Come curare il mal di schiena ? Farmaci, tecniche, esercizi e rimedi naturali

Cosa possiamo fare per curare il mal di schiena, di cui soffrono due persone su tre? Generalmente si può scegliere tra: farmaci (antinfiammatori, rilassanti muscolari, corticosteroidi, analgesici oppioidi); rimedi naturali (fitoterapia) e tecniche (dispositivi che rilasciano calore, massaggi). Approfondiamo.

    Indice Articolo:
  1. Come fare?
  2. Farmaci
  3. Rimedi naturali
  4. Tecniche
  5. Esercizi
  6. Consigli

Come curare il mal di schiena?

Il mal di schiena è un disturbo serio e assai diffuso. Nella maggior parte delle persone colpite il dolore scompare da solo, e questo porta a credere che sia possibile curarlo con trattamenti fai-da-te, senza parlarne con il medico. Questo ragionamento è sbagliato, perché spetta al medico fare diagnosi e presentarci le opzioni terapeutiche più opportune.

Possiamo gestire il dolore alla schiena avvalendoci di:

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, conosciamo il disturbo da trattare.

Generalità sul mal di schiena.

Il mal di schiena comporta una limitazione considerevole delle attività che una persona può compiere, e anche una certa spesa economica, sia per la ricerca di trattamenti che possano risolverlo sia per le assenze dal lavoro.A seconda della durata della sintomatologia, possiamo definire il mal di schiena:

  • acuto (meno di 4 settimane),
  • subacuto (tra 4 e 12 settimane),
  • cronico (più di tre mesi).

Può coinvolgere qualsiasi tratto della colonna vertebrale, ma la regione più interessata è quella lombare: si parla, infatti, di lombalgia. Come mai?Le vertebre lombari presentano dimensioni notevoli, perché devono sostenere il peso del corpo.Al tempo stesso, la porzione lombare della colonna è dotata di una certa libertà di movimento - permette la flessione, l’estensione, l’inclinazione laterale e, cosa molto importante, la rotazione; questo fatto la rende meno stabile della porzione sovrastante, quella toracica.

Le cause di dolore alla schiena sono tante. Vediamone alcune:

  • postura scorretta,
  • malattie congenite, come la spina bifida occulta,
  • traumi della colonna vertebrale,
  • ernia del disco,
  • malattie reumatiche, come la spondilite anchilosante,
  • malattie degenerative, come la stenosi (restringimento) del canale vertebrale.
  • osteoporosi,
  • infezioni, come l’osteomielite vertebrale,
  • dolore riferito alla schiena, proveniente da un organo addominale o pelvico,
  • neoplasie, solitamente metastasi ossee,
  • dolore idiopatico (del quale non è nota la causa).

Farmaci usati per la lombalgia.

Esistono diverse classi di farmaci prescritti allo scopo di alleviare o eliminare il dolore:

Vedremo che si tratta di molecole con meccanismi d’azione assai diversi tra loro, sulle quali sono stati condotti numerosi studi scientifici.

Approfondisci quali sono i farmaci per il mal di schiena.

Farmaci antinfiammatori non steroidei.

I FANS sono tra i farmaci più conosciuti perché esistono diverse specialità da banco, che possono cioè essere acquistate senza la prescrizione del medico.

Sono molecole che trovano largo impiego nelle patologie dell’apparato muscolo-scheletrico; hanno un’azione analgesica che dipende dall’effetto antinfiammatorio.

I FANS agiscono inibendo un enzima chiamato cicloossigenasi (COX). Quest’ultimo è responsabile della produzione di mediatori dell’infiammazione chiamati prostaglandine.Le prostaglandine inducono una iperalgesia nei tessuti, significa che riducono la soglia del dolore.

Esempi sono il diclofenac e l’ibuprofene; il paracetamolo viene considerato un FANS sebbene praticamente non possieda un effetto antinfiammatorio, perché condivide con questi farmaci il potere analgesico.

Secondo le nuove linee guida sul trattamento del mal di schiena dell’American College of Physicians, ACP (pubblicate su Annals of Internal Medicine, 2017) i FANS sono considerati i farmaci di prima scelta sia per il mal di schiena acuto/subacuto, che cronico, nel momento in cui le opzioni non farmacologiche (esercizio etc.) non riescono da sole a far star meglio la persona.

