Melanoma: maligno o benigno. Sintomi, cura e sopravvivenza

Consulente Scientifico:
Dottoressa Margherita Mazzola
(Specialista in biologia e nutrizione)

Il melanoma della pelle può essere benigno o maligno. Quali sono i sintomi e come riconoscerlo? La cura è importante ma la sopravvivenza dipende molto dallo stadio in cui si trova il tumore e da quanto è tempestiva la diagnosi.

    Indice Articolo:
  1. Caratteristiche e tipologie
  2. Stadiazione
  3. Cause e fattori di rischio
  4. Sintomi e diagnosi
  5. Sopravvivenza
  6. Cura

Cosa è un melanoma? Caratteristiche e tipologie.

Il melanoma è un tumore di tipo cutaneo che nasce dai melanociti, cellule responsabili della produzione della melanina, che si trovano a livello cutaneo e delle mucose. Nonostante sia una neoplasia cutanea poco diffusa, solo il 4% dei tumori della pelle è infatti rappresentato dal melanoma, rappresenta però uno dei tumori più aggressivi e con più alto indice di mortalità, la percentuale di decessi è infatti stimata intorno all'80%. Attualmente questa neoplasia risulta in crescita nei paesi occidentali quali l'Italia, e si stima che vi siano circa 6000 - 7000 nuovi casi l'anno, di cui 1200 - 1500 letali.

In alcuni casi il termine melanoma viene utilizzato per indicare i comuni nei, quindi formazioni di tipo benigno, in quanto in molti casi si genera su nei preesistenti.

Tipologie, melanoma maligno e benigno, modalità di diffusione e zone colpite.

Il melanoma esiste in diverse forme che differiscono tra loro per localizzazione e tipologia di lesioni e per andamento prognostico della malattia.

Una prima grande distinzione può essere fatta sulla base dei fattori prognostici, in base ai quali definiamo un melanoma:

In base alla modalità di diffusione e di crescita della neoplasia distinguiamo un melanoma:

In base alla tipologia di lesione ed eventualmente alla zona in cui si manifesta più frequentemente, il melanoma può essere suddiviso in:

E' bene precisare che il melanoma origina nella maggior parte dei casi dalle cellule della cute, più raramente da quelle delle mucose, per esempio a livello delle mucose orali quali labbra, lingua e gengive o a livello di vulva, ano e glande, o ancora a livello delle mucose oculari come la congiuntiva. Talvolta il melanoma può originare anche dai melanociti extracutanei come quelli presenti nell'orecchio, nell'occhio, nel sistema nervoso a livello delle meningi e nel tessuto adiposo.

 La stadiazione del tumore della pelle.

Per stabilire la prognosi di un paziente colpito da melanoma esistono diversi parametri che consentono di suddividere la progressione della patologia in stadi. Attualmente vi sono quattro tipologie di classificazioni per definire il grado di un melanoma.

La prima è la classificazione di Clark, che si basa sull'invasione degli strati profondi della cute e che prevede:

Una seconda classificazione è basata sulla penetrazione del tumore nella cute esprimendo i valori in millimetri. Viene definita classificazione di Breslow in base allo spessore e si correla alla sopravvivenza del soggetto:

La terza classificazione è quella proposta dall'American Joint Committee on Cancer (AJCC) e prevede cinque stadi da 0 a 4:

L'ultima classificazione è quella basata sul sistema TNM (Tumor-Nodes-Metastasis) in base all'anatomia patologica della lesione e prevede per il melanoma:

Cause e fattori di rischio della comparsa di un melanoma.

Attualmente non si conoscono le cause effettive del melanoma, sebbene siano state individuate alcune alterazioni di tipo genetico associate all'insorgenza di melanoma (per esempio la mutazione della proteina p16, e delle molecole di adesioni quali le integrine). Esistono però dei fattori di rischio ben documentati che espongono un soggetto al rischio di sviluppare un melanoma e che riguardano:

 Sintomi e diagnosi del melanoma cutaneo: come riconoscerlo?

Il melanoma è una lesione neoplastica talvolta subdola poichè si presenta in maniera asintomatica e se il soggetto non si accorge dei cambiamenti di forma, dimensione e colore del neo, può passare inosservato ed allora come riconoscerlo prima che sia troppo tardi ed agire in modo adeguato?

Talvolta invece possono manifestarsi alcuni sintomi che, insieme ai cambiamenti morfologici e cromatici, possono mettere in allarme come prurito, dolore al tatto, bruciore, ulcerazioni e sanguinamenti. Questi sintomi però tendono a comparire negli stati avanzati della malattia e quindi possono essere causa di diagnosi tardiva. Per fare quindi una corretta diagnosi è bene che se si notano cambiamenti nei nevi ci si rivolga al medico dermatologo il quale potrà fare diagnosi in base all'osservazione della lesione ed ai risultati delle indagini diagnostiche.

Il sistema diagnostico di osservazione attualmente in uso è il sistema ABCDE con cui il medico individua quei nei che possono essere potenziali melanomi.

Le lettere indicano:

Nel caso in cui si stia parlando di una tipologia di melanoma più aggressivo, come il melanoma nodulare, questo sistema prevede anche:

Una volta eseguita l'osservazione con questo sistema di valutazione il medico potrà richiedere ulteriori esami per confermare la diagnosi come per esempio:

Approfondisci le cause che possono provocare l'ingrossamento dei linfonodi.

Le aspettative di vita per soggetti colpiti da melanoma alla pelle.

I fattori prognostici rappresentano un insieme di parametri che servono a determinare la sopravvivenza del soggetto colpito da melanoma. Sono rappresentati sia da fattori propri del paziente sia da fattori relativi alla patologia, per esempio sono fattori prognostici:

Terapia chirurgia o chemioterapia ed immunoterapia.

Attualmente sono disponibili due tipologie di cura per il melanoma:

Attualmente, grazie alla ricerca dell'istituto Veronesi, si sta sperimentando una nuova terapia per il melanoma, chiamata immunoterapia, o più comunemente vaccino. L'immunoterapia prevede di potenziare le cellule del sistema immunitario del paziente, in particolare i linfociti T e questa stimolazione può avvenire in due modi:

La miglior terapia però risulta essere la prevenzione, che si attua non esponendosi al sole senza protezione e per lunghi periodi di tempo e, qualora si rientrasse nelle categorie di rischio, sottoponendosi a regolari visite dal dermatologo.

Informazioni Sugli Autori: Dottoressa Margherita Mazzola (Laurea in Biomedicina)

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