Il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein) è chiamato anche nell'uso comune colesterolo cattivo in quanto ritenuto il maggior responsabile dei danni arrecati alle arterie. Prima di addentrarci nei necessari chiarimenti forniamo qualche notizia generale sul colesterolo in e le funzioni che esso assolve. Il colesterolo chimicamente è uno steroide ossia un grasso formato da quattro anelli di carbonio fusi insieme per un totale di 17 atomi di carbonio e da una coda aciclica. La sua formula chimica bruta è C27H45OH. Il colesterolo è un composto indispensabile alla vita animale in quanto è fondamentale per la formazione delle membrane delle cellule e costituisce la base di alcuni ormoni steroidei come ad esempio: testosterone, cortisone etc.. La maggior parte del colesterolo presente nell'organismo umano viene sintetizzato dall'organismo stesso e solo una minima parte viene introdotta per via alimentare (0,1/0,3 grammi contro 1/2 grammi). Il colesterolo, essendo un grasso, non è solubile nell'acqua e perciò per essere trasportato dal sangue alle cellule deve essere aggregato a particolari lipoproteine. In medicina quando si parla di colesterolo non si fa riferimento al colesterolo chimico ma alle lipoproteine che lo trasportano. Pertanto con la terminologia colesterolo totale ci si riferisce alla concentrazione delle lipoproteine VLDL (a bassissima densità) più quella delle lipoproteine LDL (a bassa densità) e quelle HDL (ad alta densità). Le lipoproteine LDL veicolano la quasi totalità del colesterolo e a contatto con le pareti delle arterie, avendo affinità con le cellule che compongono le pareti, lo liberano favorendone la deposizione. Il meccanismo descritto genera la formazione delle così dette placche arteriosclerotiche che sono responsabile del restringimento della luce dei vasi. Le lipoproteine HDL invece svolgono la funzione nettamente opposta ossia rastrellano il colesterolo dalla parete dei vasi e lo riconducono al fegato. Da quanto descritto risulta chiaro che il colesterolo è necessario alle cellule ed è ad esse convogliato dalle LDL che però in questa loro essenziale funzione lo depositano anche sulle pareti delle arterie. Le HDL riportano il colesterolo al fegato raccogliendolo dalle pareti delle arterie. Un valore di colesterolo totale superiore alla norma (HDL + LDL), pertanto, può in se non essere preoccupante se il rapporto colesterolo totale/ HDL è contenuto in certi limiti. Si definisce per lo scopo quello che normalmente viene definito fattore di rischio e che è appunto indicato da tale rapporto. I valori ritenuti accettabili (non implicano rischi di coronaropatie) sono inferiori a 5 per gli uomini e 4,5 per le donne. Un soggetto quindi che ha colesterolo totale 250 mg/dl e HDL 85 mg/dl avrà fattore di rischio per coronaropatie (infarti/ictus) 250/85 = 3 circa e perciò accettabile e sicuramente migliore di chi ha colesterolo totale 200 ed HDL 40 con fattore di rischio pari a 5. Purtroppo un basso fattore di rischio non è una certezza di avere arterie pulite come fattore di rischio elevato non implica certezza di placche arteriosclerotiche. Contribuiscono alla loro formazione altri fattori come: fumo, ipertensione, diabete ed obesità. La vecchia convinzione che l'aumento di colesterolo provenisse in maniera esclusiva dall'alimentazione è stata, ormai, abbandonata da qualche tempo. Solo il 20% del colesterolo viene dall'alimentazione. Pertanto se si conduce una sana alimentazione con un giusto apporto calorico da carboidrati proteine e grassi questa basta a controllare il colesterolo dovuto all'alimentazione. Una moderata attività fisica aerobica praticata con costanza concorre invece all'aumento dell'HDL e quindi all'abbassamento del fattore di rischio.
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