Evidenze di qualità moderata suggeriscono che i FANS comportino una lieve riduzione del dolore comparati al placebo (una preparazione che non contiene principio attivo).Per quanto riguarda la funzionalità, intesa come capacità di compiere movimenti, nelle persone con dolore acuto/subacuto si è osservato un lieve miglioramento (evidenze di bassa qualità) che non si è osservato nei pazienti con dolore cronico.

Invece, le linee guida aggiornate non consigliano il paracetamolo, poiché non sono state riscontrate differenze tra questa molecola e il placebo (evidenze di bassa qualità).

L’uso continuativo di FANS è associato soprattutto ad effetti collaterali di tipo gastrico, con bruciore e formazione di ulcere; questo perché le prostaglandine vengono prodotte quotidianamente nella mucosa gastrica per il loro effetto protettivo.

Rilassanti muscolari per le contratture della schiena.

Gli SMR sono farmaci che riducono il dolore generato dalla contrazione eccessiva dei muscoli, che può essere provocata da traumi, strappi o dalla compressione di un nervo spinale.

Un esempio è la ciclobenzaprina; secondo le nuove linee guida ACP è possibile usare i SMR nel trattamento della lombalgia acuta e subacuta in alternativa ai FANS.

Evidenze di qualità moderata hanno mostrato che i rilassanti muscolari possono alleviare a breve termine il dolore, meglio del placebo.

L’effetto collaterale più importante dei rilassanti della muscolatura è rappresentato dalla sedazione: infatti l’uso di macchinari o la guida di un veicolo sono controindicati nel momento in cui si assume un farmaco di questo tipo; una soluzione potrebbe essere l’uso nelle ore notturne.

Corticosteroidi.

Si tratta di farmaci sintetizzati a partire da ormoni prodotti nel nostro organismo, chiamati glucocorticoidi.

Sono capaci di ridurre il dolore perché sono antinfiammatori; ma rispetto ai FANS hanno uno spettro d’azione più vasto, perché agiscono a monte del processo, sul DNA, influenzando l’espressione genica e quindi la produzione di mediatori dell’infiammazione.

I corticosteroidi sono largamente usati per trattare il mal di schiena associato alla radicolopatia, il danno delle radici nervose.

Questa condizione può essere provocata:

  • dalla stenosi vertebrale; il restringimento del canale vertebrale può essere provocato da patologie come la spondilite anchilosante o anche dal fumo di sigaretta
  • da un’ernia discale; la degenerazione dell’anello fibroso permette la protrusione del nucleo polposo del disco all’interno del canale vertebrale.

Entrambe possono portare alla compressione delle radici nervose e quindi al danno e al dolore.

Curiosità.

Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine (Friedly et al. 2014) valutava gli effetti di iniezioni epidurali, tra la dura madre e le pareti del canale vertebrale, di corticosteroidi più lidocaina, confrontandoli con iniezioni di anestetico locale da solo.Lo studio ha coinvolto 400 partecipanti e gli autori sono rimasti sorpresi quando hanno osservato che dopo 6 settimane i glucocorticoidi non mostravano un effetto superiore nel ridurre la percezione del dolore e della disabilità, rispetto alla lidocaina da sola.Tra le ipotesi formulate per spiegare questo risultato c’è l’effetto placebo.È stato pubblicato un editoriale di commento allo studio di Friedly e colleghi, nel quale si osserva che purtroppo le alternative di trattamento sono poche e su alcuni pazienti i corticosteroidi sono efficaci, per cui potrebbero continuare ad usufruire delle iniezioni di farmaco.

Gli effetti collaterali associati all’uso di corticosteroidi insorgono quando vengono usati per lunghi periodi. Sono in grado di arrestare la sintesi degli ormoni glucocorticoidi endogeni, hanno un effetto diabetogeno, determinano osteoporosi, per citarne alcuni; infatti vengono usati in situazioni particolari, e sempre valutando il rapporto rischio/beneficio.

Analgesici oppioidi per il dolore alla schiena.

Questi farmaci possono essere di origine naturale, come la morfina, oppure sintetica, come idromorfone e ossicodone.

Gli oppioidi alleviano il dolore modificando l’attività dei neuroni. Si legano a recettori, indicati con la lettera greca μ, e riducono la trasmissione dello stimolo dolorifico lungo il midollo spinale; altra cosa molto importante è che riducono l’ansia e l’angoscia scatenate dal dolore, dando una sensazione di benessere; si dice che agiscono sulla componente emotiva del dolore.

