Fibromialgia muscolare: sintomi, terapia, cure, cause e diagnosi

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Quali sono i sintomi della fibromialgia muscolare? Quali sono le cause di questa complessa patologia e qual'è la terapia che la medicina propone per curarla? Approfondiamo il tema: dalla diagnosi ai possibili trattamenti.

    Indice Articolo:
  1. Cos'è la fibromialgia?
  2. Cause della sindrome
  3. Sintomi
  4. Diagnosi
  5. Terapia
  6. Prognosi
  7. Epidemiologia della malattia

Cosa è la fibromialgia?

La fibromialgia è una sindrome reumatica che interessa l’apparato muscolare tendineo, è una malattia che era già nota nei primi anni del 1800. Si dovette però attendere gli inizi del 900 per avere una sua teorizzazione. Il neurologo inglese Govers infatti, nel 1904 denominò la malattia fibrosite considerandola una infiammazione dei muscoli. Solo nel 1940 si riuscì ad escludere ogni natura infiammatoria di essa e si iniziò a considerarla una patologia con una fortissima componente psicologica. Si è dovuto poi attendere il 1978 per giungere alla odierna interpretazione delle cause della malattia e addirittura il 1994 affinché fosse stilato un preciso protocollo diagnostico.

Panoramica generale: affaticamento anche dopo sforzi relativamente modesti con vistosa riduzione della forza muscolare tanto da rendere le comuni azioni quotidiane, se non impossibili da svolgersi, lente e impacciate.

E' caratterizzata da un insieme di sintomi dei quali i più comuni sono:

La sindrome può essere suddivisa in 2 diverse tipologie ognuna con diverse connotazioni:

Fibromialgia generalizzata in cui il dolore e la rigidità muscolare sono diffusi in tutto il corpo e che a sua volta può essere:

Fibromialgia localizzata in cui dolore e rigidità si manifestano in zone delimitate quali mandibola, collo e spalla, ma che spesso si diffondono poi in tutto il corpo trasformandosi in fibromialgia generalizzata. Una variante della fibromialgia localizzata è la mio-fasciale che interessa varie parti del corpo quale quella temporomandibolare che colpisce i muscoli ai lati del volto.

Cause.

A tutt’oggi la reale eziologia della sindrome primaria è ancora sconosciuta. Si ipotizzano svariate cause di seguito ne riportiamo quelle più accreditate.

Le cause invece della sindrome secondaria sono ben note ed essa è una complicanza di malattie quali:

La fibromialgia localizzata è spesso causata da strappi muscolari.

Sintomi.

I sintomi principali di tutte le tipologie di fibromialgia sono:

E precisamente sono posizionati:

Alla base del collo.
Alla base della testa posteriormente nella zona occipitale in prossimita della partenza della colonna vertebrale.
Anteriormente in prossimità dell’inserzione della seconda costola allo sterno.
Posteriormente a metà della spalla in prossimità del bordo.
Posteriormente a metà della scapola in prossimità del bordo.
Posteriormente sulla parte alta del gluteo.
Posteriormente sulla coscia subito al di sotto del gluteo.
Anteriormente sull’avambraccio in prossimità dell’articolazione col braccio.
Anteriormente sul ginocchio.
  •  Rigidità. Sensazione che come nelle patologie artrosiche è presente essenzialmente al risveglio e che si scioglie con il movimento.
  • Gravi problemi del sonno con difficoltà ad addormentarsi e risvegli ripetuti. Situazione che impedisce il riposo ristoratore ed acuisce una difficoltà di movimenti già di per se compromessa.

A questi sintomi tipici della sindrome fibromialgica generalmente si affiancano un gran numero di altre manifestazioni che possono non essere tutte presenti o presenti nello stesso momento e che così sì riassumono:

  • Dolore resistente al trattamento con i comuni antidolorifici e antinfiammatori come possono essere i FANS (antinfiammatori non steroidei : paracetamolo, salicilati, etc.).
  • Cefalea e/o emicrania.
  • Parestesia. Ossia formicolii, sensazione di punture di spillo, intorpidimento degli arti inferiori e superiori.
  • Crampi muscolari. Particolarmente presenti nelle ore del riposo notturno.
  • Giramenti di tesa e vertigini e generalmente problemi di equilibrio.
  • Problemi agli occhi. Con secchezza e visione sfocata e fotofobia.
  • Problemi all’orecchio. Con acufeni e come già accennato compromissione dell’equilibrio.
  • Problemi alla pelle. Con accentuata sensibilità e secchezza.
  • Eccessiva sensibilità di olfatto, vista ed udito. Insofferenza a suoni, luci ed odori particolarmente intensi.
  • Problemi gastrici e digestivi. Caratterizzati da pirosi (bruciori) e digestione faticosa.
  • Irritabilità dell’intestino. Con dolori addominali ed alternanza di diarrea e stipsi.
  • Leggere alterazioni della temperatura corporea.
  • Infiammazione a carattere cronico della regione anatomica del vestibolo della vulva (vestibolite).
  • Alterata percezione del caldo e del freddo.
  • Intolleranza alle temperature climatiche troppo elevate o troppo basse.
  • Confusione mentale ed intorpidimento.
  • Difficoltà a concentrarsi.
  • Gravi problemi psicologici. Come depressione, ansia continua ed attacchi di panico.
  • Meteoropatia. Umore influenzato dai cambiamenti climatici e stagionali.

