o meno del mezzo di contrasto è a discrezione del medico in base alle strutture che è necessario visualizzare ed al tipo di patologia da indagare.

A cosa serve? Gli usi della risonanza magnetica nucleare.

La risonanza magnetica è un esame definito di secondo livello in quanto viene richiesto dal medico specialista quando è necessario indagare a fondo per identificare una patologia o quando è necessario avere una visione più chiara di alcuni organi. Tuttavia in alcuni soggetti è controindicata.

In particolare viene prescritta la risonanza magnetica quando è necessario visualizzare i tessuti molli dell’organismo, si utilizza ad esempio:

  • Per studiare il sistema nervoso centrale, in particolare il cervello ed il midollo spinale, ed identificare eventuali lesioni a carico dei nervi. È utile anche per monitorare l’andamento di alcune patologie del sistema nervoso quali ad esempio la sclerosi multipla.
  • In campo oncologico, per identificare le porzioni di organismo colpite dal tumore e discriminare masse maligne da masse benigne.
  • Per studiare le strutture molli delle articolazioni quali ad esempio i dischi intervertebrali o le strutture che compongono il ginocchio o ancora le strutture componenti l’articolazione della spalla. In questo caso è utile per identificare eventuali lesioni ai dischi intervertebrali (ernia del disco), al menisco o alla cuffia dei rotatori.

Come si fa? Informazioni pratiche.

Per prepararsi alla risonanza magnetica non sono richieste particolari procedure, anche se nel caso della somministrazione del mezzo di contrasto è possibile che il medico chieda l’esecuzione di un esame del sangue per valutare la funzionalità renale (attraverso il dosaggio della creatinina).La preparazione all’esame prevede:

  • Di osservare il digiuno a partire dalla mezzanotte del giorno che precede l’indagine se vanno indagate le strutture dell’addome e della pelvi.
  • Di rimuovere tutti gli oggetti metallici quali orecchini, anelli, protesi dentarie, piercing e collane.
  • Di rimuovere tutti gli indumenti, eccetto la biancheria intima, purché non contenga parti metalliche.

Durante l’esame al paziente vengono fornite delle cuffie o dei tappi per le orecchie per attutire il rumore che si genera durante l’emissione del campo magnetico.

Quanto dura la RMN?L’esame ha una durata minima di 40 – 45 minuti ma in alcuni casi può durare fino a 90 minuti in base alle strutture da analizzare.

I costi della risonanza magnetica.Per i pazienti con patologie specifiche solitamente l’esame è gratuito, per tutti gli altri può essere eseguito presso strutture convenzionate, pagando il ticket, oppure presso strutture non convenzionate, con costi che vanno dai 250 ai 400 euro.

I possibili effetti collaterali di quest’esame diagnostico.

La risonanza magnetica è un esame abbastanza sicuro, che può essere ripetuto anche a distanza di poco tempo non prevedendo l’utilizzo di radiazioni. Tuttavia in alcuni casi la somministrazione del mezzo di contrasto può dare qualche effetto collaterale di varia entità.

Possiamo avere effetti collaterali:

  • Lievi, quali sensazione di calore, comparsa di orticaria localizzata e prurito, sensazione di nausea e vomito.
  • Moderati, quali orticaria e prurito diffusi, vomito persistente, sensazione di mancanza d’aria (dispnea), dolore toracico e gonfiore delle palpebre.
  • Gravi, quali shock anafilattico da reazione allergica al mezzo di contrasto, brusco abbassamento della pressione cardiaca, convulsioni, gonfiore alla laringe ed edema polmonare.

Gli effetti moderati e gravi sono molto rari e richiedono il trattamento immediato con adrenalina, antistaminici e cortisone.

Controindicazioni: chi non può fare la RMN.

Non prevedendo l’utilizzo di radiazioni la risonanza magnetica fa meno male ed è meno dannosa di una tac. Tuttavia in alcuni soggetti questo esame non può essere eseguito, ad esempio va evitata in soggetti:

  • Portatori di pacemaker.
  • Sottoposti ad angioplastica cardiaca con posizionamento di stent metallico nei vasi sanguigni.
  • Portatori di frammenti metallici o protesi metalliche a livello di articolazioni ed ossa.
  • Portatori di protesi metalliche o che possono interagire con il campo magnetico a livello del cuore (valvole cardiache sintetiche) o degli occhi (cristallino sintetico).
  • In gravidanza, sebbene sia sconsigliato soltanto nelle prime 12 settimane di gestazione.

In questi soggetti non si può eseguire la risonanza magnetica a causa delle interazioni del campo magnetico con gli oggetti metallici o della non totale sicurezza sullo sviluppo del feto. Per quanto riguarda gli oggetti metallici però ultimamente si stanno iniziando ad usare le protesi in titanio, proprio per far si che anche questi pazienti portatori di protesi possano sottoporsi a risonanza magnetica.

Supervisione: Vincenzo Angerano - Collaboratori: Dott.sa Margherita Mazzola (Biologa - Nutrizionista)
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