Difficoltà a digerire (digestione lenta e difficile): sitomi, cause e rimedi.

Difficoltà a digerire (digestione lenta e difficile): sitomi, cause e rimedi

    Indice Articolo:

  1. Cause
  2. Sintomi e patologie
  3. Conseguenze
  4. Rimedi
  5. Opinioni e commenti

Hai difficoltà a digerire? La digestione è difficile e lenta? Approfondiamo le cause (malattie e cattive abitudini), i rimedi e cosa fare per alleviarne i sintomi quando si presentano. 

Innanzitutto nessun allarmismo, si tratta di sintomi molto comuni: basti pensare che in Italia rappresentano ben il 20-30 % dei motivi per cui una persona si rivolge al medico! 

Nella maggior parte dei casi i disturbi legati alla digestione si attenuano già soltanto seguendo dei semplici consigli per migliorare lo stile di vita o limitando alcuni alimenti più ostici; ma in altri casi le difficoltà digestive possono nascondere una malattia dell’apparato gastro enterico o anche extraintestinale.

Cause principali della digestione lenta e difficile.

I disturbi digestivi quali bruciore, acidità e pesantezza sono molto comuni al giorno d’oggi nel mondo occidentale e sono per lo più dovuti a uno  stile di vita errato ma anche patologie quali intolleranze alimentari o uso di farmaci.

La cause della digestione lenta e difficile

E dopo una panoramica generale entriamo più nel dettaglio.

Le cattive abitudini che rallentano la digestione: uno stile di vita scorretto.

Analizzando i punti elencati sopra si evince dunque che le principali cause di una digestione lenta e laboriosa derivano da abitudini personali, in parole povere da uno stile di vita scorretto. Vediamo dunque quali sono gli aspetti che incidono negativamente sull’apparato digerente.

Quando si saltano i pasti oppure si fa un solo pasto abbondante nella giornata, si sottopone l’apparato gastrointestinale a un carico di lavoro non fisiologico, con il risultato che la digestione risulta molto più lenta e laboriosa del normale. 

Anche i cibi fritti allungano i tempi di digestione visto che l’olio di cui gli alimenti sono impregnati è grasso al 100 % e pertanto difficile da digerire. 

L’alcool è un fattore importante che ritarda lo svuotamento dello stomaco con un effetto dose - dipendente: quanto più se ne assume, tanto più lunghi saranno i tempi di svuotamento dello stomaco e la digestione risulterà ritardata.

Anche il fumo di sigaretta accentua il bruciore e la secrezione di acido nello stomaco. 

Inoltre  chi è sedentario può avere tempi maggiori di svuotamento dello stomaco e un transito intestinale rallentato

Alimenti difficili da digerire: variano in base al soggetto.   

Spesso anche chi segue uno stile di vita sano può accusare disturbi digestivi legati  al consumo di certi alimenti o farmaci. Iniziamo ad analizzare le categorie di alimenti spesso responsabili di disturbi digestivi o vere e proprie intolleranze:

