Fascite plantare distale o prossimale: sintomi, cause e rimedi

Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

Scopriamo cos'è e quali sono le cause ed i fattori di rischio della fascite plantare, i sintomi di quella distale e quella prossimale, ed i rimedi per lenire il dolore e le difficoltà di deambulazione che l'infiammazione della fascia di nervi e muscoli che forma l'arco del piede comporta.

    Indice Articolo:
  1. Cos'è?
  2. Sintomi
  3. Diagnosi
  4. Cause
  5. Rimedi naturali
  6. Terapie ortopediche 
  7. Farmaci

Cos’è la fascite plantare.

<p >Il termine "fascite plantare" indica un fenomeno infiammatorio a carico della fascia plantare, chiamata anche legamento aponeurale o arcuato, che si trova nella parte inferiore dei piedi. Questa fascia, di consistenza fibrosa e simile a un tendine, origina dalla zona mediale del calcagno e termina alla base delle dita del piede ed ha il compito di  mantenere l'arco plantare ovvero di sostenere il piede, formando una specie di cuscinetto tra il tallone e il calcagno, quando si cammina o quando si corre. <p >Un'infiammazione di questa fascia quindi causa problemi alla deambulazione e dolore calcaneare. Va distinta dalla metatarsalgia che è invece un'infiammazione delle ossa metatarsali, situate tra le ossa che formano la caviglia e quelle che formano le dita, e anche dalla fascite necrotizzante, che è un fenomeno a carattere infettivo in cui un agente patogeno porta in necrosi i tessuti infettati. <h3 >Perchè si manifesta e come evolve l’infiammazione. <p >La fisiologia della fascite plantare è da ricondursi in primis alle sollecitazioni che questa parte anatomica riceve, infatti durante la corsa o la camminata, nel momento in cui il tallone si stacca dal suolo si ha un aumento dell'angolo presente tra il metatarso e le dita e questo comporta uno stiramento della fascia plantare. Considerato che camminando  la fascia plantare sopporta un peso che è superiore per ben due volte al peso corporeo e che correndo  il carico risulta ancora maggiore, se si ha un'eccessiva sollecitazione della fascia plantare si avrà nel tempo una degenerazione di questa zona del piede con micro traumi, piccole lesioni e minore elasticità dei legamenti, tutti fattori che portano all'infiammazione del periostio e allo sviluppo di dolore.   <p >La fascite plantare è una patologia reversibile che ha un decorso favorevole e di solito dopo circa sei mesi/un anno di trattamenti di tipo non chirurgico il paziente guarisce completamente.<p >La patologia si divide in due fasi principali:

Fase acuta o algica,

Fase successiva

<p >Se non trattata la fascite plantare può diventare cronica, si parla di cronicizzazione quando non si ha una guarigione nell'arco di 6 - 12 mesi, in questo caso è necessario programmare un intervento chirurgico per la risoluzione della patologia. <h3 >Tipologie: le zone che si infiammano.<p >La fascite plantare può essere di diversa tipologia in base al punto anatomico colpito ed a come si manifesta. Possiamo distinguere una fascite plantare:

Distale:

localizzata nella zona della fascia plantare del mesopiede

Prossimale:

zona della fascia plantare che si inserisce prossimalmente al calcagno.

Anteriore

parte anteriore del piede

Nodulare

noduli sulla fascia plantare

Bilaterale

colpisce entrambi i piedi

Sintomi: segni e dolori che indicano la presenza di una fascite plantare.

