Aneurisma cerebrale: cause, sintomi, intervento, riabilitazione e conseguenze

Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

L'aneurisma cerebrale è la dilatazione di una vena del cervello, i sintomi con cui si manifesta sono cefalea, abbassamento della vista, confusione mentale, ecc...riconoscerli è fondamentale per intervenire in tempo ed evitare conseguenze che possono essere anche molto gravi. Analizziamo dunque le cause della formazione dell'aneurisma, le terapie e la riabilitazione per il recupero cognitivo in caso di emorragia.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche
  2. Tipologie
  3. Cause e fattori di rischio
  4. Sintomi
  5. Conseguenze
  6. Diagnosi
  7. Intervento
    1. Terapie
    2. Riabilitazione
  8. Prevenzione

Che cos’è l’aneurisma cerebrale?

Con il termine "aneurisma cerebrale" si intende una malformazione, che solitamente è rappresentata da una dilatazione, di uno o più vasi sanguigni del cervello, che può essere di natura congenita o attribuibile a cause esterne. La dilatazione, che assume solitamente una forma di tipo sacciforme, rende le pareti dei vasi fragili, predisponendo il vaso sanguigno alla rottura, e causando emorragia subaracnoidea un evento che, se non trattato tempestivamente, può risultare fatale.

In termini statistici si afferma che circa l'1% della popolazione è affetto da aneurisma cerebrale e che questo colpisca più le donne che gli uomini (in un rapporto di 3:2). Di tutti gli aneurismi cerebrali solo il 15 - 20% vanno incontro a rottura e, di questi, un terzo risulta essere fatale. Quali sono le diverse tipologie e i soggetti che vengono colpiti da questa malattia?

Le diverse tipologie di aneurisma.

Un aneurisma cerebrale, seppur spesso congenito e presente fin dallo stadio di feto o da quello neonatale, prevalentemente si manifesta (va cioè incontro a rottura) in soggetti di età compresa tra i 40 e i 60 anni, e raramente in soggetti giovani, al di sotto di 20 anni di età.

In base a diversi parametri è possibile distinguere diverse tipologie di aneurisma cerebrale.

Distinguiamo, infatti, un aneurisma in base alla forma che prende l'arteria malformata in :

In base alla sede di insorgenza: gli aneurismi possono insorgere in qualsiasi ramo arterioso cerebrale. Più frequentemente la sede di insorgenza è l'arteria comunicante anteriore o l'arteria cerebrale anteriore, ma possono colpire anche le arterie dell'area frontale del cervello, l'arteria comunicante posteriore, la carotide interna, il sifone carotideo, l'arteria basilare e l'arteria cerebrale media. Talvolta l'aneurisma può essere multiplo, cioè colpire più arterie contemporaneamente, o colpire (seppur raramente) le arterie che si trovano nella zona del cervelletto.

Approfondisci le caratteristiche e le cause dell'aneurisma.

In base alla causa un aneurisma cerebrale può essere:

In base alla grandezza della dilatazione avremo:

 In generale se un aneurisma ha una dimensione inferiore ai 7 mm non necessita di trattamento ma solo di monitoraggio poichè il rischio di sanguinamento è basso, viceversa se la dimensione supera i 7 mm è bene trattare il paziente di modo da prevenire il sanguinamento.

Anatomia patologica: la suddivisione in base all'anatomia patologica distingue:

L’aneurisma composto.

Esiste anche un aneurisma composto, che è rappresentato da un aneurisma vero in cui la tonaca avventizia va, con il tempo, incontro ad una rottura. Inoltre quando, causa di una rottura, si divide in due la tonaca intima del vaso sanguigno o di un tratto di vaso sanguigno si determina un aneurisma dissecante.

Cause e fattori di rischio che possono determinare la dilatazione del vaso.

L'aneurisma è una dilatazione arteriosa solitamente di tipo congenito - ereditario o genetico che non è da ricondurre a nessuna causa particolare, sebbene, in alcuni casi, alcune infezioni possano provocare una dilatazione della parete dei vasi.

Più che di cause è invece corretto parlare di fattori di rischio che possono determinare sia la comparsa di un nuovo aneurisma sia la rottura di un aneurisma congenito. Tra i fattori di rischio abbiamo:

Sintomi: riconoscerli è fondamentale per intervenire in tempo. 

Riconoscere i sintomi della rottura di un aneurisma cerebrale è fondamentale al fine di recarsi il più tempestivamente possibile al pronto soccorso per ricevere le cure adeguate. Un aneurisma che si rompe presenta una sintomatologia che solitamente prevede:

Quando l’aneurisma cerebrale è silente o asintomatico?

