Pulizia dei denti

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La pulizia dei denti è una metodica indolore utilizzata per mantenere in buona salute la nostra bocca e i nostri denti. Per evitare l’insorgere di carie o di altre affezioni che si sviluppano a causa di batteri che intaccano la sostanza dura, composta di calcio che ricopre la superficie esterna dei denti, è necessaria una igiene molto accurata.

    Indice Articolo:
  1. In cosa consiste
  2. Quando e come fare la pulizia dei denti
  3. A casa: pulizia fai da te
    1. Metodi naturali
    2. Prodotti farmaceutici
  4. Dal dentista: pulizia professionale
    1. La procedura
  5. Gravidanza e bambini

La pulizia necessaria per avere la bocca sana non è solo quella che può ottenersi col normale spazzolino o col filo interdentale, ma almeno una volta all’anno, occorre fare una pulizia professionale dei denti, presso uno studio dentistico. Se praticata regolarmente mantiene i denti smaglianti e gengive in buona salute. E’ una procedura che va bene per tutte le persone, anche se in alcuni casi, come per esempio gengive ipersensibili, va prestata attenzione per evitare di provare dolore o di far sanguinare le gengive.

In cosa consiste la pulizia dei denti.

La pulizia dei denti è una procedura che prevede la rimozione della placca e del tartaro dai denti, dagli spazi interdentali e dai bordi gengivali responsabili di gengiviti, e paradontiti che sono infiammazioni della gengiva che possono provocare il distacco del dente da tali tessuti e la conseguente caduta.

Il risultato è quello di avere dei denti bianchi, in quanto la pulizia dei denti rimuove anche ciò che si deposita sullo smalto dei denti come ad esempio i residui di caffè o di nicotina e di evitare patologie della bocca e dei denti.

Quando e come farla.

La pulizia dei denti va fatta sia “fai da te” cioè a casa curando l’igiene dentale con spazzolino, dentifricio, collutorio e filo interdentale, sia una volta l’anno in maniera professionale dal dentista. La differenza sta nel fatto che un dentista può effettuare un’ablazione del tartaro più profonda e più completa rispetto agli strumenti che si possono utilizzare a casa. La pulizia dei denti andrebbe fatta professionalmente almeno una volta l’anno, anche se è buona norma farla ogni 6 mesi. Il periodo in realtà è molto individuale perché l’accumulo di placca e tartaro dipendono da fattori legati al pH della saliva, più precisamente alla sua acidità, e tali fattori dipendono dalle abitudini della persona come l’alimentazione, il metabolismo, lo stile di vita

Pulizia dei denti a casa.

La pulizia dei denti va eseguita soprattutto a casa attraverso l’uso di spazzolino e dentifricio ma anche di collutorio e filo interdentale. Inoltre vi sono alcuni metodi che possono aiutare a pulire e sbiancare i denti senza dover ricorrere al dentista.

Per una completa igiene dentale casalinga sono necessari quattro elementi fondamentali:

Spazzolino: lo spazzolino va scelto in base alle nostre esigenze, se abbiamo gengive ipersensibili sceglieremo uno spazzolino a setole morbide, se invece non abbiamo problemi ne sceglieremo uno a setole medie. E’ meglio evitare quelli a setole dure perché possono danneggiare sia le gengive che lo smalto. Il corretto utilizzo dello spazzolino prevede di spazzolare i denti verticalmente per qualche minuto e per almeno 2 volte al giorno. Lo spazzolino può essere anche elettrico, in questo caso avremo una pulizia più profonda e completa poiché il movimento di rotazione della testina è molto più rapido ed efficace di quello che possiamo imprimere noi a mano. Lo spazzolino, o la testina dello spazzolino elettrico, va cambiato ogni 2 – 4 mesi.

Dentifricio: il dentifricio ha lo scopo di eliminare la placca e i batteri e rendere l’alito fresco e profumato. La scelta del dentifricio è in base alle nostre esigenze, possiamo scegliere quello sbiancante, con micro granuli ad azione abrasiva, che eliminano le macchie sui denti, quello desensibilizzante, se abbiamo problemi di sensibilità alle gengive, quello antiplacca e antitartaro se abbiamo una maggiore tendenza a formare placca e tartaro, o ancora quelli a base di idrossiapatite se soffriamo di sensibilità dentale. L’importante è che alla base di un dentifricio ci sia sempre il fluoro che garantisce protezione allo smalto dalla carie e lo rinforza.

Collutorio: di aiuto al dentifricio per prevenire la formazione della placca e avere l’alito fresco è il collutorio, che svolge anche un’azione antibatterica e antisettica. Può essere usato più volte al giorno ma bisogna fare attenzione ed evitare quelli a base di una sostanza che macchia i denti, la clorexidina, se usata troppo frequentemente.

Filo interdentale: il filo interdentale andrebbe usato quotidianamente perché consente di rimuovere residui di cibo in punti anche difficilmente raggiungibili da un comune spazzolino. Questo garantisce una migliore igiene orale, specialmente se all’uso del filo interdentale si associa anche quello del pulisci lingua che elimina la placca anche dalla superficie della lingua.

Fai da te: metodi naturali per denti sani e brillanti.

Esistono dei metodi naturali per effettuare una pulizia dentale profonda associata allo sbiancamento dentale. Tra questi metodi abbiamo:

Fai da te: prodotti farmaceutici.

Per sbiancare i denti a casa da soli è possibile affidarsi all’acquisto di alcuni prodotti in farmacia. Tra questi abbiamo:

Strisce sbiancanti: strisce flessibili e trasparenti che si applicano sui denti e che contengono un gel a base di acqua ossigenata che sbianca i denti molto rapidamente senza danneggiare lo smalto perché la concentrazione di perossido di idrogeno è minima, circa il 6% e in ogni caso non reagisce chimicamente con lo smalto dei denti. I risultati sono visibili in 14 giorni circa.

