Anestesia totale: procedura, tipi, farmaci, effetti e conseguenze

Consulente Scientifico:
Dottoressa Karen Angelucci
(Specialista in farmacia)

L'anestesia totale consiste in una perdita di coscienza indotta nei pazienti che devono sottoporsi ad un intervento particolarmente impegnativo preservandoli dal dolore e dal ricordo degli attimi passati sotto i ferri; in questo articolo approfondiremo questo tema parlando, in particolare: delle fasi, dei farmaci usati, delle eventuali conseguenze e dei possibili effetti collaterali.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Procedura
  3. Farmaci
  4. Conseguenze

Cos'è l’anestesia totale? Caratteristiche. 

L’anestesia totale, anche detta generale è un “sonno” indotto da farmaci nel paziente che subisce un’operazione per evitare che possa sentire dolore e contemporaneamente porre nell’oblio il ricordo degli attimi passati in sala operatoria.

Questa pratica si usa, per lo più per interventi di lunga durata:

Da questa premessa si comprende che non si tratta di un semplice sonno nel quale il paziente potrebbe: muoversi, svegliarsi o sentire l’operato dei medici ma è piuttosto un coma indotto farmacologicamente, temporaneo e reversibile, il quale prevede vari vantaggi:

L'anestesia generale non deve essere presa alla leggera in quanto si tratta di “un’operazione nell'operazione” infatti c'è un medico, chiamato anestesista rianimatore, che si occupa solamente della somministrazione dell'anestesia e del monitoraggio del paziente. Per questo motivo quando si può, si preferisce ricorrere all’anestesia locale che “addormenta” una sola parte del corpo quindi, risulta meno impattante per la persona che rimane vigile e riuscirà a smaltirla in tempi più veloci con meno effetti collaterali, di cui parleremo in seguito.

Chi la fa?

L’anestesista rianimatore, è un medico laureato in medicina che ha fatto, dopo la laurea, un corso di specializzazioni di altri 4 anni. Si occupa di:

  • somministrare l'anestesia totale e locale;
  • vigilare il paziente durante tutta l'operazione e se è il caso attuare tecniche di rianimazione;
  • nel post-operatorio somministra farmaci antidolorifici per calmare il dolore cronico od occasionale.

I farmaci usati nell’anestesia totale agiscono su tre fronti, dando:

L'anestetico può essere somministrato per:

Le fasi e le procedure per l’anestesia generale.

Come abbiamo accennato prima l’anestesia totale è un vero intervento nell’intervento, ed in quanto tale prevede un preciso percorso che accompagni il paziente prima, durante e dopo la somministrazione del farmaco.

Vediamo quindi quali sono le fasi e le procedure.

La visita preparatoria: le informazioni da dare all’anestetista.

Prima di somministrare l’anestesia totale, l’anestesista sottopone il paziente ad una visita preparatoria, si tratta della fase più importante che permette al medico di pianificare minuziosamente l'intervento, evitando qualsiasi rischio; in questa occasione, infatti, si documenterà sulla salute del paziente:

Le informazioni importanti che, in questo frangente, devono essere fornite sono:

Il dottore durante questa visita parlerà con il paziente spiegandogli le fasi dell’anestesia e dell’intervento, se lo vedrà molto spaventato o ansioso potrebbe decidere di somministrare, qualche giorno prima dell’intervento, farmaci ansiolitici e tranquillanti, per farlo arrivare sereno al giorno stabilito, riducendo lo stress.

Infine verranno fatti firmare vari consensi informati: uno relativo all’operazione, un altro per l’anestesia ed uno opzionale nel caso di trasfusioni sanguigne.

Il consenso informato non è un modo per scaricare la responsabilità dai medici in caso di errore ma deve essere compilato a causa dell'Art 32 della Costituzione Italiana che recita:"La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana." Tale modulo è quindi obbligatorio affinchè il personale medico possa eseguire sia l’anestesia che l’intervento.

Come si somministra? L’anestesia totale in pratica.

Come verrà spiegato al paziente durante il colloquio e la visita preliminare ci sono alcune precauzioni da mettere in atto prima del ricovero e la sera prima dell’intervento.

Prima di entrare in sala operatoria bisogna:

Le fasi vere e proprie dell'anestesia sono:

L’anestesia avrà durata diversa a seconda del tipo di operazione alla quale si viene sottoposti, in nessun caso verrà interrotta prima della fine dell’intervento.

Negli ultimi tempi si tende ad usare dei metodi anestetici che combinano varie tecniche per avere un risultato migliore alcune di queste sono:
  • anestesia bilanciata: in cui si induce il sonno con ipnotici per via inalatoria e antidolorifici per via endovenosa;
  • anestesia ibrida: utilizzando la via endovenosa per l’induzione e la via inalatoria per il mantenimento;
  • anestesia integrata: si tratta di un’anestesia totale a cui si aggiunge un’epidurale, una somministrazione di anestetico a livello spinale, per ridurre la quantità di farmaci che raggiungono il sistema nervoso centrale, evitando la maggior parte degli effetti collaterali.

Farmaci usati per l’anestesia totale.

In particolare sono due le classi di farmaci usati per indurre anestesia:

I medicinali specifici utilizzati in caso di anestesia gassosa hanno un' effetto breve, entrano nell'organismo attraverso l'ossigeno che viene trasportato dal sangue, al cervello ed in seguito ai muscoli.

In particolare sono:

I farmaci usati per un’anestesia introdotta con la flebo sono:

Effetti collaterali e conseguenze dell’anestesia generale.

Dopo il risveglio gli effetti collaterali che possono presentarsi sono:

Per quanto riguarda il rischio legato all'anestesia esiste una classificazione a cura dell'American Society of Anesthetology(ASA) che valuta la condizione di salute/malattia del paziente, più il numero è elevato maggiori complicanze (ad esempio: infarto, infezioni e anche morte) potrebbero esserci nella riabilitazione dopo l’intervento:
  • classe 1: paziente in buona salute;
  • classe 2: paziente con patologia sistematica lieve;
  • classe 3: paziente con una patologia di grave entità ma non invalidante;
  • classe 4: paziente con un disturbo severo invalidante che lo pone in pericolo di vita;
  • classe 5: paziente molto grave, sottoponendolo all’intervento non si sa se rimarrà in vita.

Per quanto riguarda i pazienti anziani che presentano un metabolismo rallentato, l'eliminazione del farmaco potrebbe essere più lunga, quindi gli effetti collaterali potrebbero durare da quattro giorni a diverse settimane, ciò dipende anche dall'indole: si dice che l'anestesia accentua i difetti della persona e dalla presenza di malattie croniche come: Parkinson o Alzheimer.

Gli effetti che si riscontrano maggiormente in questo tipo di pazienti sono:

I rischi legati all'anestesia totale sono maggiori:
  • per pazienti fumatori, obesi o affetti da qualche patologia cronica grave;
  • in caso di allergie gravi sconosciute o idiosincrasie ai farmaci usati per indurre l’anestesia. La morte, in questo caso, avviene solo per 1 paziente su 10.000;
  • risveglio del paziente durante l’operazione, chiamato tecnicamente anesthetic awareness, si verificare 1 caso su 1000;
  • in caso di emergenze, in cui l'anestesia viene fatta senza aver prima sottoposto il paziente a una vista di preparazione.

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Karen Angelucci (Laurea in chimica e tecnologia farmaceutica)

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