Interferone sclerosi multipla.
Nella articolo parleremo dell’uso dell’interferone e più precisamente dell’interferone beta nella terapia della sclerosi multipla.
Per meglio comprendere quanto diremo necessitiamo di un minimo di conoscenze sulla malattia e sull’interferone.
Richiamo sulla sclerosi multipla (SM).
La sclerosi multipla o anche sclerosi a placche è una malattia di tipo autoimmune (il sistema immunitario considera nemici tessuti del proprio corpo e tenta di distruggerli) che interessa cervello e midollo spinale. L’azione autoimmune produce un’infiammazione che provoca degenerazione/distruzione della guaina mielinica che riveste i neuroni. Compito di tale sostanza è di impedire che l’impulso nervoso (di tipo elettrico) viaggiante su di esso non vada disperso o perda di velocità. In sostanza usando parole semplici: la guaina mielinica è una sorta di guaina isolante che preserva la trasmissione dei comandi da e per il cervello. Purtroppo una volta distrutta la mielina non si riforma. Le conseguenze sono una sintomatologia che si presenta disabilità di vario genere che progrediscono in maniera inesorabile nel tempo. Negli individui sani la velocità con cui l’impulso nervoso si propaga sul neurone è di 100 m/s questa velocità col progredire del male si riduce gradualmente a 5 m/s per poi arrestarsi del tutto.
La causa della malattia è multifattoriale.
Esiste alla base una predisposizione di tipo genetico a cui si somma un fattore scatenante che non è ancora ben chiaro se sia ambientale o infettivo.
Richiamo sull’interferone.
Gli interferoni sono una classe di proteine prodotte dai leucociti del sistema immunitario per difendersi da aggressione di agenti esterni (virus, batteri, etc.) o interni (cellule neoplastiche).
Essi svolgono nel corpo umano i compiti che riportiamo:
- Bloccano il replicarsi dei virus nelle cellule infettate.
- Impediscono che l’infezione si propaghi a cellule sane
- Potenziano l’attività di difesa delle cellule del sistema immunitario.
- Bloccano la moltiplicazione delle cellule cancerose.
Esistono due distinti tipi di interferone:
- Di primo tipo. A cui appartengono l’interferone alfa e l’interferone beta.
- Di secondo tipo. A cui appartiene l’interferone gamma.
Le terapie che utilizzano l’interferone come farmaco sfruttano le proprietà sopra descritte per combattere malattie infettive è il proliferare delle cellule tumorali. Per produrre interferoni in grandi quantità si utilizza l’ingegneria genetica partendo dai batteri e modificandoli con tecniche genetiche:
- Interferone beta 1a. L’interferone beta 1a si ottiene dalle ghiandole mammarie e viene utilizzato per il trattamento della sclerosi multipla. Non è una cura (non fa guarire dal male) ma si utilizza per rallentarne la progressione dopo la sue prime manifestazioni. Sul mercato è presente coi marchi Avonex e Rebif.
- Interferone beta 1 b. Si ottiene dall’escherichia coli modificato geneticamente. Anche esso non è una cura per la sclerosi multipla e viene usato per diradare la frequenza degli attacchi e rallentare il progredire del male. E’ in vendita coi marchi: Betaferon ed Extavia.
Interferone beta e sclerosi multipla.
Il trattamento della sclerosi multipla con interferone beta nelle sue forme 1a ed 1b diminuiscono la frequenza delle ricadute (riducendole del 20-40 %) della malattia e allungano notevolmente i tempi di progressione della patologia.
Come l’interferone beta influisce sulla sclerosi multipla (SM).
Inizialmente e per molto tempo si è supposto che gli effetti positivi del trattamento con interferone beta sulla malattia fossero dovuti alle sue doti di antiinfiammatorio. Successivi studi hanno invece accertato che le sue proprietà terapeutiche derivano da tutt’altro fattore. E precisamente si è appurato che il progredire della SM viene rallentato perché il farmaco ripristina/migliora l’integrità della barriera emato-encefalica o BBB compromessa dalla malattia.
Chiariamo cosa è la BBB.
La barriera emato-encefalica è una particolare conformazione dei vasi che irrorano il sistema nervoso centrale i quali impediscono il passaggio, nel tessuto alimentato, di componenti nocivi che sono trasportati dal sangue consentendo nel medesimo tempo il passaggio dei nutrienti. Nelle zone delle lesioni procurate dalla SM i vasi subiscono modificazioni con aumento della loro permeabilità. Questo aumento di permeabilità e quindi di abbassamento della barriera favorisce l’infiltrazione di cellule del sistema immunitario nel tessuto cerebrale circostante la lesione. Il ripristino anche se non totale della barriera diminuisce la quantità di sostanze indesiderate.
L’interferone unitamente ai benefici effetti descritti ha numerosi e talvolta pesanti effetti collaterali. Effetti che possono compromettere severamente la qualità della vita del paziente. Tutto questo unito al fatto che spesso non si percepisce un netto miglioramento delle proprie condizioni ed ad un costo elevato della terapia tra 1500 e i 2000 $ mensili fa si che spesso essa venga abbandonata anzitempo.
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