Ipotiroidismo: valori di tsh, sintomi, cause, cura, dieta e rimedi naturali

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Approfondiamo l'ipotiroidismo, illustrandone le cause possibili, i rischi ed i sintomi con cui si manifesta. Informazioni utili sui valori di TSH e gli esami in base ai quali lo specialista formula la diagnosi, le terapie previste dalla medicina ed i rimedi naturali proposti dall'omeopatia.

    Indice Articolo:
  1. Cosa è?
  2. Classificazione
  3. Epidemiologia
  4. Quali sono le cause?
  5. Sintomi
  6. Diagnosi ed esami
  7. Terapia
    1. Cura farmacologica
    2. Rimedi  naturali
    3. Cure omeopatiche 
  8. Rischi e conseguenze

Cosa è l’ipotiroidismo.

L’Ipotiroidismo è una patologia della tiroide che produce una quantità insufficiente di ormoni, provocando alterazioni in vari sistemi dell’organismo. La tiroide è infatti una ghiandola che produce due tipi di ormoni, la Tiroxina (T4) e la Triiodotironina (T3), fondamentali per numerose funzioni organiche quali la crescita, il metabolismo, il peso corporeo, il colesterolo, e il sistema nervoso centrale. La sintesi di detti ormoni tiroidei è controllata dall’Ipofisi e dall’Ipotalamo che sono due ghiandole cerebrali e che producono la tireotropina, TSH, l'ormone che stimola la tiroide. In condizioni normali esse garantiscono una produzione ormonale giusta per le richieste dell’organismo, ma quando la tiroide non funziona bene, produce ormoni in minore o maggiore quantità causando l'ipotiroidismo o l'ipertiroidismo con conseguenti scompensi nel metabolismo.

Classificazione e valori di TSH.

L’Ipotiroidismo si divide in due patologie, Ipotiroidismo primario e secondario.

Epidemiologia del disturbo tiroideo.

Oggi l’ipotiroidismo in Europa e in America viene combattuto con l’aggiunta di iodio nel sale da cucina, mentre è ancora molto diffuso nei paesi del terzo mondo.

L’ipotiroidismo nei paesi occidentali è diffuso soprattutto negli anziani ed in particolar modo nelle donne in menopausa, ma può manifestarsi in ogni età e spesso tra soggetti della stessa famiglia.

In alcuni casi nei primi sei mesi successivamente al parto può presentarsi un’alterazione temporanea della funzione della tiroide soprattutto in donne con familiarità di disturbi tiroidei o con diabete.

Quali le cause dell’ipotiroidismo?

La causa più frequente di ipotiroidismo è la tiroide di Hashimoto, in cui l’organismo reagisce contro se stesso, ha cioè una reazione autoimmune e produce anticorpi contro la tiroide, che gradatamente distruggono la ghiandola.

L’ipotiroidismo, molto spesso può essere causato dal mancato apporto di giuste dosi di iodio nella dieta che, col passar del tempo provoca quell'ingrossamento della ghiandola che è chiamato gozzo.

La patologia può inoltre insorgere in caso di asportazione chirurgica della ghiandola tiroidea e quindi in totale assenza di produzione di ormoni.

Raramente l’ipotiroidismo è congenito, dovuto a disturbi ereditari in cui gli enzimi delle cellule tiroidee non consentono alla ghiandola di produrre la giusta dose di ormoni.

Casi assai rari di ipotiroidismo sono dovuti ad un malfunzionamento dell’ipotalamo o dell’ipofisi, che non secernono l’ormone tireostimolante necessario al funzionamento della tiroide, o a rare malattie quali l’ amiloidosi che deposita nella ghiandola sostanze amiloidi e l'emocromatosi che comporta un accumulo di ferro.

Sintomi del ridotto funzionamento della tiroide.

Nel caso di ipotiroidismo la tiroide lavora poco, producendo una quantità insufficiente di ormoni e quindi tutto il metabolismo subisce un rallentamento.

Il rallentamento del metabolismo porta sintomi quali depressione, sonnolenza, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, tutti sintomi che spesso vengono sottovalutati negli anziani imputandoli al normale invecchiamento dell’organismo o talvolta confusi con l'Alzheimer.

Nella maggior parte dei soggetti ipotiroidei si verifica un aumento di peso, stipsi e sensazione di freddo ed anche la pelle assume un colorito spento ed i capelli si diradano.

Nei soggetti giovani l’ipotiroidismo a seguito del ridotto funzionamento di tutte le ghiandole endocrine può presentare calo della libido, menorragie o flussi mestruali eccessivi e frequenti.

Come si diagnostica il disturbo ipotiroideo.

