Tetano: incubazione, sintomi, diagnosi, vaccino, terapia e prognosi

Consulente Scientifico:
Dottoressa Francesca Maddaloni
(Specialista in biologia e nutrizione)

Scopriamo cos'è il tetano, come avviene il contagio, quali sono i sintomi con cui si manifesta ed i tempi di incubazione del batterio. Come si effettua la diagnosi quali sono i rischi e qual’è la possibile terapia? Approfondiamo inoltre i vantaggi del vaccino e la prognosi in caso di malattia.

    Indice Articolo:
  1. Cos’è?
  2. Tipologie e sintomi
  3. Diagnosi
  4. Terapia

Cos’è e come si contra il tetano?

A volte alcune espressioni comuni rimandano a concetti che non conosciamo bene; ad esempio, quante volte ci hanno detto: “attenzione, puoi prendere il tetano!!!”. Ma, in realtà, cosa vuol dire “prendere il tetano”, e come si contrae la malattia?

Innanzitutto, il tetano è una infezione acuta causata da un batterio, il Clostridium tetani, che è

L’infezione non è contagiosa, il batterio non si trasmette da un essere umano all’altro, ma il “mezzo” attraverso cui il germe entra nel nostro organismo sono le spore, tramite:

Insomma, come si può notare, sembra che non sia particolarmente difficile contrarre il tetano!

Ecco perché, come vedremo più dettagliatamente, la vaccinazione è obbligatoria: ferite di varia natura rappresentano oggi, così, un concreto pericolo solo per coloro che non sono vaccinati!

Tipologie, rischi e sintomi dell’infezione: l’avanzata della tetanospamina dall'incubazione alle contrazioni.

Quando le spore del Clostridium tetani penetrano attraverso una ferita, queste germinano, liberando il batterio, che produce due tossine: la tetanolisina (che destabilizza la membrana plasmatica) e la tetanospamina. Quest’ultima, attraverso sangue e linfa, raggiunge il sistema nervoso centrale e inibisce l’arco riflesso, provocando la cosiddetta contrazione tetanica, in cui muscoli agonisti e antagonisti si contraggono contemporaneamente, con convulsioni e spasmi, che solitamente portano alla morte per asfissia a causa del coinvolgimento dei muscoli respiratori (50-70% dei casi).

L’infezione tetanica non esplode subito, vi è un periodo di incubazione che va dai 3 ai 21 giorni, o anche più, durante i quali le spore germinano e sono prodotte le tossine.

Si distinguono quattro tipi di infezione tetanica:

Prendiamo in riferimento il tetano classico: quali sono le manifestazioni cliniche dell’infezione ormai contratta?

I primi sintomi possono manifestarsi già durante il periodo di incubazione, quando possono fare la loro comparsa febbre e cefalee; dolori, formicolii e pruriti alla testa; irritabilità.

Con l’esplosione della patologia e l’azione della tossina tetanica, cominciano le contrazioni che interessano nell’ordine:

La contrazione tetanica dei differenti muscoli può portare a complicazioni “secondarie” quali:

Diagnosi: un percorso complesso ma che è essenziale per la guarigione.

Non ci sono particolari analisi di laboratorio o metodi di indagine specifici per arrivare a diagnosticare il tetano, la cui diagnosi è quindi prevalentemente clinica, basata cioè sulla sintomatologia.

Tuttavia, nel caso ci sia un dubbio sulla contrazione dell’infezione, può rivelarsi utile controllare il livello di anticorpi anti-tetano nel siero, ad esempio quando il soggetto ha effettuato parte della vaccinazione, e l’eventuale presenza di stricnina nelle urine e nel sangue, poiché l’avvelenamento da stricnina presenta una sintomatologia molto simile a quella del tetano.

L’azione della neurotossina si spegne spontaneamente in circa 3 settimane, quindi anche se opportunamente trattata, l’infezione tetanica si risolve non prima di due – quattro settimane; le prime due settimane sono generalmente quelle in cui la prognosi è riservata.

Terapia: cosa fare quando si manifestano i primi sintomi del tetano?

Quando si manifestano i primi sintomi del tetano è innanzitutto  necessario recarsi in ospedale: nel frattempo, quello che possiamo fare è iniziare a disinfettare la ferita con acqua ossigenata, che poiché è fatta di ossigeno,  scoraggia la sopravvivenza del batterio del tetano che è invece anaerobio, e sprigiona radicali liberi che partecipano al processo infiammatorio e ostacolano l’attecchimento delle spore di Clostridium tetani.

Approfondisci dosaggio e valori delle gammaglobuline nell'organismo.

In ospedale verrà immediatamente effettuata una somministrazione di Immunoglobuline (Ig) umane antitetaniche, ossia una mix contenente anticorpi, per lo più IgG, diretti contro il Clostridium tetani, e iniettati per via intramuscolare.

Il mix oggi è ottenuto dal sangue di gruppi selezionati di donatori con alti livelli anticorpali, mentre un tempo i “donatori” erano animali, quali cavalli e buoi, i cui sieri iniettati spesso davano reazioni allergiche.

Le IgG anti-tetano neutralizzano la tossina che ancora non si è fissata al sistema nevoso, e a 20 minuti dall’iniezione, i loro livelli nell’organismo cominciano a salire, raggiungendo un picco nei due – tre giorni successivi.

La somministrazione delle immunoglobuline, per quanto immediata, non contrasta però gli effetti della tossina che ha ormai colonizzato il sistema nervoso centrale.

Sedativi, calmanti, anestetici, sono tutti medicinali utilizzati per alleviare gli spasmi e limitarne gli effetti conseguenti, soprattutto per tenere sotto controllo la muscolatura respiratoria e scongiurare la morte per soffocamento.