  • I farinacei: si può avere difficoltà a digerire la pizza, il pane e le torte che sono alimenti ottenuti dall’azione del lievito Saccharomyces Cerevisiae, il comune lievito di birra. La causa potrebbe essere un’intolleranza al lievito.  Spesso però anche alcune fonti di carboidrati ad alto indice glicemico come la   pasta  o il riso possono rallentare la digestione soprattutto se associate ad altri cibi  ad  alto contenuto di  grassi: in questi casi sarebbe consigliabile  consumare prodotti integrali , che oltre a tenere sotto controllo la glicemia  facilitano il transito intestinale  riducendo i fastidiosi gonfiori associati ad una   cattiva digestione.    
  • Il latte: le persone che hanno intolleranza al lattosio o alle proteine del latte manifestano gonfiore, dolori addominali e diarrea dopo l’assunzione di latte vaccino. Si può sospettare un’intolleranza quando i disturbi digestivi si accompagnano a nausea, vertigini, costipazione e spesso giramenti di testa. Il rimedio può essere l’utilizzo di latticini o bevande vegetali come il latte di soia,  di riso o mandorla o latte e yogurt ad alta digeribilità.  I neonati ad esempio che non hanno alcuna difficoltà a digerire il latte materno o    artificiale,  accusano invece problemi digestivi a partire dallo svezzamento  quando vengono inseriti alimenti nuovi e appunto il latte vaccino. I pediatri  consigliano una  introduzione graduale delle nuove sostanze nutritive. 
  • La carne: sono difficili da digerire soprattutto le carni grasse, ovvero vitello, agnello e maiale. I grassi in esse contenuti rendono più difficile la digestione rallentando i tempi di svuotamento dello stomaco. 
  • Il pesce: come per la carne, anche per il pesce sono le specie più grasse a causare una cattiva digestione. Sono a rischio anguilla, sgombro, salmone e tonno. In alternativa si possono preferire specie di pesce magre e ridurre il consumo di quelle grasse a quantità minime. La cipolla e l’ aglio: rilasciano il tono dello sfintere esofageo inferiore, la valvola che delimita il confine tra esofago e stomaco. Dato il loro potere miorilassante, è meglio evitarle in caso di reflusso gastroesofageo e dispepsia. 
  • Le spezie: in  particolare menta e peperoncino  accentuano il bruciore e l’acidità. 
  • I cavoli e i pomodori: le verdure in generale essendo ricche di fibra accelerano lo svuotamento dello stomaco dunque non causano problemi digestivi. Solo alcune di esse in particolar modo gli ortaggi della famiglia delle Brassicaceae ovvero cavoli, cavolfiori, broccoli, cavoletti di Bruxelles e rape, possono provocare formazione di gas e gonfiore una volta giunte nell’intestino.  Alcune persone lamentano anche un’intolleranza ai pomodori e i sintomi  accusati sono spesso orticaria, nausee, ritenzione idrica.

L’uso di farmaci e i disturbi digestivi.

Alcuni farmaci possono dare disturbi digestivi ma essi si manifestano più frequentemente in trattamenti di lunga durata e compaiono raramente se i medicinali vengono assunti occasionalmente: 

 

  • I sali di potassio, indicati per il trattamento dell’ ipertensione, della disidratazione e del deficit di potassio. Alte dosi di sali di potassio possono causare ulcere, disturbi gastrici e nausea.
  • L’alendronato, usato per curare l’osteoporosi, può essere alla base di ulcere esofagee, diarrea, nausea e dolori addominali.
  • Gli antibiotici causano l’aumento della fermentazione intestinale e del gonfiore perchè uccidono la flora batterica intestinale.
  • La digitale, usata nei disturbi del cuore, causa frequentemente inappetenza, nausea e vomito.
  • I FANS ovvero gli antinfiammatori non steroidei come l’aspirina sono una delle cause più comuni di gastrite e ulcera perchè riducono la protezione mucosa dello stomaco e aumentano la secrezione di sostanze acide.

I fattori psicologici: come ansia e depressione incidono sulla digestione.

Gli scienziati hanno messo in evidenza lo stretto rapporto tra disturbi digestivi e ansia in persone che tendono a somatizzare le emozioni. Lo stress e le turbe emotive possono essere alla base della difficoltà a digerire, come nel caso della cosiddetta dispepsia isterica, ma i meccanismi che ne sono alla base sono ancora poco noti. Si sa invece di per certo che la depressione rallenta sia lo svuotamento dello stomaco sia il transito intestinale rendendo così più difficile la digestione. 

 I cambiamenti ormonali: gravidanza, ciclo e menopausa.

Anche i cambiamenti ormonali alla base del ciclo mestruale  possono interferire con i regolari processi digestivi: le alterazioni prodotte dallo squilibrio tra estrogeni e progesterone inducono un aumento eccessivo della motilità intestinale, che spesso conduce ad episodi di costipazione, diarrea e difficoltà digestive.

Le modificazioni ormonali insieme ad un intenso livello di stress sono la causa di una cattiva digestione anche in menopausa e durante la gravidanza.

