Piaghe da decubito: stadi e cura delle lesioni

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Scopriamo come si formano le piaghe da decubito e quale cura adottare per rimediare alle lesioni nei diversi stadi di formazione, approfondiamo inoltre i sintomi che possono diventare sempre più gravi fino ad arrivare a lacerazioni profonde che interessano muscoli ed ossa.

    Indice Articolo:
  1. Cosa sono?
  2. Gli stadi della malattia
  3. Cause
  4. Prevenzione
  5. Diagnosi
  6. Cura
  7. Prognosi

Cosa sono le piaghe da decubito?

Le piaghe o lesioni da decubito note anche come lesioni da pressione sono un danneggiamento locale della cute e sovente dei tessuti sottostanti (derma, muscoli fino a raggiungere e intaccare, nei casi limite,  le ossa).  Le lesioni sono conseguenza di  una compressione prolungata o di una combinazione di compressione e  di sforzi di taglio  che determinano ischemia (scarso afflusso di  sangue) nella regione corporea interessata, per strozzamento dei vasi.

Se l’ischemia si protrae per un tempo superiore alle due ore comincia la necrosi dei tessuti (morte delle cellule che li costituiscono) nell’area interessata, che si evolverà  in maniera inesorabile, determinando piaghe da decubito, se la causa che la ha determinata non viene prontamente rimossa.

Le regioni del corpo maggiormente interessate da tale problema sono ovviamente le aree cutanee che ricoprono tuberosità (sporgenze ossee) e quindi: glutei, caviglie, gomiti, talloni, fianchi, ma anche orecchie, capo, etc. 

Il problema colpisce  in particolare modo: soggetti allettati da lungo periodo, disabili costretti su sedia a rotelle e soggetti con lesioni spinali che determinano perdita della sensibilità cutanea. 

La patologia insorge in maniera molto rapida e contrariamente a quanto ci si può immaginare è estremamente resistente alle cure ed  è di difficile e lunga guarigione. Le piaghe da decubito, infatti, contrariamente alle altre ferite, non tendono a guarire in maniera spontanea ma richiedono lunghe terapie e, se trascurate, possono condurre anche alla morte del paziente.

Gli stadi delle lesioni ed i sintomi con cui si presentano.

La malattia ha una sintomatologia in crescita, nel senso che esordisce con sintomi lievi ma progredisce in maniera rapida e rapidamente si aggrava. Lo European  Pressure Ulcer Advisory Panel (EPUAP), organizzazione di professionisti europei  che promuovono  e praticano terapia e prevenzione delle ulcere da decubito, ha configurato l’evoluzione della malattia in quattro fasi distinte e successive, ognuna caratterizzata da una precisa sintomatologia.

Stadio 1: cute intatta ed eritema che non si sbianca.

La pelle  integra si presenta con una chiazza eritematosa  squamosa in superficie,  di colore rosso, che se viene compressa non si sbianca.

L’area può essere dolorante e più calda delle zone circostanti.

Nelle persone di pelle scura è difficile da individuarsi è generalmente un sintomo poco appariscente che comunque costituisce un primo allarme per una futura lesione.

 

 Stadio 2: cute ulcerata e derma assottigliato.

La pelle è lesa ed anche il derma sottostante è intaccato. 

La ferita si presenta slabbrata di colore rosato ed è ancora priva di tessuto devitalizzato (di colore giallastro),  che di solito si raccoglie sul fondo della ferita, e di ematoma che di solito è indicativo di compromissione dei tessuti sottostanti.

In qualche occasione la lesione può presentarsi come una bolla (intatta o rotta) sollevata e ripiena di liquido.

 

 Stadio 3: perdita completa di cute e derma.

La ferita si presenta profonda ed a forma di cratere con perdita di cute e derma ed esposizione del grasso sottocutaneo.

I muscoli ed i tendini non sono ancora visibili nè è possibile palparli. La profondità del cratere della ulcerazione dipende dalla regione anatomica in cui si è formata e quindi  da quanto è spesso il pannicolo adiposo sotto cute.

Sul fondo del cratere può essere presente tessuto necrotico giallastro denominato slough. Il danno tissutale può coinvolgere gli strati cutanei adiacenti al cratere.

 Stadio 4: ferita profonda che interessa muscoli ed ossa.

