Raffreddore: sintomi, cause, prevenzione, cure, farmaci e rimedi naturali

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Quali sono le cause del raffreddore comune? Come avviene il contagio e quali sono i sintomi della rinofaringite? Quali sono i rimedi più efficaci per curare il malanno? Quando bastano le cure della nonna o i rimedi naturali e quando invece è necessario ricorrere ai farmaci? Rispondiamo a queste ed altre domande sul disturbo.

    Indice Articolo:
  1. Cos'è?
  2. Contagio
  3. Sintomi
  4. Diagnosi e complicanze
  5. Prevenzione
  6. Cure
  7. Farmaci
  8. Rimedi della nonna
  9. Rimedi naturali ed omeopatia
  10. Bambini e neonati

Il raffreddore o anche rinofaringite acuta è un’infezione virale dell’epitelio delle mucose delle vie respiratorie superiori e con più precisione di: naso, seni paranasali, gola, laringe e faringe che compare sistematicamente all'inizio di ogni stagione autunnale Esistono oggi più di duecento virus da raffreddore per cui è frequente, nell'arco dell'anno, prendere varie ricadute da virus diversi. Il raffreddore si trasmette per via aerea attraverso starnuti o semplicemente parlando per cui il contagio è rapido e può avviene in ogni ambiente. E’ stato stimato che in media, in un anno, un adulto si ammala di raffreddore dalle 2 alle 4 volte ed un bambino anche dalle 10 alle 12 volte. Anche se è una malattia assolutamente banale che non comporta alcun rischio per il paziente e guarisce nel giro di qualche giorno, l’impatto economico che esso produce è impressionante. E’ stato infatti stimato che solo per l’assenza dal lavoro esso costa alla collettività, ogni anno, una cifra stimabile in miliardi di euro. Non esiste una cura contro il raffreddore ma solo rimedi contro i fastidiosissimi sintomi quali naso otturato, muchi, tosse e a volte febbre. Il portale dei medicina da utili informazioni sulle cure ed i rimedi naturali di tale patologia, sulle possibili degenerazioni e soprattutto sui possibili accorgimenti per prevenire ed evitare il contagio.

Cosa è il raffreddore?

Il raffreddore è la più diffusa e comune malattia dell'apparato respiratorio e si manifesta attraverso la produzione molto abbondante di muco che ostacola il movimento dei peluzzi di cui è rivestita la cavità interna dell'apparato respiratorio, che hanno il compito di trattenere la polvere ed i minuscoli corpi estranei presenti nell'aria in modo da non farli giungere agli alveoli polmonari, compromettono il rifornimento di ossigeno a tutte le cellule del corpo. Il raffreddore è la conseguenza di una infezione che può essere causata da svariati agenti infettivi. Infatti nonostante i ceppi virali siano sono solo tre e precisamente: Rinovirus, Coronavirus e Adenovirus, le sottospecie sono invece numerosissime.

I Rinovirus che procurano circa il 60% del totale dei raffreddori sono costituiti infatti da più di 100 sottotipi differenti.

I Coronavirus che coistituiscono il 15% del totale si dividono in 2 sottospecie differenti.

Gli Adenovirus si distinguono in almeno 50 sottospecie distinte.

E come se non bastasse alla lista dei microorganismi capaci di provocare il raffreddore si aggiungono anche i virus Sinciziali e Parainfluenzali e sembra anche alcuni batteri come le Chlamidia ed i Mycoplasma. E' evidente che un numero di agenti infettivi così imponente è tutt’altro che semplice da curarsi.

Come avviene il contagio?

IL contagio avviene per contatto diretto con un soggetto infetto. I virus sono contenuti nelle secrezioni nasali e salivari dell’ammalato, questi toccandosi naso e bocca e poi toccando altre persone o oggetti diffonde l’infezione. Più difficile è la diffusione attraverso le microscopiche particelle di saliva e muchi diffuse negli ambienti da starnuti e colpi di tosse. Il fatto che la malattia sia contagiosa nei primissimi giorni in cui si sviluppa, e quindi quando la sintomatologia è blanda, favorisce ulteriormente il diffondersi dell’epidemia perchè non impedisce all’ammalato di recarsi a scuola o al lavoro. Il clima, i colpi di freddo, l’alimentazione ed anche lo stato di salute generale non influenzano la predisposizione al contagio.

La constatazione che le epidemie si scatenano quasi sempre in inverno dipende semplicemente dalle abitudini di questi periodi a soggiornare più a lungo in luoghi chiusi ed affollati dove il virus ha un ottimo terreno di coltura. In estate dove gli ambienti sono areati i maniera più che adeguata il contagio è più difficile.