Puoi approfondire i sintomi della fibromialgia che più che una vera patologia è un insieme di disturbi correlati tra loro.

Diagnosi: indagini per accertare la fibromialgia muscolare.

La diagnosi della sindrome fibromialgica è particolarmente complessa ed anzi per molti anni non la si diagnosticava affatto attribuendo ai disturbi lamentati dai pazienti una natura psicosomatica. La diagnosi è particolarmente complessa perchè non esiste alcuna indagine ematica o di altro tipo che possa confermarla. Infatti, il paziente presenta ad un esame ematochimico parametri infiammatori e anticorpi nucleari perfettamente nella norma.

La diagnosi è perciò basata esclusivamente sull'osservazione del quadro clinico ossia sull’analisi dei sintomi e segni. Dove i sintomi sono i disturbi accusati dal paziente e i segni sono quelli constatati dal medico specialista. Da quel che si è detto fin ora è abbastanza evidente che con una sindrome così complessa non è facile giungere ad una diagnosi precisa. La situazione è poi resa ancora più complessa dal fatto che molti dei sintomi e segni sono aspecifici nel senso che sono comuni a molte altre patologie come possono essere: la polimialgia reumatica, la sindrome di Sjogren, la polimiosite, etc.

Lo specialista deputato alla diagnosi è il reumatologo che per effettuarla si avvale di un protocollo diagnostico standardizzato. Protocollo i cui punti salienti sono:

  • Analisi anamnestica  con palpazione dei 18 tender points descritti di cui almeno 11 devono risultare doloranti.
  • Sovente per escludere altre patologie il reumatologo prescrive esami come: radiografia, risonanza magnetica, scintigrafia.

Terapia: cura e trattamenti.

Date le caratteristiche della malattia e la non conoscenza delle cause il trattamento non è univoco (non esiste un preciso protocollo di cura) e viene di norma ritagliato sul paziente dallo specialista anche dopo vari tentativi che possono risultare infruttuosi. Le terapie che più frequentemente si usano sono:

  • Riposo e fisioterapia. Si parte col riposo assoluto dei primi giorni per poi proseguire con un programma di attività fisioterapica concordata con uno specialista L’attività che nel tempo ha dato i miglior risultati è il nuoto.
  • Terapia farmacologica. Presuppone somministrazione di antidolorifici ed antinfiammatori per tenere sotto controllo la sindrome dolorosa. Si prescrivono anche miorilassanti per distendere e rilassare le fasce muscolari contratte ed irrigidite e antidepressivi per controllare i problemi psicologici. 
  • Terapia psicologica. Serve ad evitare che il paziente, che non vede miglioramenti tangibili nel breve periodo, divenga preda della depressione.

Conseguenze e prognosi della malattia.

Sebbene la sindrome fibromialgica sia particolarmente gravosa, spesso influenza molto negativamente la qualità della vita di chi ne soffre, non è una malattia pericolosa per la salute del paziente. L’unica conseguenza che può derivare da un suo eccessivo protrarsi è l’insorgere della patologia gastroenterica del colon irritabile.

La cura della malattia è lunga e difficile e richiede costanza e collaborazione con lo specialista anche se non è pericolosa per la salute tranne per i risvolti psicologici.

Nel nostro paese contrariamente ad altre realtà europee la fibromialgia non è considerata invalidante. Tutto ciò nonostante le forti limitazioni che la malattia impone alle capacità lavorative di chi ne soffre.

Epidemiologia.

La fibromialgia muscolare è una malattia molto più frequente nelle donne che non negli uomini. Il rapporto è infatti pari a 1:9. Nel mondo infatti l’incidenza tra gli individui di sesso femminile supera abbondantemente il 3% della popolazione.  L’età dei soggetti in cui la malattia si presenta è tra i 20 ed i 45 anni.

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