<p >La fascite plantare sia prossimale che distale, essendo un'infiammazione, ha come sintomo principale il dolore calcaneare che si manifesta in maniera acuta la mattina non appena si poggia il piede a terra e poi prosegue, in base al grado di infiammazione, per tutta la giornata, alternando momenti in cui si riduce a momenti in cui aumenta. <p >Talvolta al dolore possono associarsi sintomi quali gonfiore ed ipertermia, in questi casi, e specialmente se i sintomi sono bilaterali, è bene fare un'indagine per ricercare un'eventuale causa di origine sistemica (per esempio malattie come la gotta o l'artrite reumatoide). <p >Altri sintomi che possono associarsi alla fascite plantare sono il formicolio durante la deambulazione, il mal di schiena, quest'ultimo probabilmente derivante dall'errata postura che il soggetto assume a causa del dolore che non consente di poggiare correttamente il piede e talvolta un gonfiore derivante da edema, cioè da un versamento di liquido, a livello del calcagno e della caviglia.

Diagnosi: tecniche ed esami.

<p >La diagnosi di fascite plantare prevede diversi livelli: <p >Il primo livello consiste nell'anamnesi del paziente, il medico chiederà informazioni relative al dolore (quando è insorto, in che zona si avverte, quando si avverte), informazioni relative allo stile di vita del paziente (se pratica sport e che tipo di sport, se trascorre molte ore in piedi, che lavoro fa) e informazioni relative a conformazioni anatomiche ereditarie (presenza di piede piatto o piede cavo o di tendine di Achille sottile). <p >Il secondo livello è l'esame è obiettivo del paziente, in cui il medico attraverso ispezione e palpazione della parte dolorante potrà stabilire che tipo di dolore ha il paziente e quale potrebbe essere la causa. <p >Il terzo livelloè rappresentato da indagini diagnostiche per immagini come ecografie, radiografie, tac e risonanza magnetica, al fine di confermare la diagnosi ipotizzata dal medico.

Cause e fattori di rischio: cosa determina l'infiammazione della fascia plantare?

<p > <p >Stabilito che la fascite plantare è una patologia da trauma ripetuto, più che parlare di vere e proprie cause dobbiamo parlare di fattori di rischio, cioè di condizioni che predispongono il soggetto ad avere microtraumi e piccole lesioni alla fascia plantare.<p >Tra i principali vi sono:

Stare in piedi:

Sport

Sesso ed età:

Patologie metaboliche:

Patologie infiammatorie sistemiche:

Spina calcaneare

<p >Approfondisci come si forma lo sperone plantare e quali possono essere le conseguenze.

Problemi al piede

Obesità e sovrappeso:

Scarpe

Rimedi naturali: tecniche e semplici consigli per ridurre l’infiammazione.

<p >Per curare o migliorare la sintomatologia della fascite plantare, sia distale che prossimale,  si può ricorrere a comportamenti da osservare durante la fase acuta, oppure a rimedi di tipo omeopatico/fitoterapico o della medicina alternativa.<p >Analizziamoli nel dettaglio:

Riposo

Ghiaccio

Pediluvi

Scarpe

Alimentazione

<p >Omeopatia: i rimedi omeopatici per la fascite plantare possono essere somministrati o in granuli o come componenti di pomate da applicare nella zona plantare. Tra le preparazioni in granuli abbiamo la Byronia alba, contenente nella sua radice principi attivi come alcaloidi, glucosidi e resine, 5 granuli da prendere tre volte al giorno quando la fascite plantare deriva da un carico eccessivo sull'arco plantare, mentre tra quelle in pomata abbiamo l'artiglio del diavolo contenente arpagoside e usato come antidolorifico. <p >Agopuntura: anche l'agopuntura, una tecnica di medicina alternativa che si avvale dell'utilizzo di alcuni aghi, si può utilizzare per la fascite plantare, in questo caso il punto in cui applicare gli aghi è un solo punto, bilaterale, chiamato 7PC.

Terapie ortopediche e fisioterapia.