Pericolosi se non dotati di appositi sistemi di filtraggio antibatterici sono gli impianti di area condizionata centralizzati. Questi possono divenire terreno di coltura di svariati agenti patogeni e quindi anche dei virus del raffreddore. Famigerato è il caso dell’albergo di Filadefia in cui nel 1976 durante un congresso dell’ American Legion si sviluppò attraverso le tubazioni dell’impianto di condizionamento la famosa infezione di Legionella che provocò 34 morti.

Per prevenire il raffreddore comune è consigliabile dunque rinnovare periodicamente l'aria negli ambienti per evitare che vi si accumuli troppa anidride carbonica. Sempre per preservare gli organi respiratori non è conveniente passare da un ambiente ad un altro che abbia una temperatura molto diversa, così come è bene non respirare aria troppo secca.

Quali sono i sintomi del raffreddore?

La sintomatologia della malattia esordisce in maniera blanda dopo 1 o 2 giorni dal momento in cui il virus è penetrato nell’organismo e procede aggravandosi. I sintomi più comuni sono:

Naso congestionato che cola. Il primo segno è una sorta di prurito al naso che provoca starnuti che sono un'espirazione violenta in risposta ad una stimolazione della mucosa nasale.. Successivamente intervengono le secrezioni nasali che all’esordio sono acquose e costituite da muco trasparente e col tempo divengono consistenti e appiccicose con colorazione giallo verdognola. In qualche occasione si può avere perdita di sangue dal naso per la rottura dei capillari provocata dalla congestione della mucosa.

Bruciori e mal di gola. Accompagnati spesso da raucedine.

Cefalea e testa pesante. Il mal di testa è generalmente accompagnato da malessere generalizzato e spesso da dolori articolari e muscolari.

Stanchezza ed affaticamento.

Lacrimazione, bruciore degli occhi ed occhi rossi.

Ingrossamento dei linfonodi del collo.

Tosse che è un movimento involontario causato dalla presenza di corpi estranei nella trachea.

Febbre. Non sempre è presente ed in generale se c’è non raggiunge temperature elevate mantenendosi al di sotto dei 38°C.

La guarigione e quindi la completa remissione della sintomatologia avviene in un periodo che va dai 4 ai 10 giorni. La sola tosse può perdurare anche per più di 2 settimane.

Diagnosi e possibili complicanze.

La diagnosi della rinofaringite non richiede normalmente alcuna analisi particolare. Ed il medico la effettua basandosi su: analisi di sintomi e segni, visita medica del paziente.

Il raffreddore è una malattia di per se innocua, ma può portare complicazioni seri quali bronchiti e polmoniti..

Le complicanze fortunatamente sono abbastanza rare e comunque sono più comuni in bambini ed anziani perché i primi hanno il sistema immunitario non ancora formato ed i secondi perché hanno spesso problemi di immuno compressione. Le complicanze più comuni possono così riassumersi:

Asma. Condizione per cui in soggetti sofferenti le vie aeree a causa di vari stimoli, tra cui reazioni allergiche, si restringono con uno spasmo in maniera reversibile provocando difficoltà respiratorie.

Otite. Infezione ad opera di batteri dell’orecchio interno. L’infezione batterica è una conseguenza della primaria infezione virale che provoca congestione nasale e quindi ostruzione del drenaggio dei muchi che si accumulano nell’orecchio divenendo terreno di coltura per il proliferare di colonie batteriche. Provoca febbre alta e dolore all’orecchio.

Sinusite. Infezione batteriche dei seni paranasali. Anche in questo caso la primaria infezione virale provoca congestione delle mucose nasali e mancato drenaggio dei muchi che invadono le cavità paranasali divenendo terreno fertile per l’infezione e la proliferazione batterica.

Tracheiti. Processo infiammatorio della trachea in generale ad opera di batteri che si sovrappone all’infezione virale di raffreddore che proviene dalle vie aeree superiori.

Bronchite. Infiammazione delle pareti dei bronchi che si diramano dalla trachea provocata in generale da virus ma anche da batteri.

Polmoniti. Infiammazioni degli alveoli polmonari e dei tessuti circostanti.

Fattori di rischio che propiziano il contagio e consigli per una prevenzione efficacie del raffreddore.