Applicatori stick: sono degli applicatori di gel sbiancante a forma di stick, sono meno pratici delle strisce poiché il gel può essere ingerito e può essere mischiato alla saliva riducendone l’efficacia. La composizione è simile a quella delle strisce sbiancanti, contengono cioè una piccola percentuale di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e ne sfruttano l’azione per sbiancare i denti.

Mascherine: questo metodo prevede di applicare il gel sui denti e successivamente applicare una mascherina protettiva per garantirne l’azione. Questo metodo prevede l’utilizzo del perossido di carboammide, che rilascia perossido di idrogeno a contatto con lo smalto dentale, in concentrazione variabile in base alle necessità. Più efficace rispetto agli stick, si corre però il rischio di spalmarlo anche sulle gengive il che potrebbe dare luogo a reazioni spiacevoli legate principalmente a delle gengive ipersensibili o infiammate. Il gel infatti è sicuro sia sui denti che sulle gengive ma se le gengive sono infiammate o ipersensibili il contatto con il gel potrebbe peggiorare la situazione.

Pulizia dei denti Professionale.

Lo spazzolino da denti, anche se elettrico, non riesce a rimuovere il tartaro dai punti difficili. Il dentista, grazie a strumenti ad ultrasuoni, che hanno una punta che compie 2000 vibrazioni al minuto, riesce a bombardare e rimuovere il tartaro. Tali moderni strumenti vengono affiancati da strumenti manuali che completano l’operazione. Una particolare gomma e una pasta abrasiva rimuovono infine le macchie esterne, mentre per quelle interne è necessario lo sbiancamento dei denti.

Il paziente avverte solo un leggero fastidio dovuto al roteare del trapano ad ultrasuoni, ma il risultato compensa pienamente il piccolo inconveniente.

La detartrasi professionale va effettuata presso il proprio dentista, o in ospedale, ogni anno. Una seduta dura intorno ai 30 – 45 minuti ed ha un costo che va dai 50 ai 100 euro in base al dentista ed al trattamento, per esempio l’utilizzo del trattamento air-flow dopo un classico trattamento può fare arrivare la cifra anche a 150 euro, se parliamo di laser invece i costi salgono fino a 300 – 400 euro. E’ importante che in alcuni casi particolari, come chi ha denti incapsulati o ha un apparecchio dentale, la pulizia venga effettuata professionalmente in quanto la normale procedura di pulizia casalinga potrebbe non essere sufficiente.

La procedura.

La procedura per la pulizia dentale professionale prevede diverse fasi ed è importante sottolineare che, anche se molte persone erroneamente lo pensano, non rovina né i denti né lo smalto dentale.

La procedura classicamente usata prevede l’utilizzo di un apparecchio che emette ultrasuoni i quali vanno a frantumare il tartaro e a rimuoverlo, insieme alla placca. Il tartaro viene rimosso sia a livello sopra gengivale che a livello sotto gengivale per ogni dente. Successivamente si procede alla fase di levigatura della superficie dentale sopra e sotto gengivale per avere una superficie dentale liscia. Infine si procede alla lucidatura attraverso una pasta lucidante.

Successivamente alla rimozione del tartaro attraverso ultrasuoni è possibile fare un’ulteriore pulizia attraverso uno strumento chiamato air flow che consiste nell’emettere un getto di acqua e bicarbonato di sodio ad alta pressione e che garantisce quindi un’ulteriore pulizia più approfondita che arriva anche nei punti più difficili e garantisce anche un’azione sbiancante poiché elimina le macchie dovute all’assunzione di caffè o di fumo di sigaretta. A tal proposito è consigliato dopo una pulizia dei denti di non fumare poiché si potrebbe avvertire una lieve sensazione di bruciore alle gengive a causa dei trattamenti applicati.

Lo sbiancamento dei denti si può effettuare anche attraverso un laser, il principio su cui si basa è l’applicare un prodotto sui denti che poi verrà attivato dalla luce del laser. Questo sistema presenta delle controindicazioni e degli effetti collaterali come il bruciore alle gengive e la successiva ipersensibilità dentale. Inoltre per le ore successive, circa un giorno, alla pulizia e allo sbiancamento non si devono mangiare cibi “colorati” ma soltanto cibi bianchi come latte, mozzarella o formaggi.

Gravidanza e bambini.

Particolare attenzione riveste la pulizia e l’igiene dentale in gravidanza e nei bambini.

Per le donne gravide i cambiamenti ormonali determinano gengive più gonfie e sensibili, e sono più facilmente infiammabili ed esposte a batteri. Questo può provocare sanguinamenti gengivali spontanei, alito cattivo, saliva più acida e una particolare forma infiammatoria tipica delle gestanti che è localizzata ai denti anteriori. In questo periodo la pulizia dei denti va fatta quindi con molta attenzione ed è bene sia praticarla a casa sia, nel periodo che va dal terzo al quinto mese che è quello in cui si verificano maggiormente questi problemi, recarsi dal dentista mensilmente per effettuare una detartrasi più completa.

Per i bambini la pulizia dei denti va iniziata quando sono ancora presenti i denti da latte, attraverso l’uso di uno spazzolino che abbia le setole morbide e di un dentifricio al fluoro per favorire la fortificazione dei denti. Quando la dentizione diventa definitiva, cadono cioè i denti da latte, è consigliabile una visita dal dentista e una pulizia più approfondita per iniziare fin da subito la protezione contro la carie.

Informazioni Sugli Autori: Questo articolo è stato realizzato dalla Redazione (Informazioni sui Consulenti Scientifici)

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