In particolare nei nove mesi di gestazione gli aumentati livelli serici di progesterone esercitano un effetto miorilassante che induce il rilassamento della muscolatura e di conseguenza la perdita del tono dello sfintere esofageo inferiore. Questo facilita la risalita del contenuto gastrico nell’esofago con acidità in bocca e bruciore. Inoltre la muscolatura dell’intestino non si contrae abbastanza, il contenuto intestinale progredisce più lentamente e compare la stipsi. 

La difficoltà a digerire si manifesta fin da inizio gravidanza ma la situazione peggiora a partire dal quarto mese quando la pancia comincia a crescere e il feto a comprimere stomaco e intestino. I rimedi contro la difficoltà a digerire in gravidanza sono davvero pochi: i farmaci da banco contro la cattiva digestione, a causa dell’elevato contenuto di calcio, possono causare nella gestante la cosiddetta sindrome latte-alcali con ridotta. 

Le malattie e i sintomi associati alla cattiva digestione.

I disturbi digestivi si manifestano il più delle volte dopo i pasti principali spesso associati a cefalea perchè lo stomaco riceve quantità di cibo maggiori rispetto agli spuntini.

Ma talvolta gli stessi sintomi possono essere ricollegati a problemi dell’esofago, dello stomaco, del fegato e delle vie biliari:  ad  esempio se nell’anziano i disturbi insorgono mezz’ora dopo il pasto si può sospettare un’ischemia intestinale. Al contrario nell’ulcera duodenale i sintomi possono migliorare con l’assunzione di cibo, mentre la nausea prima del pasto potrebbe indicare una disfunzione epatobiliare. Spesso si digerisce male semplicemente dopo aver fatto un pasto troppo abbondante, magari dopo che si è digiunato tutto il giorno. 

Spesso i disagi si possono presentare anche al di fuori del pasto, ad esempio durante notte: è il caso di persone che soffrono della malattia da reflusso gastroesofageo possono avere disturbi digestivi notturni quando bruciore, acidità e senso di pienezza sono aggravati dalla posizione supina. In questo caso può essere utile elevare la testiera del letto inserendo uno spessore di 10 cm. 

In questa tabella spieghiamo quali sono le malattie che possono causare problemi digestivi, perchè e i relativi sintomi. 

Le Malattie dello stomaco.

Reflusso gastroesofageo, ernia iatale. la causa è la risalita del contenuto dello stomaco nell’esofago. Essa si verifica per riduzione del tono dello sfintere esofageo inferiore. Eccesso di acidità, bocca amara, alitosi, dolore e bruciore in prossimità dello stomaco, insonnia, pressione alta e tachicardia.
Ulcera è causata da un germe che intaccherebbe la mucosa gastroduodenale rendendo le pareti dello stomaco facilmente soggette agli attacchi dei succhi gastrici Bruciore, dolore alla parte alta dell’addome

Le Malattie dell’intestino.

Sindrome del colon irritabile, ovvero la cosiddetta “colite nervosa” Si pensa che la causa sia uno squilibrio della flora batterica intestinale ma non è ancora chiaro come essa possa generare i disturbi digestivi meteorismo, flatulenza, diarrea, dolore al fianco
Celiachia riduce la funzione di assorbimento di zuccheri e sostanze nutritive,  i nutrienti non assorbiti rimangono nel lume intestinale, fermentano producendo gas gonfiore, meteorismo, diarrea

Le malattie del fegato, del pancreas e delle vie biliari .

Epatite, cirrosi epatica, tumore del pancreas e pancreatite compromettono la secrezione di enzimi digestivi riducendo la capacità dell’apparato gastroenterico di digerire gli alimenti nausea, vomito, pesantezza, dolore nella parte alta dell’addome
Calcoli della colecisti e delle vie biliari ostacolano il rilascio della bile nel duodeno. La digestione dei grassi risulta diminuita colica biliare

Le malattie extraintestinali.

Possono causare disturbi digestivi anche malattie al di fuori dell’apparato gastroenterico quali diabete, malattie della tiroide, delle ghiandole surrenali e dei vasi sanguigni, insufficienza cardiaca e renale, collagenopatie. In tutti questi casi si può avere un transito intestinale rallentato con gonfiore e stipsi perchè viene ridotta l’azione del sistema nervoso autonomo ovvero la parte del sistema nervoso preposta alla contrazione dell’intestino.