Il soggetto è inoltre posto in una camera scarsamente illuminata, al riparo da rumori e possibili fonti di emozioni e percezioni che possano sollecitare la sua muscolatura, e quindi favorire il susseguirsi degli spasmi.

Un ulteriore aiuto proviene dal trattamento antibiotico, poiché il batterio del tetano è sensibile a antibiotici quali penicilline e tetracicline.

Infine, se l’individuo non è vaccinato, si parte con la vaccinazione, che come vedremo è organizzata in più dosi, e che è poi completata quando le condizioni del soggetto migliorano.

Grazie soprattutto alla somministrazione delle immunoglobuline, l’80% dei casi di infezione tetanica si risolve per il meglio; postumi sono correlati alle rotture tendinee, fratture ossee e strappi muscolari eventualmente provocati dalla contrazione tetanica.

Approfondimento: tetano e botulismo.

Clostridium tetani è “imparentato”, appartenendo allo stesso genere, con il Clostridium botulinum, il “botulino” usato in minime quantità in cosmesi. Anche il batterio del botulismo è anaerobio, quindi vive in assenza di ossigeno, principalmente nel suolo, e produce spore altamente resistenti che possono colonizzare diversi substrati, tra cui ferite e soprattutto… alimenti!

Preparati sott’olio, inscatolati, insomma i cibi conservati in assenza di ossigeno, anche quelli preparati in casa, rappresentano un terreno fertile per il Clostridium botulinum.

Come il batterio del tetano, anche quello del botulismo, nella sua forma vegetativa che “nasce” dalle spore, produce tossine, indicate semplicemente con delle lettere dalla A alla F, e le tossine A, B, E ed F sono quelle responsabili del botulismo nell’uomo.

Solitamente entro le 36 ore dall’infezione da Clostridium botulinum, cominciano i primi sintomi di una paralisi neurale, che parte dalla testa fino a compromettere gli arti inferiori, passando per i muscoli respiratori, un iter quindi del tutto simile a quello visto per la tossina tetanica.

In cosmesi le tossine botuliniche sono usate in quantità infinitesimali (picogrammi): le microiniezioni ad esempio, sono molto diffuse perché distendono le rughe provocando delle micro paralisi dei muscoli facciali! In realtà, molti chirurghi sconsigliano queste iniezioni in alcune parti del viso, ad esempio intorno alla bocca, poiché c’è il rischio di compromettere muscoli importanti come quelli coinvolti nella masticazione.

Esistono anche “creme al botulino”, ma le quantità di tossina sono cosi basse che l’effetto di distensione delle rughe non può essere ritenuto soddisfacente.

Puoi approfondire il meccanismo di azione della tossina botulinica.

Prevenire è meglio che curare: il vaccino antitetanico.

Il vaccino contro il tetano ha fatto la sua comparsa in Italia già negli anni ’40, ma è dagli anni ‘60 che è diventato obbligatorio, dapprima per alcune categorie di lavoratori (agricoltori, allevatori, militari …) e poi per l’intera popolazione (1968), a partire dal primo mese di vita.

Contiene una anatossina, cioè una riproduzione della tossina tetanica che è innocua ma è comunque riconosciuta dal nostro sistema immunitario, che quindi comincia a produrre anticorpi contro il Clostridium tetani.

La vaccinazione dei neonati avviene in tre momenti :

Vi è un richiamo della vaccinazione intorno ai 4-5 anni, cioè al raggiungimento dell’età scolastica, ed è poi possibile effettuare richiami facoltativi ogni 10 anni.

L’avvento del vaccino antitetanico ha permesso di abbassare il numero di casi di infezione tetanica annuali in Italia da 700 a poco più di 100, e questi episodi odierni riguardano solitamente adulti non vaccinati o che non hanno effettuato tutte e tre le dosi previste.

Anche la vaccinazione adulta avviene in tre step (diluiti in circa un anno) e i richiami ogni 10 anni sono sempre consigliati, infatti, il vaccino contro il tetano mostra un’efficacia del 100%.

D’altra parte esistono degli effetti collaterali post-vaccinazione.

Episodi post-vaccinazione interessano circa il 50% dei bambini, e possono consistere in febbre e/o dolore e arrossamento nel punto dell’iniezione, effetti che scompaiono entro un paio di giorni.

Più raramente (1-2 casi su 10000) possono verificarsi gravi reazioni allergiche a componenti del vaccino o convulsioni dovute alla febbre particolarmente alta.

Effetti collaterali gravi in seguito a vaccinazione adulta sono ancor più rari, e comprendono la neurite brachiale, cioè infiammazione dei nervi nella zona delle spalle, entro un mese dalla somministrazione del vaccino o la sindrome di G. Barrè, caratterizzata da progressiva paralisi degli arti, finanche alla paralisi totale.

Un aiuto dalla omeopatia per combattere l’infezione tetanica.

Esistono medicinali omeopatici antitetanici?

Un rimedio omeopatico riconosciuto come antitetanico vero e proprio è il Ledum palustre, o rosmarino selvatico, già noto come rimedio anti-zanzare perché rende l’odore del sangue sgradevole a questi insetti. Ha anche un’azione antinfiammatoria, tanto da essere impiegato in artriti e artrosi infiammate, ed è consigliato come disinfettante da utilizzo immediato per ferite, tra cui quelle profonde determinate da oggetti acuminati, quindi quelle da rischio tetano.

C’è chi parla di un vero e proprio vaccino omeopatico a base di Ledum palustre utilizzato alla massima potenza (200 CH), ma non è riconosciuto in Italia e non è chiaro se, e con quale fonte di antigeni di Clostridium tetani, il rosmarino selvatico debba essere combinato.

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Francesca Maddaloni (Biologa - Nutrizionista)

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