La miglior prevenzione come sempre sarebbe costituita da una vaccinazione. Purtroppo a tutt’oggi per il raffreddore non esistono ancora vaccini. Nonostante la ricerca medica sia giunta ad un punto tale da conoscere quasi tutto sulla malattia non si è ancora riusciti a mettere a punto un vaccino. Le difficoltà sono notevoli. Le tipologie virali come visto sono numerose ed inoltre ogni anno si evolvono mutando e perciò risulta problematico mettere a punto un vaccino che riesca a contrastarli tutti. Si potrebbe tentare di individuare una porzione dei vari genomi virali che risulti comune a tutti e che attaccarla attaccarla con un solo vaccino universale. Purtroppo si è stimato che la somma che bisogna investire per lo sviluppo di un farmaco supera abbondantemente i 700 milioni di dollari e le aziende farmaceutiche perciò non sono propense ad investire una somma così rilevante per una malattia tutto sommato banale e che dura pochi giorni. Il rischio è che il ritorno economico potrebbe non garantire l’investimento iniziale. Pertanto la prevenzione consiste ancora nel tentativo di minimizzare i fattori di rischio:

Come curare la rinofaringite? Farmaci, rimedi naturali e trattamenti omeopatici contro il raffreddore.

La cura per il raffreddore serve in effetti a curare i sintomi, per cui consisterà in medicinali per alleviare la tosse, e nell'assunzione di liquidi per combattere la disidratazione.

Se i sintomi sono blandi non occorre chiamare il medico. La miglior cura consiste nel rimanere a casa in ambiente caldo ma non eccessivamente (20/22°C) correttamente umidificato (umidità relativa del 60% circa se necessario ricorrere ad un umidificatore) e lontano dagli altri in modo da non diffondere l’infezione. Importante è una adeguata assunzione di liquidi meglio se caldi e dolcificati con miele e quindi te tisane per facilitare la fluidificazione delle secrezioni.

Di notte se il naso ostruito rende difficoltoso il sonno e la respirazione provocandocon la bocca provocas secchezza del cavo orale è possibile aiutarsi con cerotti nasali: il riposo è essenziale per il buon funzionamento del sistema immunitario.

Terapia farmacologica.

Se la sintomatologia è severa occorre invece contattare il medico per escludere eventuali complicanze. Questi prescriverà dei farmaci che come abbiamo già detto servono solo a contenere i sintomi e non a combattere l’infezione. Essi possono così essere riassunti:

Analgesici ed antipiretici. Servono ad abbassare la febbre che comunque di norma è una febbricola e perciò di rado supera i 38°C. Ed a contenere i dolori. I più comuni sono: il paracetamolo venduto col nome commerciale Tachipirina®o Efferalgan®, l’acido acetilsalicilico nome commerciale Aspirina® o l’ipobuprofene venduto come Nureflex®. E importante tener presente che l’aspirina non va somministrata ai bambini per il rischio della sindrome di Reye.

Decongestionanti locali. Venduti come spray che riducono la congestione ed il trofismo delle mucose liberando il naso ostruito. I più comuni sono l’ossimetazolina venduto col nome commerciale Vick Sinex®, Nafazolina nome commerciale Rinazina®. Offrono sollievo immediato per la congestione ed ostruzione del naso ma vanno utilizzati solo per un periodo ben determinato massimo tre giorni altrimenti alla sospensione determinano congestione nasale di rimbalzo.

Antistaminici. Alleviano il prurito nasale e gli starnuti e liberano il naso. I più comuni sono Bromfeniramina noto col nome commerciale di Actifed®e la Desclorfeniramina nome commerciale Polaramin®. Gli antistaminici hanno severi effetti collaterali tra cui i più importanti sono la sonnolenza e le vertigini.

Espettoranti. Fluidificano i muchi e ne favoriscono l’eliminazione con la tosse. Il più comune è la Guaifenesina venduto come Broncovanil®ed anche l’acetilcisteina in compresse venduta come Acetilcisteina Eg®

Calmanti della tosse. Sono in generale derivati oppiacei che agiscono a livello di sistema nervoso centrale bloccando lo stimolo della tosse. Vengono usati solo se la tosse è consistente e compromette in maniera considerevole il riposo notturno. La infatti risulta utile per liberare le vie respiratorie dagli eccessi di muchi che sono terreno fertile di infezione virale ed eventualmente di batteri che si possono sovrapporre. I più comuni sono a base di codeina venduti col nome commerciale di Paracodina®.