<p >Questo tipo di terapie vengono prescritte dal medico ortopedico o dal fisiatra e consistono in una serie di rimedi  che agiscono sia a livello della fascia plantare sia a livello della postura corporea.<p >Tra le terapie ortopediche, che possono essere consigliate sia da un medico ortopedico che da un podologo esperto abbiamo:

Plantari

Tutori

Talloniera

Bendaggi e fasciature:

<p >Tra le terapie di tipo fisioterapico, utilissime per quanto riguarda la riabilitazione e prescritte dal medico ortopedico o dal fisiatra i quali ne determineranno tempi e modalità, possiamo invece citare:

Ultrasuoni

Magnetoterapia

Onde d'urto

Ionoforesi

Mesoterapia

Taping neuromuscolare:

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<p >Stretching e ginnastica: lo stretching e la ginnastica posturale servono sia a ridurre l'infiammazione ed il dolore sia a garantire che il soggetto mantenga una corretta postura che non vada a caricare eccessivamente l'arco plantare.<p >Sono tecniche fisioterapiche che si utilizzano in fase di riabilitazione, quindi successivamente alla fase acuta, e si realizzano mediante una serie di esercizi che mirano all'allungamento e al rafforzamento della fascia plantare.<p >Un esempio è l'esercizio che consiste nel mettersi seduti a terra con una gamba allungata e una flessa, porre un asciugamano sotto l'arco plantare e tirare da entrambi i lati con le mani facendo in modo che la pianta del piede vada verso il busto.

Infine è possibile avvalersi della tecnica dell'osteopatia rivolgendosi all'osteopata, che mediante tecniche specifiche di massaggi, esercizi di stretching e manipolazioni, aiuterà il soggetto a diminuire dolore e stato infiammatorio.

Rimedi farmacologici: pomate, cerotti e antifiammatori contro il dolore.

La terapia farmacologica per la fascite plantare si avvale dell'utilizzo di farmaci antinfiammatori e antidolorifici che possono essere somministrati con diverse modalità.

Pomate: sono dei preparati spalmabili che si applicano sulla parte in cui si avverte il dolore e contengono un principio attivo antinfiammatorio. Una delle pomate antinfiammatorie più conosciute è il voltaren, che contiene come principio attivo il diclofenac dietilammonio.

Cerotti: sono dei cerotti imbevuti di un farmaco antinfiammatorio, solitamente il flurbiprofene, che si applicano sulla parte dolorante e rilasciano il farmaco per via trans - dermica. Al pari delle pomate attenuano il dolore e l'infiammazione in maniera locale per cui potrebbero non avere molto effetto in caso di dolore molto forte o di dolore cronico.

Via orale: per via orale possono essere somministrati sia farmaci antinfiammatori che agiscono in maniera sistemica, come per esempio il nimesulide o il naprossene sodico, oppure antidolorifici come l'ibuprofene, da utilizzare in associazione ai farmaci antinfiammatori locali (pomate e cerotti) per amplificare l'effetto di questi ultimi e ridurre il dolore più velocemente.

Infiltrazioni: questo rimedio farmacologico consiste nel somministrare il farmaco direttamente all'interno della parte dolorante mediante una siringa. Le infiltrazioni vengono comunemente fatte con farmaci antinfiammatori come il cortisone, con gel piastrinico, il quale aiuta la rigenerazione dei tessuti danneggiati dal processo infiammatorio, e con acido ialuronico, associato o meno a cortisone, che aiuta la riparazione dei tessuti e combatte l'infiammazione (quando associato a cortisone).

La scelta e il dosaggio del farmaco e la frequenza di somministrazione/applicazione vanno stabiliti dal medico caso per caso in base alla necessità e allo stato infiammatorio del paziente.

Rimedi chirurgici: l’operazione come unica soluzione per la fascite plantare cronica.

La chirurgia è il rimedio utilizzato per chi soffre di fascite plantare cronica, cioè quando l'infiammazione non regredisce nonostante i trattamenti e si protrae per un periodo di tempo superiore ai 12 mesi. L'intervento chirurgico si esegue in endoscopia e prevede di incidere la fascia plantare a livello del punto in cui si inserisce sul calcagno di modo da "liberarla" dallo stato di tensione in cui si trova e agevolare il processo di guarigione dell'infiammazione.

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Margherita Mazzola (Laurea in Biomedicina)

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