Embolia polmonare: cause, sintomi, diagnosi, terapia e conseguenze

Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

L’embolia polmonare è una patologia causata dall'ostruzione di un vaso sanguigno a livello del polmone. Difficoltà respiratorie, tosse, dolore toracico sono alcuni dei sintomi con cui si manifesta. Obesità, età, patologie sono alcune delle cause e dei fattori di rischio. Approfondiamo tutti gli aspetti e scopriamo come si effettua la diagnosi. Riconoscere in tempo l’embolia, infatti, è fondamentale per evitare conseguenze che possono essere anche gravi.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Cause
  4. Sintomi
  5. Diagnosi
  6. Terapie
  7. Farmaci

Che cos’è l’embolia polmonare?

Con il termine embolia polmonare si intende l'ostruzione parziale o totale di uno o più rami dell’arteria polmonare (sistema venoso che porta il sangue dal ventricolo destro del cuore ai polmoni) da parte di un corpo estraneo (cioè di origine extrapolmonare) denominato embolo. È una patologia molto seria che, se non trattata tempestivamente, porta alla morte il 10 - 30% dei soggetti colpiti e può portare ad invalidità permanente. In Italia la sua incidenza non è ben definita ed è compresa tra i 30 e i 250 casi l'anno (con una media di 100 casi/anno) ogni 100.000 abitanti. La patologia non presenta particolari preferenze di sesso, anche se spesso colpisce donne in gravidanza, mentre sono più a rischio le fasce d'età avanzata a causa dello stato di deterioramento maggiore in cui si trovano le vie circolatorie sanguigne. Vediamo ora la fisiopatologia.

Come insorge la patologia: inizia tutto da un embolo.

La fisiopatologia dell'embolia polmonare è legata alla formazione di un embolo, un corpo estraneo extrapolmonare che può essere formato da diverse sostanze. Vediamo quali possono essere le differenti origini dell’embolo:

 A livello patogenetico ciò che accade è una lesione della parete del vaso venoso, lesione su cui, per i normali processi coagulativi, si forma un coagulo, il trombo, per azione combinata delle piastrine e delle proteine della coagulazione come la fibrina. Per effetto delle forze di attrito emodinamiche (la forza di attrito è una forza che si oppone al movimento e che si genera tra due oggetti posti a contatto. In questo caso si genera tra il sangue e il vaso sanguigno) e dei moti vorticosi del sangue (il movimento del sangue lungo un vaso avviene con un movimento turbolento, che genera dei vortici) che si generano nella zona immediatamente circostante il trombo può staccarsi e tramite circolazione venosa sistemica (ovvero dalla complessa rete di vene che portano il sangue da ossigenare da tutto l'organismo ai polmoni) raggiungere i polmoni.

Qualsiasi sia la sua natura l'embolo, una volta raggiunta l'arteria polmonare, ne determina l'ostruzione e l'innescarsi del processo patologico che può essere suddiviso nelle seguenti fasi:

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Quali sono le diverse patologie di embolia polmonare?

Classificazione delle varie forme di embolia polmonare.

In base a diversi parametri è possibile fare una classificazione delle varie forme di embolia polmonare.

In base al polmone coinvolto distinguiamo un'embolia polmonare:

Anatomicamente parlando il polmone presenta una prima suddivisione in lobi (che sono porzioni di parenchima polmonari indipendenti sia funzionalmente che strutturalmente), i quali vengono poi divisi in segmenti (ognuno dei quali presenta una propria vascolarizzazione).

Riferendoci a questa classificazione possiamo distinguere l'embolia polmonare come:

In base alla modalità di insorgenza, alla gravità ed alla durata dei sintomi, l'embolia polmonare può essere suddivisa in:

In base alla tipologia di embolo possiamo poi fare una prima classificazione di embolia polmonare suddividendola in:

Trombotica: quando l'embolo è rappresentato da un trombo, cioè da un coagulo di sangue proveniente, di solito, da una delle vene profonde degli arti inferiori.

Non trombotica: quando l'embolo è formato da sostanze diverse dal coagulo di sangue.

A sua volta, l'embolia polmonare non trombotica può essere:

Quali sono le cause e i fattori di rischio ?