Per combattere il raffreddore gli antibiotici non hanno alcun effetto e vanno assunti su prescrizione del medico se vi è l’evenienza di una sovrainfezione batterica alla iniziale infezione virale. In questa evenienza bisogna completare la cura anche se i sintomi terminano prima della fine della terapia antibiotica. Il motivo è il completo eradicamento del batterio. Una cura incompleta potrebbe sviluppare un ceppo batterico antibiotico resistente. E allo studio un farmaco antivirale contro il raffreddore chiamato Pleconaril che non è stato ancora commercializzato.

Rimedi della tradizione popolare per il raffreddore.

Esiste una miriade di rimedi naturali o pseudo tali e comunque appartenenti alla tradizione popolare per la cura della malattia. Ne riportiamo i più comuni notando in maniera esplicita che per molti di essi non esiste alcuna evidenza scientifica sui loro benefici ed anzi per alcuni di essi studi condotti su campioni consistenti di ammalati col sistema del doppio cieco hanno evidenziato la loro assoluta inutilità.

Suffumigi. Consistono nell’aspirare i vapori caldi in cui si è disciolto bicarbonato di sodio. Nonostante la sensazione di benessere momentaneo non esistono evidenze scientifiche di benefici reali del trattamento. Anzi sembra che possano arrecare addirittura danni alle vie respiratorie dei bambini.

Brodo di pollo. Usato fin dall’antichità per curare la malattia. Sembra che taluni amminoacidi come la cisteina che il brodo contiene ed il glutammato possano aiutare a contenere l’infezione.

Aglio. Pillole a base di estratto di aglio o più semplicemente zuppa d’aglio secondo alcuni studi riducono la probabilità di contrarre il virus.

Vitamina C. Negli anni settanta era stato teorizzato un presunto beneficio della vitamina C per la prevenzione della malattia.Studi recenti hanno dimostrato che qualche beneficio è ottenibile ma solo con dosaggi di vitamina molto elevati e non nei bambini. In tal condizioni i dosaggi assunti con le comuni spremute di arance risultano assolutamente insufficienti.

Irrigazioni nasali con soluzioni saline. Molto usate da sempre da generazioni di mamme per curare i neonati. Sembra che sia un falso mito. Uno studio condotto dalla Cochrane Collaboration (Organizzazione no profit per valutare gli interventi sanitari) ha stabilito che non hanno beneficio alcuno.

Trattamenti omeopatici e rimedi naturali.

Anche le medicine naturali ed omeopatiche propongono numerosi rimedi per curare il raffreddore o meglio i suoi sintomi, rimedi a base di erbe o sostanze naturali quali:

Echinacea purpurea e precisamente un estratto dei suoi fiori viene usato per prevenire e curare il raffreddore ed il suo uso è stato approvato anche dall’ EMEA agenzia europea per i medicinali ma la sua reale efficacia è molto controversa.

Zinco. Pasticche di zinco da sciogliere sotto la lingua sembrano ridurre la durata della malattia. A parte il sapore sgradevole diversi studi non sono stati in grado di evidenziare alcun miglioramento indotto dalla cura.

Integratori probiotici. Sembrano aumentare leggermente l’efficienza del sistema immunitario e quindi proteggere dalle infezioni delle alte vie respiratorie.

Argento colloidale. Gli vengono attribuite proprietà di antibiotico naturale e di rafforzare le difese immunitarie e quindi tra i molteplici utilizzi è impiegato anche per prevenire e curare raffreddore. Anche qui le evidenze scientifiche non esistono.

Raffreddore in gravidanza.

Durante la gravidanza c’è la possibilità di contrarre il raffreddore con maggior frequenza. Le cause vanno ricercate nella minor efficienza del sistema immunitario durante la gestazione e conseguente aumento delle probabilità di contrarre infezioni e quindi anche il raffreddore. Ovviamente molta attenzione va prestata in tali condizione ai farmaci assunti perchè potrebbero arrecare seri pregiudizi al feto. Eguale attenzione bisogna usare durante l’allattamento perchè i farmaci dalla madre passano al neonato attraverso il latte. Quindi in entrambi i casi prima di assumere qualunque medicina è buona norma contattare il proprio medico curante.

Per approfondire leggi l'articolo dedicato ad i rischi e le cure possibili in caso di raffreddore durante la gravidanza.

Raffreddore nei bambini e nei neonati

Nei neonati il raffreddore può trasformarsi facilmente in otite, congiuntivite, sinusite, in quanti i bimbi piccoli non si soffiano il naso e quindi il muco, non solo rende più lunga la risoluzione del raffreddore, ma può procurare ulteriori patologie.

Informazioni Sugli Autori: Questo articolo è stato realizzato dalla Redazione (Informazioni sui Consulenti Scientifici)

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