La ferita è profonda e mostra muscoli, tendini ed ossa.

Il cratere della ferita è ricoperto da una crosta di colore rosso cupo o marrone formata da tessuto necrotico essiccato (escara).

Anche in questo caso la profondità varia a seconda del luogo e della consistenza dello spessore dei tessuti. 

  

Non sempre però l’entità della lesione è valutabile in maniera esatta. Può verificarsi infatti che:

Cause: compressione e assenza di afflusso di sangue.

Come già accennato la causa che determina la formazione delle piaghe da decubito è la prolungata compressione di una area del corpo. Pressione che provoca  una riduzione del flusso ematico che alimenta pelle e tessuti sottostanti. La pressione elevata infatti schiaccia i vasi sanguigni riducendone il lume e di conseguenza la  loro portata di flusso ematico. L’ischemia che ne consegue se perdura nel tempo provoca morte delle cellule dei tessuti e da qui le piaghe da decubito.

Volendo essere più precisi a determinare le lesioni possono concorrere almeno tre distinti elementi e precisamente:

Da quanto detto fin qui risulta abbastanza chiaro che le cause delle piaghe da decubito sono perfettamente note e come tali possono essere prevenute. La comparsa di piaghe da decubito in un paziente costretto a letto o impedito è perciò molto spesso un segno di cattiva assistenza sia essa ospedaliera che domestica. Per tale motivo, non a caso, le piaghe da decubito nei degenti costituiscono uno dei principali indicatori della bontà dell’assistenza ospedaliera.

Fattori di rischio e prevenzione delle piaghe.

Costituiscono fattori che aumentano la probabilità di sviluppare piaghe da decubito quelli che seguono:

Esistono dei criteri standardizzati che consentono di valutare, soprattutto in ambito di assistenza ospedaliera, quanto un paziente sia  rischio di sviluppare piaghe da decubito onde poter tempestivamente porre in atto efficaci misure preventive.

La scala di Braden misura il grado di rischio di lesioni gravi.

I criteri che vengono utilizzati sono di vario tipo ma quello più comune è certamente la scala di valutazione di rischio di Braden. 

Essa consiste nel quantizzare 6 essenziali indicatori della condizione del paziente e precisamente:

Per ognuno dei sei indicatori menzionati sono previste quattro possibili variabili ed ad ognuna di tali variabili è assegnato un punteggio compreso tre 1 e 4. Dove i valori più bassi sono indicativi di maggiori limitazioni. 

Alla fine si sommano tutti i punteggi ed il numero che ne scaturisce è l’indicatore di rischio. Più basso è l’indicatore di rischio secondo Braden e maggiore sarà la probabilità per il paziente di sviluppare piaghe da decubito. Nel seguito riportiamo un esempio.

Esempio pratico della scala:

Esame della percezione sensoriale

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Indicatore Percezione sensoriale      
Valutazione Totalmente o quasi totalmente limitata del dolore Molto limitata del dolore Leggermente limitata del dolore Senza alcuna limitazione del dolore
Punteggio Punteggio 1 Punteggio 2 Punteggio 3 Punteggio 4

Esame della macerazione della pelle

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Indicatore Macerazione della pelle      
Valutazione Pelle sempre umida Pelle molto umida ma non sempre Pelle occasionalmente umida Pelle quasi mai umida
Punteggio Punteggio 1 Punteggio 2 Punteggio 3 Punteggio 4

Esame dell'attività fisica del soggetto

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Indicatore Attività fisica      
Valutazione Allettato In poltrona o carrozzella. Non cammina e non riesce a spostare il suo peso Cammina raramente e quindi passa quasi tutto il tempo in poltrona Cammina spesso
Punteggio Punteggio 1 Punteggio 2 Punteggio 3 Punteggio 4

Esame dalla capacità di muoversi del paziente

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Indicatore Mobilità corporea      
Valutazione Totalmente immobile necessita di aiuto per ogni spostamento Molto limitata con possibilità di soli piccoli movimenti Limitata solo in parte con possibilità di piccoli e frequenti movimenti Senza limitazioni
Punteggio Punteggio 1 Punteggio 2 Punteggio 3 Punteggio 4