In alcuni casi l'aneurisma può essere definito silente o asintomatico. In questi casi il mal di testa non è presente ma si hanno sintomi quali problemi alla vista, dolore nella zona oculare, intorpidimento di una parte del viso e dilatazione della pupilla. La rottura di un aneurisma può essere fatale, si stima che nel 30 - 50% dei casi l'emorragia subaracnoidea che si determina porta alla morte il paziente (specialmente nel caso in cui si abbia un aneurisma fulminante che non permette al medico di intervenire per salvare la vita del paziente). Questo è legato al fatto che un'emorragia cerebrale può causare delle conseguenze molto serie.

 Le conseguenze della dilatazione del vaso possono essere anche molto gravi.

I tempi in cui il paziente viene portato al pronto soccorso e viene trattato con le prime cure sono fondamentali. Le conseguenze per cui possono essere:

Quando il paziente arriva al pronto soccorso viene effettuata la diagnosi e la prognosi. Vediamo come.

Diagnosi e prognosi dell'aneurisma cerebrale.

La rottura di aneurisma cerebrale ha un decorso benigno ed una prognosi buona in 1/3 dei casi che si presentano all'osservazione del medico, mentre nei rimanenti 2/3 dei casi la prognosi è sfavorevole (il paziente è in coma) o infausta (si assiste ad un peggioramento progressivo che porta all'exitus del paziente). Per migliorare le possibilità di sopravvivenza è di fondamentale importanza la diagnosi tempestiva che si esegue sia basandosi sui sintomi riferiti dal paziente, qualora lo stato di coscienza non risulta alterato, sia in base a tecniche di imaging tra quali:

Intervento, terapie e riabilitazione.

La terapia chirurgica rappresenta il trattamento di elezione per l'aneurisma cerebrale. Esistono diverse tipologie di intervento, che il medico deciderà di attuare in base ai casi, e che possono essere così riassunte:

Procedura d’intervento.

Entrambi gli interventi vengono eseguiti in anestesia generale e prevedono il ricovero del paziente per un tempo che sarà correlato alla ripresa post - operatoria che varia da paziente a paziente. Di solito questi interventi hanno una buona percentuale di riuscita, che si attesta su percentuali del 95 - 98%. Dopo la dimissione ospedaliera è possibile che il paziente, per avere il completo recupero delle facoltà neuro - cognitive, debba sottoporsi ad una riabilitazione in base ai danni riportati. Per esempio potranno essere utili sedute di fisioterapia, di logopedia o di terapia occupazionale. Attualmente è stata sviluppata una nuova terapia chirurgica per la cura dei cosiddetti aneurismi giganti, il bypass. Mediante questa tecnica si è creato un collegamento tra le arterie cerebrali in modo da garantire l'afflusso di sangue al cervello ed evitare l'insorgenza di un ictus ma, nello stesso tempo, l'applicazione del bypass ha consentito di escludere dal torrente circolatorio la parte di vaso sanguigno contenente l'aneurisma.

Le terapie pre e post intervento.

Tra le altre terapie per il trattamento dell'aneurisma cerebrale (specialmente nel caso in cui non sia immediatamente operabile) abbiamo i farmaci, che vengono utilizzati per lo più per stabilizzare il paziente in attesa dell'esecuzione degli esami diagnostici e l'applicazione di dispositivi per drenare l'eventuale accumulo di liquido intracranico.

Riabilitazione.

 Molti pazienti recuperano gran parte delle funzioni mentali e fisiche, in seguito ad  un'emorragia subaracnoidea, ma a volte persistono sintomi neurologici come debolezza, paralisi, perdita di sensibilità da un lato del corpo, o difficoltà di comprensione o di linguaggio.

In tal caso sono necessarie tecniche di riabilitazione che mirano al recupero fisico e cognitivo che possono durare dai sei mesi a due anni.

Le terapie fisiche comprendono esercizi mirati per la deambulazione, il coordinamento dei movimenti ed il rinforzo muscolare.

La riabilitazione cognitiva va personalizzata in base ai danni riportati e necessita della collaborazione di fisioterapisti, logopedisti, neurologi e famiglia.

Cosa fare se si scopre un aneurisma cerebrale? Le precauzioni da mettere in atto.

Qualora durante un controllo medico si scoprisse di avere un aneurisma congenito, è bene osservare alcune misure preventive per evitarne la rottura. I consigli che andrebbero seguiti sono:

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Margherita Mazzola (Laurea in Biomedicina)

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