La dispepsia: una diagnosi di esclusione.
Se i sintomi si presentano in modo persistente o ricorrente per almeno 3 mesi, possiamo parlare di dispepsia funzionale. Si tratta di una diagnosi di esclusione perchè il medico diagnostica la dispepsia dopo aver accertato che dietro i nostri disturbi digestivi non si nasconde alcuna malattia. I sintomi della dispepsia sono: senso di pesantezza abnorme dopo il pasto, nausea, vomito, eruttazioni frequenti, sonnolenza.

Conseguenze della digestione lenta: stitichezza e gonfiore addominale. 

Le complicazioni  della digestione lenta sono diverse a seconda della causa da cui essa dipende. Se alla base c’è una malattia dello stomaco come l’ulcera o la malattia da reflusso, lo svuotamento dello stomaco ritardato causa l’aumento delle secrezioni dello stomaco. Soprattutto in caso di ulcerazioni, la permanenza del cibo nello stomaco oltre i tempi normali può provocare la perforazione della parete gastrica con emorragia. A livello intestinale poi una digestione lenta comporta un rallentamento della progressione delle feci e quindi stipsi. Se i materiali di rifiuto della digestione rimangono per più tempo del normale nell’intestino, le tossine hanno tutto il tempo di agire sulle pareti intestinali e produrre tumori. Non dimentichiamoci poi che la persistente sensazione di gonfiore, il bruciore e la necessità di dover eruttare di frequente peggiorano e non poco la qualità di vita di chi ha difficoltà a digerire. 

La digestione lenta fa ingrassare?

Secondo l’opinione comune e i mass media una cattiva digestione potrebbe comportare un aumento di peso: probabilmente però esso è da imputare più alla stipsi e alla ritenzione idrica spesso indotta dai disturbi digestivi che non dall’accumulo di adipe.
Tutti gli alimenti che assumiamo vengono infatti digeriti e assorbiti dall’intestino a prescindere dalla durata del transito, per cui non è vero che se la digestione è lenta assorbiamo più calorie rispetto a una digestione che avviene in tempi normali. Piuttosto potrebbe essere vero il contrario, cioè ci potrebbe essere un’associazione tra digestione difficile e dimagrimento. Quando lo stomaco è pieno a causa di una digestione lenta, il cervello non recepisce lo stimolo della fame, perciò di solito la persona è inappetente, mangia meno e dimagrisce. 

Rimedi efficaci per contrastare i problemi digestivi.

La digestione lenta e difficile può essere, come si è visto,  una conseguenza di una malattia dello stomaco, dell’intestino o in alcuni casi localizzata al di fuori dell’apparato gastroenterico ma può essere di origine funzionale, cioè che si verifica in una persona sana ed è dovuta a uno stile di vita errato e al consumo di alimenti non digeribili.

Il primo rimedio è il miglioramento dello stile di vita e delle abitudini alimentari. Mangiare con calma e masticare in modo adeguato, ridurre lo stress, fare un po’ di moto e mangiare cibi digeribili risolve il problema nella maggior parte dei casi. Si possono aggiungere tisane o compresse masticabili a base di erbe che coadiuvano la funzionalità dell’intestino o digestivi a base di bicarbonato.

Questi rimedi sono sufficienti di solito quando si tratta di un disturbo funzionale. Se le difficoltà digestive rimangono, è opportuno consultare il proprio medico e fare accertamenti per scoprire se esse dipendono da una malattia. 

Cosa mangiare e cibi da evitare: le regole alimentari.