Esame del regime alimentare

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Indicatore Alimentazione      
Valutazione Molto scarsa. Riesce quasi mai a fare un pasto completo Insufficiente.
Mangia ma in maniera insufficiente per la sua tabella dietetica
Adeguata.
Rispetta la tabella dietetica ed assume gli integratori prescritti
Buona. Si nutre normalmente e non necessita di integratori
Punteggio Punteggio 1 Punteggio 2 Punteggio 3 Punteggio 4

Esame del grado di frizione della superficie di decubito

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Indicatore Scivolamenti e frizioni con superficie del letto e cuscini della poltrona    
Valutazione Notevoli per la totale o severa impossibilità di movimento corporeo e necessità di assistenza continua Possibili per la scarsa possibilità di movimento del corpo che richiede in talune occasioni assistenza Assenti per un adeguato tono e forza muscolare che consentono ogni movimento movimento necessario
Punteggio Punteggio 1 Punteggio 2 Punteggio 3

Ecco i possibili risultati dell'indagine.

Se si valuta che le probabilità di sviluppare le piaghe da decubito  sono elevate la strada migliore da seguire è quella di mettere in atto ogni possibile strategia preventiva tenuto conto che le piaghe da decubito sono tutt’altro che semplici da curarsi e che la qualità della vita del paziente è già notevolmente compromessa.

Le possibili misure di prevenzione per le piaghe da decubito sono tutte quelle possibili che riducono i fattori di rischio sopra menzionanti.

Diagnosi delle piaghe da decubito.

Se viene rilevata una piaga da decubito il medico dovrà accertare

Presenza di altre piaghe

Dimensioni e profondità

Eventuali infezioni batteriche

Stato di salute generale

Stato nutrizionale

<p >Per poter fare ciò saranno necessarie oltre alla visita generale  e alla raccolta della storia anamnestica del paziente una serie di indagini cliniche così riassumibili:

Test ematici

Colture di cellule

Biopsia dei tessuti lesi

Cura delle lesioni: più facili da prevenire che da curare.

<p >Generalmente per il trattamento di serie lesioni da decubito è necessaria una equipe di specialisti che lavorano in sinergia e precisamente:

Un medico

specialista della cura di ferite

Infermieri

fisioterapista

chirurgo

Il trattamento potrà contemplare numerosi interventi di cui i più comuni sono:

Riduzione dell’azione di compressione nelle regioni del corpo interessate. Questo intervento consta di due parti:

Rimozione del tessuto necrotico e danneggiato. Le ulcerazioni per potersi rimarginare devono essere nettate dai tessuti morti. Per tale motivo spesso si rende necessaria la pulizia delle piaghe. Pulizia che verrà effettuata chirurgicamente, meccanicamente con opportuni lavaggi e medicazioni o con terapie enzimatiche locali e/o per os (terapie orale) che abbattono i tessuti necrotici.

Interventi farmacologici. Servono a tenere sotto controllo il dolore, eventuali possibili infezioni e spasmi dei muscoli. Quindi di norma comprendono: infiammatori non steroidei, antibiotici e tranquillanti.

Chirurgia. Piaghe che non guariscono richiedono intervento chirurgico che serve ad eliminare tessuto necrotico,infezioni, da drenaggio etc.

Prognosi, rischi e possibili conseguenze.

Le piaghe da decubito nella fase I e II di norma guariscono nel giro di qualche mese quelle di fase III e IV sono molto difficili da curarsi e guariscono con estrema difficoltà. Inoltre poichè generalmente interessano malati in fase terminale vengono curate solo se sintomatiche. Le possibili conseguenze sono:

Approfondisci le cause  della sepsi e le gravi possibili conseguenze  di questa  infezione .

Quando bisogna interpellare il medico.

Le lesioni da decubito sono difficili e lunghe da trattarsi per cui appena si presenta un minimo segno di ulcerazione cutanea  in un paziente con le caratteristiche sopra descritte occorre immediatamente interpellare il medico perché un trattamento precoce prelude ad una guarigione più rapida. Se il paziente invece soffre di piaghe da decubito conclamate occorre interpellare immediatamente il medico se si rilevano segni di una infezione in atto ossia: febbre, odore sgradevole, aumento della temperatura locale, arrossamento e dolenzia delle aree limitrofe.<strong >

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