Il farmaco tramadolo viene incluso tra gli oppioidi, pur avendo un meccanismo particolare; infatti è meno efficace sui recettori μ rispetto alla morfina, tuttavia aumenta l’attività delle vie nervose serotoninergiche e noradrenergiche, che inibiscono la trasmissione del dolore lungo il midollo.

Gli oppioidi non sono farmaci da banco. Vengono prescritti nel momento in cui altre terapie farmacologiche, in questo caso a base di FANS, falliscono, soprattutto se stiamo parlando di pazienti con dolore alla schiena cronico o dolore generato da un cancro.

Le linee guida dell’American College of Physicians consigliano di tentare prima col tramadolo, e di usare gli oppioidi con meccanismo “classico” come ultima opzione di scelta.

Evidenze di qualità discreta mostrano che sia il tramadolo, che gli oppioidi come l’idromorfone, sono associati a un piccolo miglioramento del dolore e della funzionalità rispetto al placebo nei pazienti con dolore alla schiena cronico.

La scelta di prescrivere a una persona degli oppioidi per il mal di schiena avviene dopo una valutazione di rischi e benefici: sono responsabili di effetti collaterali importanti, come nausea e vomito, la sedazione, la depressione respiratoria, oltre alla possibilità che si sviluppi dipendenza dal farmaco.

Rimedi naturali: la fitoterapia per i dolori di schiena.

Abbiamo visto che il mal di schiena può derivare da uno stato infiammatorio dell’apparato muscolo-scheletrico.

Esistono degli estratti di piante, o di parti di esse, che hanno dimostrato un effetto antinfiammatorio, per esempio:

Questi fitoterapici possono essere somministrati per via orale, o anche per via topica, sotto forma di creme. È possibile associarli.

La loro efficacia nel trattamento del mal di schiena è stata valutata dal gruppo Cochrane (2014), che periodicamente raccoglie gli studi condotti su un certo argomento e fa delle revisioni sistematiche.

Una dose standardizzata di arpagoside o di corteccia di salice è stata paragonata:
  • al placebo (che ricordiamo è una sostanza biologicamente inattiva),
  • al rofecoxib (un FANS di nuova generazione).

I partecipanti agli studi avevano un’età media di 52 anni e soffrivano di una lombalgia non specifica.

È stato visto che riducevano il dolore più del placebo e più o meno allo stesso modo di una dose standardizzata del farmaco scelto per il confronto.

Però si trattava di studi di bassa qualità che non verificavano gli effetti a lungo termine di questi fitoterapici; inoltre, il rofecoxib è stato ritirato dal commercio qualche anno fa perché aumentava il rischio cardiovascolare, per cui sarebbe l’ideale fare un confronto con farmaci che ancora vengono usati.

Tecniche per trattare il dolore alla schiena.

Sia il mal di schiena acuto, che quello subacuto sono caratterizzati da un’ottima prognosi; questo vuol dire che la maggior parte delle persone colpite migliora col tempo, a prescindere da un trattamento farmacologico.

Alcune delle tecniche esaminate dagli esperti che possono determinare un miglioramento del dolore alla schiena sono:

Esercizi per avere muscoli lombari e muscoli addominali più forti.

È appurato che rimanere a letto per il mal di schiena può essere utile per uno, massimo due giorni. Senza dubbio è importante rimettersi in moto il prima possibile, evitando lavori pesanti che possono peggiorare il nostro mal di schiena.

Gli esercizi che proporremo servono a rinforzare i muscoli del dorso, che controllano i movimenti della colonna vertebrale, e anche i muscoli dell’addome, perché la stabilità della nostra schiena dipende anche da una parete addominale robusta!

Sono esercizi semplici che possono essere fatti a letto senza alcuna attrezzatura e in particolare si tratta di:

Vediamoli meglio!

Esercizi per rinforzare i muscoli della regione lombare.

Iniziamo con la descrizione dell’esercizio per rafforzare i muscoli lombari.

Esercizi per rinforzare i muscoli della parete addominale.

Di seguito elenchiamo gli esercizi per allenare i muscoli della parete addominale.

Stretching.

Vediamo quali sono gli esercizi per allungare la colonna vertebrale.

Esercizi per la mobilità della colonna vertebrale.

Elenchiamo, infine, alcuni esercizi per aumentare la flessibilità della schiena.

Attenzione!