L’endocrinologo diagnostica l’ipotiroidismo in base ai sintomi, all'anamnesi familiare e gli esami del sangue.

La diagnosi di ipotiroidismo si ottiene mediante il dosaggio degli ormoni tiroidei nel sangue, degli ormoni FT3 ed FT4 e del TSH. Quando la quantità di T3 e T4 è bassa, il TSH sarà più alto della media poiché l’ipofisi, per compensare la ridotta quantità di T3 e T4, produce una maggiore quantità di TSH. L'aumento del TSH indica, quindi, che la tiroide è poco attiva e quindi vi è una patologia di ipotiroidismo.

L’esame dell’ormone tiroideo T4 non legato da proteine può evidenziare un ipotiroidismo dovuto ad inadeguata secrezione di ormoni che stimolano la ghiandola tiroidea.

L’ecografia può evidenziare presenza di gozzo o noduli.

Terapia tradizionale, rimedi naturali e cure alternative.

La cura dell’ipotiroidismo consiste nel riportare nella norma i valori degli ormoni tiroidei integrando la carenza di ormoni che la ghiandola non riesce a produrre. La cura è pertanto fondamentalmente farmacologica e, anche se deve essere seguita a vita, riesce a tenere l’ipotiroidismo sotto controllo.

Cura farmacologica.

L’ipotiroidismo va curato con assunzione di farmaci a base di tiroxina sintetica, quale l’ Eutirox, o con tiroxina liofilizzata, che viene estratta dalla tiroide degli animali. La T4 sintetica è più efficace ma comporta la scelta del giusto dosaggio. Inizialmente il trattamento comincia con piccoli dosaggi che vanno aumentati in base alle necessità fino a che i livelli di ormoni non raggiungono la normalità.

Negli anziani l’aumento della posologia è ridotto perchè la tiroxina potrebbe comportare effetti collaterali.

In gravidanza, invece, il dosaggio di tiroxina deve essere aumentato ed il quadro ormonale deve essere tenuto sotto stretto controllo, dal momento che le conseguenze di ipotiroidismo potrebbero essere pericolose per il feto, anche se il passaggio di tiroxina dalla madre al feto è modesto.

Rimedi naturali.

Poiché l’assunzione di tiroxina che serve ad integrare la produzione di ormoni deve protrarsi per tutta la vita, il paziente ipotiroideo tende ad aumentare di peso, dopo un primo dimagrimento nei primi tempi della cura. Infatti, la terapia ormonale provoca un blocco del metabolismo e in tutti i casi di ipotiroidismo è opportuno affiancare la cura farmacologica con una dieta appropriata ed un corretto stile di vita.

La dieta deve essere seguita da un medico ed è utile solo in caso l’ipotiroidismo è causato da carenze alimentari. Tale dieta prevede alimenti ricchi di iodio, come pesce, molluschi e sale marino, e alimenti ricchi di selenio quali cereali, carne e pesce. Vanno invece consumati con moderazione alimenti quali cavoli, broccoli e rape.

Importante per chi soffre di ipotiroidismo è un’attività fisica moderata come il nuoto o una passeggiata di almeno trenta minuti ogni giorno, che consente di innalzare la temperatura corporea e bruciare i grassi.

Cure omeopatiche.

La cura omotossicologica è una cura omeopatica ritenuta valida in caso di ipotiroidismo. Essa mira a disintossicare l’organismo e a stimolare le giusta quantità di ormoni tiroidei attraverso la Glandula thyreoidea suis un medicinale composto con ormoni animali che va calibrato, in base al grado di ipotiroidismo e in base al paziente, da un esperto in omeopatia.

Utilizzato è anche l’R59 uno stimolante metabolico che va assunto nella dose di 10-15 gocce in poca acqua prima dei pasti, 2-3 volte al giorno.

Altra terapia omeopatica è quella dell’organoterapia agli oligoelementi che prevede l’assunzione di piccolissime parti ed allo stato di ione di iodio e manganese, per ottenere la regolarizzazione dei disturbi metabolici di ipotiroidismo.

Rischi e conseguenze dell’ipotiroidismo.

Quando la patologia di ipotiroidismo insorge nell'infanzia, essa influisce sul corretto sviluppo dell’organismo e può causare deficienze mentali, obesità o nanismo.

Se non curato l’ipotiroidismo può causare forme di anemia e insufficienza cardiaca. Una complicanza grave che può progredire fino al coma, è il coma mixedematoso dovuto alla diminuzione del flusso di sangue al cervello.

Informazioni Sugli Autori: Questo articolo è stato realizzato dalla Redazione (Informazioni sui Consulenti Scientifici)

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