Cause e fattori di rischio dell’ostruzione dei vasi sanguigni polmonari.

Non vi sono cause particolari per la formazione degli emboli ma sussistono dei fattori di rischio che possono predisporre il soggetto a soffrire di embolia polmonare. La sintomatologia solitamente è presente, e la prognosi è strettamente legata alla tempistica di intervento ed alla diagnosi corretta e tempestiva.

I fattori di rischio possono essere suddivisi in primari o non modificabili e secondari. Tra i fattori di rischio primari abbiamo:

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Tra i fattori di rischio secondari possiamo invece citare:

Quali sono i sintomi e la prognosi?

Nella maggior parte dei casi l'embolia polmonare risulta essere sintomatica, con la comparsa di sintomi la cui varietà ed intensità sono strettamente correlate al tipo di embolo, alle sue dimensioni e al coinvolgimento del parenchima polmonare.

I sintomi più comune sono i seguenti:

 La prognosi e i rischi di recidiva

Sono llegati alla tempistica di intervento, alle dimensioni e alla natura dell'embolo, allo stato di salute generale del paziente e, soprattutto, al vaso sanguigno colpito. In generale si ha una percentuale di guarigione intorno al 70%.

La diagnosi è fondamentale per un soccorso tempestivo.

La diagnosi di embolia polmonare è fondamentale per fornire soccorso tempestivo al paziente ed è rappresentata sia da una serie di analisi, di laboratorio e strumentali, sia da una corretta diagnosi differenziale con altre patologie dalla sintomatologia simile come la broncopolmonite o l'infarto. Le analisi che si eseguono sono:

 Un'alternativa alla tac spirale è la scintigrafia polmonare perfusionale, una metodica diagnostica che prevede di far inalare al paziente gas marcati (radioattivi) di modo da studiare la perfusione polmonare (cioè per valutare il flusso ematico all'interno del polmone). In questo modo si può vedere se vi sono aree del polmone non perfuse a causa dell'ostruzione di uno dei vasi sanguigni.

Altre indagini che possono essere eseguite sono un ecg (o elettrocardiogramma) che può aiutare il clinico a valutare le condizioni del cuore sottoposto a maggiore sforzo a causa dell'ipertensione polmonare (tuttavia i segni di alterazione possono o non essere presenti o essere molto aspecifici), e l'emogas analisi, che serve a valutare quanta porzione di polmone non partecipa agli scambi gassosi poichè non perfusa dal sangue a causa dell'ostruzione.

Un'altra importante strategia diagnostica si basa sulla stratificazione del rischio di quel singolo paziente di essere stato colpito da un fenomeno trombotico. Il rischio viene calcolato mediante i criteri di Wells, mediante i quali si assegna ad ogni paziente un punteggio che lo classificherà come a basso rischio (punteggio minore di 1), a moderato rischio (punteggio compreso tra 2 e 6) o ad alto rischio di tromboembolia (punteggio maggiore o uguale a 7). I criteri utilizzati sono i seguenti:

Terapie medico - chirurgiche per stabilizzare il paziente.

Le terapie mediche dell'embolia polmonare sono dirette prevalentemente alla stabilizzazione del paziente, un obiettivo da realizzare mediante l'integrazione tra una corretta assistenza infermieristica e il pronto intervento dell'equipe medica, e prevedono il sostenimento della pressione arteriosa e la corretta ossigenazione del sangue.

Questo viene attuato mediante:

Nei casi più gravi ed urgenti che non rispondono ne alle terapie mediche ne alle terapie farmacologiche è possibile ricorrere ad un'operazione chirurgica molto invasiva chiamata embolectomia, che prevede di rimuovere l'embolo meccanicamente.

Farmaci utilizzati per distruggere l’embolo.

La terapia farmacologica si utilizza prevalentemente per favorire la distruzione dell'embolo che ostruisce i vasi polmonari e per prevenire la formazione di altri emboli e quindi la recidiva della patologia.

Tra i farmaci utilizzati a questo scopo abbiamo:

 La convalescenza dei pazienti colpiti da embolia dipende dalla gravità del quadro clinico e dalle condizioni generali del paziente ed è quindi diversa per ogni singolo caso.

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Margherita Mazzola (Laurea in Biomedicina)

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