Non dimentichiamo che chi soffre di mal di schiena dovrebbe evitare di:

  • fare degli sport che prevedono l’atto di saltare, come la pallacanestro, la pallavolo e il calcio
  • fare esercizio sottoponendo la schiena a un carico, come un bilanciere; se proprio non si può fare a meno di usarlo meglio prenderlo con le mani che tenerlo sulle spalle.

Come possiamo prevenire la lombalgia? Consigli utili.

Considerato che la lombalgia spesso è il risultato di una postura scorretta quando dormiamo o durante le attività quotidiane, o di altre abitudini scorrette, vediamo pochi e semplici suggerimenti per imparare ad amare di più la nostra schiena. Perché si sa, meglio prevenire che curare.

Primo suggerimento.

Adottare una postura corretta mentre:

  • Si lavora. Questo vale soprattutto per chi studia e chi fa lavoro d’ufficio. Bisogna stare seduti occupando l’intero sedile, tenendo il bacino vicino allo schienale, e non lavorare con la schiena curva.
  • Si sollevano pesi. Bisogna piegare le ginocchia e sollevare il peso tenendolo vicino al corpo. Se un oggetto è troppo pesante per noi, meglio lasciar da parte l’orgoglio e farci aiutare da qualcuno! I carichi, ad esempio la spesa, vanno distribuiti equamente su entrambe le braccia.
  • Si dorme. La posizione migliore è quella fetale, perché è quella che più rispetta le curvature fisiologiche della colonna; possiamo mettere un cuscino tra le ginocchia flesse per contribuire a scaricare il peso degli arti inferiori. Se si dorme a pancia in su, il cuscino va messo sotto le ginocchia, in modo che la parte lombare della colonna poggi completamente sul letto, rilassata. Se invece non si può fare a meno di dormire a pancia in giù, il cuscino va messo sotto la pancia.
  • Ci si sveglia. Esiste una strategia per alzarsi la mattina senza avere dolore: partendo dalla posizione supina bisogna piegare le ginocchia, ruotare sul fianco, portare le gambe giù dal letto, e contemporaneamente mettersi in posizione seduta facendo leva sulle braccia.
Secondo suggerimento.

Fai attività fisica per mantenere la colonna, con le sue articolazioni e il suo sistema di legamenti, e i muscoli in allenamento. Gli esercizi presentati nel capitolo precedente sono adatti anche per fare prevenzione.

Terzo suggerimento.

Segui una dieta sana:

  • non saltare i pasti, la colazione in particolare, perché è il pasto più importante della giornata;
  • cerca di assumere tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, non esagerare con i grassi e gli zuccheri semplici;
  • assumi la quantità di calorie giusta per te, perché il sovrappeso contribuisce ad affaticare la schiena, ed ecco che arriva il dolore.
Quarto suggerimento.

Non fumare. Il fumo di sigaretta contiene diverse sostanze che alterano il trasporto dell’ossigeno ai tessuti (come il monossido di carbonio), mentre altre provocano una vasocostrizione. Per questa ragione si riduce l’apporto di ossigeno e nutrienti alle vertebre e ai dischi intervertebrali, i quali sfruttano i vasi sanguigni vertebrali, le sostanze di scarto si accumulano e gradualmente si hanno delle alterazioni degenerative dei dischi e della colonna, che provocano dolore.

Curiosità.

Alcune persone ritengono che la nicotina allevi un po’ il dolore, ma non è così.Uno studio condotto da tre università statunitensi, e che ha coinvolto più di 5300 persone con dolore cronico alla schiena, ha utilizzato una scala che misura il dolore visivamente. In questo modo i ricercatori hanno osservato che i non fumatori e gli ex-fumatori sentivano un dolore meno intenso rispetto a chi, invece, fumava: questo significa che un trattamento per il mal di schiena funziona di meno nei fumatori (Journal of Bone and Joint Surgery).

Arrivati alla fine di questo articolo, possiamo dire che due fatti emergono per la loro rilevanza: il primo è l’importanza della prevenzione, il secondo è la necessità di studi di alta qualità che ci permettano di perfezionare il trattamento del mal di schiena.

Anche se i fitoterapici e alcuni farmaci sono disponibili senza prescrizione medica, è sempre bene parlare con un esperto del proprio mal di schiena, perché se viene curato per niente o male diventa una causa di disabilità.

Informazioni Sugli Autori: Giada Zanza (Medicina e Chirurgia)

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