Insufficienza venosa: sintomi, cause, diagnosi, terapia e rimedi naturali

Consulente Scientifico:
Dottoressa Marilena Grassi
(Specialista in biologia e nutrizione)

L’insufficienza venosa è un disturbo della circolazione caratterizzato dalla difficoltà delle vene di riportare il sangue al cuore, che se viene trascurato, può comportare numerosi problemi.I sintomi si manifestano con capillari bluastri sulla superficie delle gambe, gonfiore di caviglie e gambe, calore diffuso, formicolio e intorpidimento, dolore e pesantezza della gambe. Le cause possono essere ereditarie, patologiche o legate allo stile di vita. Vediamo insieme come si effettua la diagnosi e quali sono i possibili metodi di cura e prevenzione.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Sintomi
  3. Cause
  4. Rischi
  5. Cure
  6. Prevenzione
     

Cos’è l’insufficienza venosa?

L’insufficienza venosa è una condizione patologica caratterizzata dalla difficoltà delle vene di riportare il sangue al cuore.

Le vene, infatti, sono le “vie di ritorno” della nostra circolazione attraverso cui il sangue che ha trasportato ossigeno e nutrienti ai tessuti ritorna al cuore, in un percorso che gli permette di riossigenarsi e di ricominciare il suo ciclo.

Il ritorno del sangue dagli arti inferiori è, in particolare, molto difficoltoso perché il sangue, per una questione di gravità, tende a ristagnare maggiormente a livello delle gambe, perciò l’insufficienza venosa interessa molto questa parte del corpo.

Si calcola che la percentuale maggiore della popolazione ad essere colpita da questo problema sia quella femminile anche se, in realtà, dopo i 50 anni, le differenze tra uomini e donne quasi si annullano e il disturbo va ad interessare entrambe le categorie.

Quali sono i sintomi di questo disturbo circolatorio?

I sintomi dell’insufficienza venosa sono molti e anche facilmente distinguibili. Questo permette di intervenire per tempo per arginare il problema il prima possibile.
Vediamoli insieme:

Le cause che determinano la difficoltà delle vene di riportare il sangue al cuore.

Le cause che determinano questo disturbo sono molteplici e riguardano la predisposizione genetica del soggetto, ma anche il suo stile di vita e tanti altri fattori.

In generale le cause più comuni sono:

Quali tipi di insufficienza venosa esistono?

Sebbene le cause alla base del disturbo siano le stesse, così come anche le sue manifestazioni, è possibile individuare differenti tipologie di insufficienza venosa:

  • Insufficienza venosa cronica (IVC): l’insufficienza venosa cronica è una vera e propria patologia determinata dall’inefficienza delle valvole venose che non riescono ad impedire il deflusso del sangue verso il basso, causando di conseguenza un suo ritorno più difficoltoso al cuore. Se il sangue ristagna, la pressione lungo le pareti delle vene aumenta, determinando una fuoriuscita di liquidi che forma l’edema a cui abbiamo accennato. Si tratta di un problema a cui si è predisposti geneticamente, se più persone nella stessa famiglia manifestano il disturbo, e ciò vuol dire che le valvole venose non funzionano bene per un difetto in origine. Si può arrivare a questa condizione anche se si trascura un’insufficienza venosa dovuta a stili di vita scorretti e non si interviene prontamente per prevenirla.
  • Insufficienza venosa e linfatica: solitamente l’insufficienza venosa si manifesta assieme all’insufficienza linfatica, che è una sua diretta conseguenza. Abbiamo detto, infatti, che l’aumento della pressione del sangue in ristagno sulla parete delle vene determina la fuoriuscita di liquidi e la formazione di zone edematose. I liquidi interstiziali devono essere drenati dal sistema linfatico ma, se i liquidi si accumulano eccessivamente e il ristagno perdura nel tempo, si manifesta anche un’insufficienza di questo sistema secondario. Si deve ricordare che il sistema linfatico non ha un suo proprio sistema di pompaggio come quello cardiocircolatorio, ma la propulsione dei liquidi nei vasi linfatici avviene grazie alla contrazione e decontrazione di vene, arterie e muscoli. Se viene a mancare l’efficienza di questo sistema allora l’insufficienza venosa diviene anche un’insufficienza linfatica.

Quali sono i rischi di questo problema circolatorio?