Cosa conviene mangiare per aiutare la digestione lenta? In linea di massima si può mangiare tutto quello che non ci causa gonfiore o bruciore, l’importante è non fare pasti troppo abbondanti e ricchi di proteine e lipidi. Altri utili accorgimenti sono:

  • Seguire  dieta equilibrata in cui i nutrienti siano ripartiti in modo corretto tra i tre pasti in modo da non appesantire la digestione.
  • Quando le difficoltà digestive sono particolarmente accentuate, può essere utile ridurre i pasti principali e inserire due spuntini a metà mattina e a metà pomeriggio in modo da ripartire in modo più equo il carico di lavoro dell’apparato gastroenterico.
  • Evitare i cibi di difficile digestione come  fritti,  tagli grassi della carne, pesci grassi che rallentano lo svuotamento dello stomaco facendoci sentire “pesanti”.
  • Non mangiare farinacei, latte e latticini è indicato solo nel caso in cui sia stata accertata un’intolleranza da esami specifici e scientificamente validi.
  • In caso di digestione difficile dovuta a reflusso gastroesofageo, può essere utile eliminare anche aglio, cipolla, cibi speziati (soprattutto peperoncino e menta) che acuiscono il bruciore.
  • Se c’è gonfiore intestinale evitare le verdure della famiglia dei cavoli.
  • Astenersi dall’alcol per migliorare i tempi di svuotamento dello stomaco e dal fumo per ridurre bruciore e acidità.
  • Mantenere un peso corretto riduce la pressione sull’addome, soprattutto quando si è supini, così si riducono gli episodi di reflusso e l’acidità.

Una strategia in più : Il diario alimentare.

Per individuare quale cibo ci dà fastidio dobbiamo imparare a riconoscere i segnali che il nostro corpo ci manda. Pertanto può essere utile tenere un diario alimentare così impostato:

Lunedì Pasto      Ora Disturbi digestivi
  colazione    
  spuntino    
  pranzo    
  merenda    
  cena    

Compilando questo schema ogni giorno della settimana risulterà più semplice capire quali cibi ci creano dei disturbi, soprattutto in rapporto ai diversi momenti della giornata in cui vengono assunti. 

Rimedi omeopatici: digestivi naturali, tisane e compresse.

Per migliorare la digestione possiamo utilizzare dei digestivi naturali a base di erbe sotto forma di tisane o compresse masticabili da assumere prima dei pasti due o tre volte al giorno. Le erbe che ci aiutano a digerire meglio sono: 

Achillea, verbena grazie alle proprietà spasmolitiche, sono usate per la produzione di oli essenziali digestivi utilizzati contro la gastrite e la malattia da reflusso
Anice, carvi evitano la formazione di gas nell’intestino e il gonfiore
Cicoria disintossica l’intestino, migliora la produzione della bile e la diuresi
Genziana, mela stimolano la produzione degli enzimi digestivi migliorando la digestione
Liquirizia riduce il bruciore proteggendo le pareti dello stomaco dall’azione degli enzimi gastrici
Zenzero Favorisce la digestione, riduce la fermentazione nell’intestino e la formazione di gas

Rimedi fitoterapici:i fiori di Bach.

La fitoterapia è una pratica terapeutica che prevede l’utilizzo di piante e i loro estratti per la cura di malattie o per favorire il benessere fisico.

Tra i rimedi fitoiterapici molto efficace risulta essere l’impiego dei Fiori di bach: come abbiamo visto il rallentamento dei processi digestivi, la costipazione e il gonfiore addominale sono spesso indotti da situazioni di forte stress e ansia.

I Fiori di Bach agiscono sull’umore e sugli stati d’animo negativi: secondo la fitoterapia i disagi emotivi portano necessariamente a disturbi di tipo fisico (si parla di somatizzazione)   mal di testa, mal di pancia e disturbi digestivi sono tra i più comuni e dunque vengono preparate  tante essenze floreali quante sono le patologie.

Rimedi farmaceutici : i digestivi effervescenti.

In alternativa oppure in aggiunta all’omeopatia si può ricorrere ai farmaci. Quelli indicati per la digestione lenta sono i digestivi effervescenti a base di bicarbonato. L’anidride carbonica che dà l’effervescenza e il bicarbonato tamponano l’acidità dei succhi gastrici e il bruciore che ne consegue. Questi prodotti non necessitano di prescrizione medica e si possono assumere al bisogno rispettando le dosi riportate sulla confezione.

Supervisione: Vincenzo Angerano Collaboratore: Vanessa Marrone (Dietista)
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