L’insufficienza venosa è un problema che deve essere curato nel momento in cui i fastidi che ne derivano diventano difficili da gestire. Nel lungo periodo, infatti, se non si interviene per tempo si può indurre una dilatazione permanente delle vene ovvero la formazioni delle famosissime vene varicose, ulcere profonde delle pareti dei vasi e del derma in quanto il ristagno del sangue ostacola l’ossigenazione dei tessuti, nonché trombosi e flebiti.

Approfondisci sintomi e cure per le vene varicose.

La diagnosi di insufficienza venosa: dall’esame obiettivo alle tecniche di imaging.

La diagnosi di insufficienza venosa consiste nella visita del paziente e nell’analisi dei sintomi descritti.

Talvolta, il medico può prescrivere anche esami più approfonditi:

Come si cura il ristagno del sangue?

Per curare l’insufficienza venosa si può intervenire in molti modi. Vediamoli nel dettaglio.

Rimedi naturali per un’insufficienza venosa lieve.

Si può ricorrere ai rimedi naturali quando il quadro sintomatologico non è particolarmente accentuato, considerando che questi rimedi sono solo palliativi e più che a curare servono a dare sollievo dal dolore e dall’ infiammazione in corso.

Si tratta generalmente di applicazioni topiche di creme a base di estratti naturali che hanno effetti benefici sulla circolazione.

Le creme più utilizzate sono quelle a base di Centella o di Arnica, che sono note per le loro proprietà antinfiammatorie. Entrambe queste piante contengono flavonoidi antiossidanti che aiutano i tessuti a mantenersi elastici e giovani. In più la Centella, grazie all’acido asiatico e madecassico, permette la sintesi amminoacidica dunque la rigenerazione dei tessuti. L’applicazione di queste creme trasmette anche un senso di freschezza che aiuta a lenire il dolore derivante dall’infiammazione.

Farmaci quando il problema diventa serio.

I farmaci sono sicuramente curativi e vengono utilizzati allorchè il problema dell’insufficienza venosa sia abbastanza importante.

Si consigliano farmaci flebotropi che agiscono sul microcircolo, rendendo più resistenti le pareti dei vasi e ripristinandole in caso di ulcera, e anche sulla coagulazione del sangue per renderlo più fluido e scorrevole. Questi farmaci sono solitamente a base di estratti di frutti rossi, in quanto i flavonoidi in essi contenuti agiscono proprio sulle pareti dei vasi rinforzandole. I principi attivi più comuni di questi prodotti sono la Diosmina e l’Oxerutina.

Calze elastiche per migliorare la circolazione sanguigna.

Le calze elastiche sono un rimedio importante che molti sottovalutano, ma che in realtà rappresentano un valido aiuto contro l’insufficienza venosa. Questi dispositivi migliorano la circolazione sanguigna, riducendo i gonfiori e il senso di pesantezza degli arti inferiori. Infatti, queste calze comprimono la superficie venosa, costringendo i vasi a pompare il sangue verso il cuore. In tal modo si riduce anche il reflusso venoso, in quanto la compressione esercitata dalla calza evita il ristagno del sangue. E’ l’angiologo che dovrà definire quale tipo di calza elastica utilizzare, in che modo e per quanto tempo.

Linfodrenaggio per favorire il ritorno venoso.

Il linfodrenaggio è un particolare tipo di massaggio che viene praticato a livello degli arti inferiori in caso di insufficienza venosa. Il massaggio si pratica a partire dall’esterno verso l’interno degli arti in modo da favorire il ritorno del sangue al cuore. Questa pratica può essere risolutiva quando il problema non è particolarmente accentuato, ma quando la situazione è più grave si rivela necessario l’intervento chirurgico.

Scleroterapia e laser per trattare le vene problematiche.

Come anticipato, qualora i rimedi suddetti non siano sufficienti si deve necessariamente ricorrere all’intervento chirurgico.

Vediamo quali sono le tecniche operatorie.

Come si può prevenire l’insufficienza venosa?

Per evitare di arrivare a problemi più seri, si può intervenire con una buona prevenzione, per fare in modo che la circolazione funzioni al meglio.

Una buona prevenzione prevede i seguenti accorgimenti:

Quindi, l’insufficienza venosa non rappresenta realmente un rischio, a patto che la si riconosca subito e la si affronti nella giusta maniera, seguendo i consigli del medico. Adottare le giuste misure di cura e di prevenzione è, infatti, necessario per una buona salute salute delle nostre vene.

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Marilena Grassi (Biologa)

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